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Dall' 8 al 29 agosto, i suggestivi Calanchi di Pisticci tornano a trasformarsi nel palcoscenico naturale di uno degli eventi più affascinanti d'Italia: la 11esima edizione del Teatro dei Calanchi.
Dall’8 al 29 agosto torna a Pisticci, in Basilicata, il progetto diretto da Daniele Onorati. L’XI stagione del Teatro dei Calanchi attraversa il mito di Pandora in sette tramonti.
PISTICCI (MT) – Non c’è un edificio, non c’è un palcoscenico, non c’è una quinta che separi la scena da ciò che la circonda. Eppure, da undici anni, nei Calanchi di Pisticci si torna a fare teatro. Dall’8 al 29 agosto 2026 il Teatro dei Calanchi torna nel paesaggio d’argilla lucano per la sua XI stagione. Sette appuntamenti al tramonto e una nuova produzione originale, PANDORA, segnano un nuovo capitolo del progetto artistico.
Nato nel 2016, il Teatro dei Calanchi ha scelto fin dall’inizio una condizione precisa: fare del paesaggio non il luogo che ospita la scena, ma una delle forze che la determinano. In undici stagioni questa scelta è diventata un metodo di lavoro. Nei Calanchi non esiste una separazione netta tra ciò che appartiene allo spettacolo e ciò che gli accade intorno. La luce cambia durante la rappresentazione, il vento attraversa le voci, la temperatura muta, la terra modifica la percezione delle distanze. Non sono effetti da governare: sono condizioni con cui il teatro deve misurarsi. Da qui nasce una ricerca che negli anni ha riunito creazione scenica, residenza artistica e relazione con il territorio, scegliendo ogni volta di ripartire dagli elementi essenziali: il corpo, la voce, lo spazio, il tempo.
«Dopo undici anni tornare nei Calanchi non significa ripetere un’esperienza – afferma Daniele Onorati, direttore artistico del Teatro dei Calanchi – Significa invece esporsi ogni volta alla possibilità che quel luogo rimetta in discussione ciò che pensavamo di sapere del teatro. Non abbiamo mai immaginato di portare una scena dentro il paesaggio. Abbiamo cercato di capire cosa accade alla scena quando è il paesaggio a dettarne le condizioni.»
PANDORA, IL MITO PRIMA DELLA COLPA
È dentro questa ricerca che nasce PANDORA, nuova produzione originale dell’XI stagione, con drammaturgia e regia di Daniele Onorati. Il racconto è tra quelli che hanno attraversato più profondamente l’immaginario occidentale: una donna plasmata dagli dèi, un vaso che non deve essere aperto, il male che irrompe nel mondo. Ma prima che il mito diventi ammonimento, prima ancora della colpa, c’è un essere umano appena venuto al mondo.
È da questa soglia che prende avvio PANDORA. La figura consegnata per secoli alla responsabilità di avere liberato tutti i mali viene riportata al momento che precede il gesto: alla propria creazione, alla scoperta del corpo, al desiderio, alla
curiosità e alla possibilità della scelta. Con lei, Epimeteo, custode inconsapevole di un ordine destinato a incrinarsi, e Caos, presenza originaria che precede gli dèi. Si invocano Eros e Tanatos, nel loro duello originario. Il mito non viene trasportato nel presente. Viene riaperto.
PANDORA torna così a una storia antichissima prima che il suo esito diventi una condanna: al momento in cui un divieto incontra il desiderio, e una scelta cambia per sempre il corso delle cose. Lo spettacolo comincia prima che il sole scompaia. Durante la rappresentazione la luce naturale si abbassa, le ombre cambiano misura, i corpi e il paesaggio perdono progressivamente definizione. Il passaggio dal giorno alla notte entra nella struttura stessa della messa in scena. Il tramonto non fa da sfondo a PANDORA. Ne scandisce il tempo.
