Da un comunicato stampa della protezione civile diffuso dall'ANSA, prendiamo atto che il problema legato alla mancata emissione della ordinanza da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri sarebbe tutt'altro che "tecnico".
Il capo della protezione civile fa sapere che il problema starebbe nella "mancanza dello stanziamento di fondi nazionali" al fianco di quelli già stanziati dalla Regione Puglia.
Dopo nove mesi siamo ancora a questo punto. Il portavoce del Comitato Terre Joniche, Gianni Fabbris, costantemente in contatto con gli interlocutori nazionali e regionali, ha appena rivolto loro questo appello: "Fate presto, si verifichi già nel pomeriggio di oggi se è possibile attivare immediatamente fondi a disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri come è stato fatto d'urgenza per Toscana e Liguria e, comunque, si emetta subito l'ordinanza (OPCM) per la Puglia anche solo con le risorse messe a disposizione dalla regione Puglia. Il dispositivo del decreto mille proroghe, infatti, prevede che, in caso di calamità dopo la dichiarazione di Stato d'emergenza, intervengano in prima battuta le Regioni mettendo a disposizione risorse proprie (che possono essere "anche", nel caso la Regione non possedesse fondi liberi, reperite dall'aumento della tassazione regionale) e solo in seconda battuta interverrebbero i fondi nazionali. Vero è che si sta consolidando un virtuoso meccanismo per cui lo Stato interviene a fianco delle risorse regionali (con il che, nei fatti, superando la trappola voluta dal mille proroghe che aveva l'unico effetto di non dare risposte ai cittadini) come è avvenuto, per esempio, per la Basilicata ma non è colpa dei cittadini se non siete riusciti a trovare prima un accordo nonostante che il Comitato lo abbia sollecitato e indicato come via d'uscita. Ora non fate pagare le colpe dei vostri ritardi e sottovalutazioni ai cittadini. Si intervenga subito, trovando immediatamente risorse libere o emettendo, intanto, l'ordinanza con quelle già rese disponibili dalla Regione Puglia.
Sapremo valutare anche da questo se la classe dirigente regionale (tutta) e nazionale avrà saputo rispondere alle esigenze, di rigore, giustizia ed equità poste a base della fase nuova aperta nel Paese." Alle ore 16 inizia, a maggior ragione, il nuovo sciopero della fame.
Nel frattempo il senatore Pdl Cosimo Latronico torna a parlare dell'ordinanza per la Basilicata che, invece, ha avuto esito positivo. “Si e' potuti giungere all'emissione dell'ordinanza governativa dello scorso 25 novembre grazie alle risorse stanziate nella manovra finanziaria di agosto che ha autorizzato una spesa di 7 milioni di euro per la messa in sicurezza delle infrastrutture danneggiate dalle calamita' del febbraio/marzo scorsi. Una posta finanziaria che e' stata tenacemente difesa, in sede parlamentare, anche con l'ultima manovra di finanziaria che aveva provato a cancellare tale autorizzazione”. Lo ha dichiarato il senatore del Pdl, Cosimo Latronico, intervenendo a Metaponto ad una riunione con il comitato “Terre ioniche” che rappresenta alcuni operatori agricoli ed imprenditori della zona ionica sia lucana che pugliese colpiti dall’alluvione. “Oltre al valore dello stanziamento pari a 14,5 milioni di euro, aggiungendo le risorse messe a disposizione dalla Regione Basilicata, c'e il valore dell'ordinanza che nomina il commissario straordinario dell'emergenza per procedere a definire interventi urgenti sull'assetto territoriale ed idrogeologico a cominciare dalla pulizia dei fiumi e dei corsi d'acqua per assicurare l'efficienza idraulica e la sicurezza dei territori. Il commissario delegato, cioè il presidente della Regione, è anche incaricato di stimare con certezza i danni delle imprese e delle aziende colpite dalle calamità per trovare il modo di finanziare queste necessità che ormai assumono una caratteristica di urgenza facendo in
modo che ogni livello di governo si assuma tempestivamente le proprie responsabilità come del resto e' accaduto in altre regioni ugualmente colpite, a cominciare dal Piemonte, per proseguire poi con la Liguria, la Toscana e le Marche, per citarne alcune”.










