13Luglio2020

 

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Dopo oltre tre mesi tornano a Pisticci i primi pullman di turisti

Era sabato 7 marzo, lo ricordiamo bene, quando l’ultimo pullman pieno di turisti si fermò nella nostra città. Era gente del nord. Sicuramente non pensavamo ad un periodo così lungo e ……tragico, senza la presenza di gente che viaggia per conoscere meglio la nostra penisola e che tra gli altri siti, sceglie anche le bellezze della nostra terra.
Domenica 14 giugno, la sorpresa. Nella mattinata un paio di autobus hanno fatto ingresso a Pisticci, una delle quali ha parcheggiato nella zona Cammarelle con connotati della provincia di Potenza (Lagopesole), mentre per il secondo non siamo in grado di rivelarne la provenienza in quanto è passato veloce e non sappiamo dove ha sostato.
Tutto questo però, non importa, atteso che non è necessario conoscere nazionalità o residenza di questi gruppi, è importante invece constatare che qualcosa, magari finora solo impensabile, si muove e che la situazione generale muta di giorno in giorno. In meglio, naturalmente.
Con questa premessa, vogliamo augurarci che, anche con l’arrivo della estate, le cose cambino radicalmente e piano piano ci si avvicini alla normalità. Normalità che comunque, anche a voler essere estremamente ottimisti, non sarà mai quella di prima. Quella che ognuno di noi conosce bene e che ci ha insegnato un altro modo di vivere, mai immaginando l’arrivo di questa pandemia che ha colpito il mondo intero, che sicuramente finirà, ma lascerà comunque un segno indelebile. In un certo senso, noi meridionali, possiamo, tutto sommato, ritenerci fortunati rispetto ai connazionali del nord, se solo si pensa a come lì è stato vissuto questo periodo, quando ogni sera il bollettino (di guerra) emetteva il suo verdetto, con la ferale notizia delle migliaia di nuovi contagiati e le centinaia e centinaia di morti, impossibili anche da ospitare e da onorare nella loro la pace eterna dei camposanti di città.

Fortunati noi, anche per non aver patito quei tragici momenti legati all’interminabile lugubre suono delle sirene delle ambulanze con i loro viaggi della speranza per tutte quelle sfortunate persone colpite dal virus.  Noi comunque, non possiamo dimenticare altri momenti come l’atmosfera lugubre di quella sera piovosa, quando Papa Francesco celebrò in una piazza San Pietro deserta, invocando: “Dio non lasciarci soli nella tempesta!”. Una immagine che richiamava ancora di più il particolare grave momento che lasciava tutti atterriti e inermi a reagire. Una San Pietro battuta dalla pioggia, vuota e spettrale, con le sue colonne, i gabbiani, le volanti, i fari e il vuoto tutto intorno. Terribile immagine che tristemente ci ha accompagnato in questi mesi, in cui però, la maggior parte di noi, non ha mai perso la speranza che questa dilagante pandemia dalle disastrose conseguenze, finisse presto. E così è.
Ormai siamo entrati nella seconda settimana di una fase che, giorno per giorno ci restituisce ottimismo e aiuta a ritornare ad una vita più serena, regalandoci tante cose che ci stanno a cuore, come il rivedere dopo mesi persone care, amici, conoscenti e luoghi affettivi. Nella consapevolezza però, di continuare nei nostri obblighi, fino a quando ci sarà imposto il rispetto delle regole.
In primis, mascherina e distanze e, naturalmente, cosa più importante, l’impegno a non abbassare la guardia.  

Michele Selvaggi

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