DALL’OPEN CALL ALLA SCENA
La produzione 2026 porta con sé anche il percorso che l’ha generata. Nei mesi scorsi il Teatro dei Calanchi ha aperto una call nazionale rivolta ad artisti disponibili non semplicemente a interpretare un ruolo, ma ad attraversare un periodo di ricerca e creazione nel luogo stesso in cui lo spettacolo sarebbe nato. Dal processo di selezione sono emersi Chiara Ritelli, Marco De Letteriis, Francesca Vignali, Marta Ferrarini e Matteo Magatti, coinvolti nella residenza artistica che precede la messa in scena. La residenza non costituisce una fase preparatoria separata dallo spettacolo. È parte del suo processo creativo: il tempo trascorso in natura e il confronto tra gli artisti entrano nella costruzione dell’opera.
Anche in questo senso PANDORA prosegue una delle traiettorie che il Teatro dei Calanchi ha consolidato negli anni: fare del territorio non soltanto il luogo dell’incontro con il pubblico, ma uno spazio nel quale il lavoro artistico possa essere generato.
SCRIVERE CON IL PAESAGGIO
La relazione con un ambiente fragile implica anche una responsabilità concreta. Il Teatro dei Calanchi opera secondo una filosofia di impatto zero, riducendo al minimo strutture e interventi permanenti e costruendo ogni stagione a partire dalla necessità di rispettare l’ecosistema che la rende possibile.
Anche il pubblico è chiamato a entrare in questa relazione. L’area artistica apre novanta minuti prima dello spettacolo: un tempo per raggiungere il luogo senza fretta, attraversarlo, sostare e lasciare che il proprio ritmo cambi prima dell’inizio della rappresentazione.
INFORMAZIONI
PANDORA
Teatro dei Calanchi – XI stagione
Drammaturgia e regia di Daniele Onorati
Con Chiara Ritelli, Marco De Letteriis, Francesca Vignali, Marta Ferrarini, Matteo Magatti
Calanchi di Pisticci (MT) – Basilicata
CALENDARIO 2026
8, 9, 15, 16 agosto — ore 19.30
22, 23, 29 agosto — ore 19.00
Gli orari seguono il progressivo anticiparsi del tramonto.
L’area artistica apre 90 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.
La platea naturale ha una capienza massima di 200 spettatori per replica. L’accesso avviene su
prenotazione; i posti vengono assegnati secondo l’ordine cronologico di prenotazione.
Nel pre-spettacolo è disponibile l’audioguida “Calanchi di Pisticci: tra le meraviglie del deserto
d’argilla”, dedicata alla storia dei luoghi e alla natura del paesaggio.
Informazioni e prenotazioni
foto copertina Dego, foto gallery Dego, Colotti
Manca ormai una settimana al via della VI edizione di “Terre Lucane”, l'evento motociclistico che negli anni si è affermato come uno dei più importanti appuntamenti italiani dedicati al mototurismo adventouring. Dal 18 al 21 giugno 2026, la Basilicata tornerà a essere protagonista di un viaggio straordinario tra paesaggi incontaminati, borghi, tradizioni e percorsi off-road, in un'edizione destinata a segnare un nuovo capitolo nella storia della manifestazione.
Organizzata dal Motoclub “Giacinto Cerviere” di Rionero in Vulture sotto l'egida della Federazione Motociclistica Italiana e inserita nel prestigioso Trofeo EICMA Adventure Series FMI, Terre Lucane 2026 cresce ancora e, per la prima volta, si svilupperà nell'arco di quattro giorni con un percorso complessivo di circa 600 chilometri articolato in tre tappe.
L'edizione 2026 porterà i partecipanti alla scoperta dell'intera Basilicata, dai rilievi del Vulture alle Dolomiti Lucane, fino alle coste del Mar Jonio, attraverso itinerari studiati per valorizzare il patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico della regione.
