Giovedì, 28 Ottobre 2021

E’ iniziata domenica 25 luglio scorso e terminerà domenica 1 agosto la quinta edizione della manifestazione La Taccariata di Pisticci, la rievocazione storica che attraverso un’intensa settimana di iniziative, racconta, in chiave artistica, il rapimento, avvenuto nel luglio del 1677, di novantotto lucani ad opera dei turchi, tra cui ventisei pisticcesi.

La cultura come slancio verso una rinnovata normalità: questo l’obbiettivo di Enotria Felix, l’associazione pisticcese che anche quest’anno si prepara alla quinta edizione de La Taccariata.

«Ripercorrere il periodo storico delle origini puntando, anno dopo anno, a divenire un appuntamento fisso». Spiega così Imma Iannuzziello, presidente di Slow Food Magna Grecia, il fine ultimo dell’associazione: ovvero la caparbietà di radicarsi sul territorio sino a diventare rappresentativo dello stesso. Un’occasione per raccontarsi e riscoprirsi attraverso la lente di un passato lontano. Una storia riportata alla luce e sublimata grazie alla innegabile magia del filtro artistico.

Da “Il riscatto dei rapiti”, rappresentazione teatrale con cui viene portato in scena il rapimento, avvenuto nel luglio del 1677, di ben novantotto lucani ad opera dei turchi.  Tra i catturati vi erano ventisei pisticcesi, per i quali, il padrone Carlo De Cardenas offrì 1500 scudi in cambio della loro libertà, ma solo tre di questi riuscirono a fare ritorno al paese, dopo una fuga rocambolesca dall’isola di Santa Maura. I superstiti offrirono le catene della propria prigionia alla Chiesa di San Leonardo e raccontarono la storia di Agostino Riulo. Questo lo spunto per la seconda rappresentazione che dà il nome all’intero festival “La Taccariata”: la vicenda del pisticcese Riulo, il quale, durante una passeggiata nel bosco incontrando alcuni turchi, per la paura, stramazzò immediatamente di crepacuore. Questi, per sincerarsi dell’effettiva morte dell’uomo, lo “taccariarono”, appunto, con delle scimitarre.

«Abbiamo insistito fortemente per la realizzazione dell’evento perché esso possa simbolicamente rappresentare un segnale di ripresa e, finalmente, il ritorno alla vita – aggiunge Francesco Iannuzziello, presidente del Centro Studi Gymnasium – allo stesso modo chiediamo a tutti la massima collaborazione per garantire appieno il rispetto delle normative anti contagio e per poter vivere insieme questo momento come un momento di rinascita». Da questo stesso motivo deriva la scelta di consentire l’accesso a piazza La Salsa per Lo spettacolo degli artisti, nelle serate del 31 luglio e del 1 agosto, solo a chi è in possesso del Green Pass, anche solo prima dose, e a tutti coloro che si saranno sottoposti a un tampone, risultato negativo, nelle 48 ore precedenti la manifestazione.

Il programma animerà quest’anno, oltre allo splendido borgo medioevale, anche la costa di Marina di Pisticci, per la prima edizione della Regata velica e la rievocazione de “Lo sbarco dei turchi”. «L’obbiettivo è la valorizzazione del territorio nella sua interezza – spiega Rocco Negro, uno degli organizzatori – dal centro storico alla costa, al fine di dar luogo a una vera e propria osmosi tra i due elementi che potrebbero apparire erroneamente come separati».

«Allungare l’offerta turistica avendo grande cura dell’ospitalità». Con queste parole Pietro Calandriello riporta alla sintesi l’essenza stessa dell’evento: la curiosità per la storia, unita all’esplorazione enogastronomica, vuole essere, dunque, il principale attrattore turistico per il territorio. «Momenti di festa da passare in convivialità». Sullo sfondo cortei storici, sbandieratori, sfide di tiro con l’arco, spettacoli di falconeria e musica medioevale.

È così che la V edizione de La Taccariata si presenta, nonostante le difficoltà legate all’emergenza pandemica, come la più ricca di sempre. Non ci resta che viverla assieme.

Simona Pellegrini

Una sette giorni di eventi, manifestazioni e rievocazioni storiche a valorizzare un’iniziativa che punta, anno dopo anno, non solo ad inserirsi di diritto nella rassegna estiva del grazioso borgo lucano, ma che si propone oltremodo come occasione per raccontare e riscoprire sé stessi. Un evento di grande valore culturale per poter ripercorrere le proprie origini seguendo il filo rosso della storia.

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