Domenica, 19 Luglio 2026

Acino è poi Vino: Varietà e influenza dei suoli nella viticoltura, un viaggio sensoriale

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Parlare di vino senza conoscere il luogo in cui la vite viene coltivata può essere riduttivo. È importante tenere a mente che per produrre vini di qualità contano la scelta del vitigno, del portainnesto, del nesto, le condizioni pedoclimatiche della zona e il terreno scelto per l’impianto. La natura, il tempo e l’opera di chi lavora faranno il resto, determinando la differenza.

La sinergia tra competenze tecniche, cura ambientale e dedizione umana rappresenta il fattore determinante per ottenere un prodotto d'eccellenza. Conoscere le caratteristiche del terreno che accoglie le viti è fondamentale per apprezzare appieno il lavoro e la passione che si nascondono dietro ogni sorso di un vino di qualità e per capire meglio ciò che si andrà a degustare nel calice.

Se la vite è molto esigente riguardo al clima, di contro non richiede terreni troppo fertili, a cui preferisce quelli più poveri. Il suolo influenza profondamente il prodotto finale, determinando la sintesi di zuccheri, polifenoli, acidità, aromi, struttura e longevità. Questa interazione incide sul carattere peculiare del vino, esprimendosi con sfumature differenti: nei vini bianchi si ricercano freschezza, espressività e finezza aromatica, mentre nei vini rossi si prediligono struttura, colore, complessità e una vellutata ed elegante trama tannica.

I componenti geologici chiave per i terreni destinati alla viticoltura sono: calcare, marna, scisto e argilla. Esaminiamo più da vicino, in sintesi, le tipologie di terreni e le loro caratteristiche.

  • CALCAREO – ARGILLOSI: presenti nella maggior parte delle nostre regioni, così come quelli ricchi di calcare della Champagne, permettono di ottenere un’ottima qualità di vini, ricchi e strutturati, oltre che un’aromaticità ampia e complessa.
  • CALCAREO – ARENACEI: con una discreta percentuale di sabbia, questi suoli generano vini equilibrati nelle componenti alcoliche e fenoliche, regalando prodotti eleganti e dai profumi fini, sebbene non sempre predisposti a lunghissimi invecchiamenti.
  • MARNOSO – FERRUGINOSI: le terre rosse producono in genere vini di ottima qualità.
  • VULCANICI: i suoli vulcanici, presenti in varie aree dell’Italia, conferiscono spiccata sapidità, acidità importante, eleganza e longevità. L’Italia detiene la più vasta superficie al mondo coltivata a vite su suolo vulcanico.
  • SABBIOSI: in queste aree si ottengono vini più leggeri e meno longevi.

Inoltre, alcuni terreni presentano condizioni ancora più articolate, come quelli dell’Alsazia, i terreni scistosi della Mosella, i suoli ciottolosi e ghiaiosi del Medoc, del Trentino, di Bolgheri in Toscana e perciò donano al vino equilibrio, concentrazione e freschezza.

Conoscere le tipologie dei suoli e il loro impatto è essenziale per apprezzare la magnifica diversità dei vini. Ogni terreno regala a chi produce e a chi degusta unicità, che si traduce in aromi, sapori e struttura inimitabile. La varietà del suolo è fondamentale per determinare il carattere unico di ogni vino, offrendo a tutte le persone appassionate una gamma incredibile di sfumature sensoriali da scoprire.

Pertanto, quando degustiamo un vino, può risultare intrigante provare a scoprire su quale suolo sia stata coltivata la vite. È proprio da qui che inizia la sua storia.

L’analisi del terroir si conferma un passaggio fondamentale per chiunque desideri comprendere profondamente l'identità e il carattere unico di ogni calice, dove si esprime l’interazione tra vitigno, suolo, clima e figura umana, centrale e determinante nelle scelte e nell’interpretazione del terroir stesso.

È questo l’approccio metodologico essenziale per valorizzare l'autenticità del prodotto e la maestria di chi ne cura ogni fase produttiva.

Rubrica ACINO è poi VINO a cura di Giovanni Negro

Last modified on Sabato, 04 Luglio 2026 10:40

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