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C’è qualcosa di profondamente evocativo nel titolo della sesta edizione di GreenAct: “La natura dell’autentico e imperfetto”. Un’espressione che non è solo suggestione poetica, ma un invito a diffidare dalla perfezione artificiale. Protagonista dell’evento la natura, con le sue forme irregolari, i cicli imprevedibili e le armonie non costruite. Testimonianza di autenticità e forza. Ed è proprio da qui che ha preso forma la manifestazione che sabato e domenica scorsi ha richiamato presso il Viavio La Malfa circa un migliaio di visitatori.
Un appuntamento ampio, articolato e partecipato, capace di intrecciare botanica, cultura, arte e gastronomia, con il contributo della condotta Slow Food Magna Grecia, promotrice di alcune delle iniziative più significative.
Tra queste, particolare rilievo hanno avuto le presentazioni editoriali. Intensa e toccante quella dedicata al libro di Melissa Moramarco, un racconto autobiografico che attraversa con lucidità e coraggio le tappe della sua vita. Nata prematura e segnata da una paraplegia spastica, Melissa affida alle pagine la sua esperienza, trasformando le difficoltà in occasioni di crescita. Ne emerge una testimonianza autentica, che invita il lettore a riconoscere nella fragilità una forma di coraggio e a riscoprire il valore della resilienza.
Di grande interesse anche la presentazione del volume del giornalista Donato Mastrangelo, un’opera che affonda le radici nella memoria e nell’identità del Sud. Il libro si muove tra tradizioni, paesaggi e comunità, con l’intento di restituire dignità e luce ai piccoli centri, spesso dimenticati, ma ricchi di storia e cultura. Dieci racconti brevi intrisi di narrazione e riflessione, che sottolineano l’urgenza di recuperare e valorizzare questi luoghi. A impreziosire l’opera, gli acquerelli del maestro Pasquale Colle, che accompagnano il testo con delicatezza visiva, aggiungendo profondità e suggestione.
Spazio anche all’arte visiva con la mostra fotografica di Rocco Scattino. Le sue immagini, dedicate ai fiori, si muovono tra estetica e simbolismo. Nei petali, nelle sfumature, nelle imperfezioni naturali, si coglie un messaggio universale: la bellezza non è assenza di fragilità, ma capacità di fiorire nonostante tutto. «Penso ai fiori come simboli gentili di resilienza – spiega l’artista – metafora della vita che non si arrende e sempre trova la sua via per essere vissuta».
Sempre in ambito fotografico il workshop curato dallo stesso Scattino in collaborazione alla Scuola Europea di acconciatura e trucco di Policoro con uno shooting a tema primaverile, che ha coinvolto appassionati e curiosi in un percorso formativo immersivo, a contatto diretto con gli spazi e le atmosfere del vivaio.
A chiudere l’evento, lo show cooking firmato Slow Food Magna Grecia, che ha celebrato il legame tra territorio e cucina, trasformando i prodotti locali in esperienza condivisa.
GreenAct 2026 si conferma così non solo come evento espositivo, ma come spazio di incontro e riflessione, dove natura, cultura e comunità si intrecciano. E dove, ancora una volta, l’imperfezione si rivela la forma più autentica di bellezza.