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Son trascorsi tantissimi anni e non so quanti ancora ricordano quello storico incontro di calcio amichevole (ma non fu così), tra il Pisticci e il Ferrandina.
Erano i primi anni del dopo guerra ed anche allora, nonostante la penuria di mezzi con mancanza di palloni, scarpe, divise ecc. e l’assenza di campi di gioco, (non c’era ancora il campo di Ponte Pisciacchio e si giocava alla Piazzola in Terravecchia o davanti al piazzale del Cimitero non ancora ampliato), la passione e il tifo per il gioco del calcio, non si discostava troppo da quello attuale. Proprio per mancanza di campi, non si poteva partecipare ai tornei regionali (qualcuno era già in atto), ma si disputavano gare amichevoli, attesa la rivalità che non mancava tra squadre di altri comuni della provincia come Ferrandina, Montalbano, Bernalda, Stigliano, Montescaglioso.
Proprio uno di questi incontri rimarrà memorabile coinvolgendo il Ferrandina e il Pisticci che avevano stabilito di incontrarsi sul campo ferrandinese. Ovviamente, di volta in volta si sceglievano i giocatori migliori e in quella occasione si andò veramente oltre, “importando” atleti di una certa valenza e importanza. Un match sentito, che bisognava vincere a tutti i costi.
Il Ferrandina si rafforzò con diversi giocatori della Juventina di Potenza, squadra di serie C, mentre il Pisticci, si affidò addirittura a 6 giocatori dell’Arsenal Taranto che militava in serie B, grazie all’impegno del compianto avvocato Nino Sinisi, grande sportivo ed amico del Presidente del Taranto Michele Rinaldi, che non aveva dimenticato le sue origini lucane. Fu data la possibilità di scegliere i migliori atleti tarantini a disposizione, tra cui l’attaccante Francesco Petagna, nonno di Andrea Petagna, attuale attaccante del Monza e altri giocatori che andavano per la maggiore. Il Pisticci schierò solo sei giocatori del posto, Pietro Leone, Alberto Prudente, Giuseppe Panettieri, Mario Viggiani, Cesare Grieco Nobile e Armando Giannone. Per tutti un figurone. Nel Ferrandina giocarono invece oltre agli atleti della Juventina Potenza, i tre migliori giocatori del posto di allora, Tubito, Magistro e Frangione. La gara giocata davanti ad un pubblico numeroso e appassionato, fu bella e combattuta, agli ordini di un arbitro di Potenza. Alla fine del primo tempo il risultato era fissato sul 3 a 2 in favore degli ospiti pisticcesi. Tutto era filato liscio fino a quasi metà secondo tempo, poi in campo scoppiò una violenta rissa tra i giocatori e il gioco si fermò per diversi minuti. Successivamente riprese e tutto sembrava potesse continuare fino al 90°, ma per un contrasto in area pisticcese, la rissa si riaccese in modo violento e l’arbitro chiuse la gara anzitempo. Con il risultato che comunque, non era cambiato con le 3 reti a 2 a favore del Pisticci. Gli animi comunque non si erano calmati e nel dopo gara ci furono scontri tra le due tifoserie. Il Pisticci era stato seguito da oltre un centinaio di tifosi ammassati su due grossi camion con cassone scoperto. Nei mesi successivi un incontro tra i dirigenti delle due società, sancì la possibilità a breve di una partita “della pace”. Ma non se ne fece nulla e occorre attendere qualche anno prima di vedere di nuovo in campo Pisticci e Ferrandina. Quest’ultima città, ricordiamo, negli ultimi decenni, grazie agli ottimi rapporti tra le due società, ha dato al Pisticci, tra l’altro, prima, durante e dopo la parentesi Interregionale, validissimi giocatori come Roberto Togni, Paolo Pavese, Lino Montemurro, Francesco Mastrangelo, Domenico Angelini e altri. Tutti giocatori bravi e beneamati dal pubblico pisticcese. Ancora oggi.
Michele Selvaggi