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La nostra storia. 17 maggio 1952 - 17 maggio 2026, 74 anni fa, l’approvazione della Legge Speciale sui Sassi di Matera voluta dall’allora Primo Ministro Alcide De Gasperi che nel luglio 1950, accompagnato dal giovane deputato lucano Emilio Colombo, aveva visitato la città e quel quartiere diventato tristemente famoso con la pubblicazione di “Cristo si è fermato ad Eboli”.
Emblematica quella foto che ritraeva lo statista democristiano, proprio durante la visita, mano sulla fronte, colpito da condizioni disumane in cui versava tanta povera gente di quella antica zona della città, costretta a vivere in veri e propri tuguri in promiscuità con animali domestici, senza acqua corrente, fognatura, energia elettrica e strade impercorribili.
In quella occasione furono sanciti l'impegno e la promessa del Presidente, di risolvere presto il problema. "Non ci sono parole per commentare quello che poco fa ho visto - disse tra l'altro De Gasperi appena dopo la visita - La povera gente dei Sassi non può continuare a vivere come bestie. Se finora nessuno si è preoccupato di queste persone, è venuto il tempo che si faccia qualcosa in loro favore per liberarli da una tristissima condizione". Impegno preciso preso sotto il caldo sole di luglio. Già in precedenza però, dopo l’uscita del libro denuncia di Carlo Levi (1944), il Segretario dell’allora Partito Comunista Italiano, Palmiro Togliatti, si era recato a Matera (1948) visitando i Sassi e definendo le condizioni sociali e abitative dei residenti di quel quartiere, una vera e propria “Vergogna nazionale”, sollecitando le istituzioni a intervenire.
Trascorse poco tempo dalla visita di De Gasperi del luglio 1950 e la promessa venne mantenuta con una legge speciale per lo sfollamento dei Sassi (L. 17 maggio 1952 n.619) che significò il trasferimento di gran parte dei residenti, che così poterono iniziare una nuova vita in condizioni più umane, con la realizzazione e occupazione di nuove abitazioni nei nuovi quartieri come Serra Venerdì, Lanera, Borgo La Martella e Venusio, queste ultime destinate alle famiglie agricole. De Gasperi tornò a Matera il 17 maggio 1953 ed il 13 maggio 1956, esattamente 70 anni fa di questi giorni, vennero consegnate le prime chiavi per gli insediamenti di Serra Venerdi, evento ricordato nei giorni scorsi con un Convegno- “70 anni del Rione Serra venerdì” - nella Chiesa della SS. Addolorata, tra i relatori Vincenzo Viti.
Per Matera, una occasione memorabile, destinata a cambiarne la storia, grazie all'impegno di De Gasperi a cui il Comune, solo dopo diversi decenni, a ricordo fece erigere una statua in via Nazionale.
Quella del 17 maggio 53, con il ritorno di De Gasperi a Matera, per testimoniare gli impegni mantenuti per la città, un vero e proprio bagno di folla in piazza V. Veneto per salutare l'uomo della Legge sui Sassi, quello che aveva creato la DC, Democrazia Cristiana, e che nel febbraio del 1947 aveva firmato il trattato di pace con gli alleati adoperandosi alla ricostruzione materiale e morale del paese, perseguendo una politica di amicizia con gli stati del Patto Atlantico e con l’Occidente.
Matera, (quel giorno, sotto il palco - ricordiamo - c’eravamo anche noi giovanissimi), fu invasa da migliaia di persone. La penuria di mezzi non permise a tutti di poter essere lì per salutare lo statista e l'episodio ci ricorda come forte fu la delusione di pisticcesi, ferrandinesi, pomaricani, miglionichesi che non avendo potuto raggiungere Matera, attesero invano il passaggio di De Gasperi, convinti che nel pomeriggio sarebbe transitato da quelle parti per visitare le zone della Riforma Fondiaria di Macchia, Caprarico, Scanzano Policoro e San Basilio.
De Gasperi morì improvvisamente nell'agosto del 1954 senza poter ritornare a Matera, come lui stesso aveva promesso e desiderato, una città nella quale, grazie ad una legge da lui fortemente voluta, erano stati costruiti a tempo di record nuovi quartieri per accogliere migliaia di cittadini che fino a poco tempo prima avevano abitato le grotte dei Sassi.
Una città, Matera, che grazie anche a questo lontano provvedimento, nel 2019, fu proclamata Capitale Europea della Cultura, conosciuta in tutto il mondo e visitata da milioni di persone.
Michele Selvaggi