La novità più attesa sarà senza dubbio la nuova tappa dedicata ai Calanchi lucani, realizzata in collaborazione con il Motoclub “Gruppo Matto” di Pisticci. Un percorso ad anello che attraverserà alcuni dei luoghi più iconici della Basilicata orientale, da Matera a Craco fino all'area del Castello di Uggiano, culminando in un suggestivo bivacco in stile Dakar all'interno del Teatro dei Calanchi. Una notte sotto le stelle, tra tende, falò e spirito d'avventura, destinata a diventare uno dei simboli della sesta edizione.
Per consentire a ogni partecipante di vivere l'esperienza più adatta alle proprie capacità e aspettative, saranno disponibili tre livelli di percorso: Standard, Expert e Discovering.
Tutte le novità e i dettagli organizzativi della manifestazione saranno illustrati nel corso della conferenza stampa ufficiale di presentazione, in programma:
Giovedì 11 giugno 2026
Pisticci (MT)
Ore 19:30
Presso Sala Consiliare “Nicola Cataldo”, Piazza Umberto I
La scelta di Pisticci come sede della presentazione assume un valore particolarmente significativo. La città sarà infatti il punto di riferimento della nuova avventura tra i Calanchi e ospiterà uno dei momenti più caratteristici dell'intera manifestazione.
Interverranno:
Seguirà la presentazione dell'evento a cura di
A moderare l'incontro sarà Antonio Cecere, giornalista e responsabile dell'Ufficio Stampa di Terre Lucane.
«La sesta edizione rappresenta il progetto più ambizioso che abbiamo realizzato fino ad oggi», afferma il presidente Fabio Varlotta. «Abbiamo voluto ampliare l'esperienza, coinvolgere nuovi territori e offrire ai partecipanti un viaggio ancora più autentico nella Basilicata. La tappa dei Calanchi e il bivacco nel Teatro all’interno degli stessi saranno un momento unico, capace di coniugare avventura, emozione e promozione del territorio».
La conferenza stampa è aperta agli organi di informazione, alle istituzioni, ai motoclub, agli operatori turistici, alle associazioni e a tutti gli appassionati che desiderano conoscere in anteprima il programma della VI edizione.
Terre Lucane continua così il proprio percorso di crescita, confermandosi non soltanto come evento motociclistico, ma come un vero progetto di valorizzazione territoriale capace di raccontare la Basilicata attraverso il viaggio, la scoperta e la passione per le due ruote.
Tra i Calanchi e il grande cinema: Pisticci set internazionale per Mel Gibson
All’alba, quando la luce scivola lenta sulle creste argillose dei calanchi, o di sera quando le ombre svaniscono, il Teatro dei Calanchi sembra un luogo sospeso, quasi fuori dal tempo. È proprio in questa atmosfera rarefatta che hanno preso forma le riprese di “The Resurrection of the Christ”, il film diretto da Mel Gibson e prodotto da Lionsgate e Icon Productions. Una produzione imponente, che riporta la Basilicata al centro della scena cinematografica mondiale e Pisticci in un panorama cinematografico internazionale.
Per Mel Gibson non è un ritorno qualunque. Ventidue anni fa, nel 2004, il regista scelse Matera come ambientazione principale per “La Passione di Cristo”, un film destinato a diventare un fenomeno globale. Quelle immagini scolpite nella pietra dei Sassi hanno contribuito a ridefinire l’immaginario cinematografico della città e, più in generale, della regione. Oggi, con The Resurrection of the Christ, Pisticci entra a far parte di un racconto epico che unisce spiritualità, storia e potenza visiva.
La decisione del location manager di ambientare alcune sequenze a Pisticci non è frutto del caso. I Calanchi, con le loro forme scolpite dal tempo, offrono un paesaggio primordiale, quasi biblico, che dialoga perfettamente con il tono del film. È un territorio che non ha bisogno di artifici: parla da sé, con la sua bellezza aspra e magnetica.
Negli ultimi anni, Pisticci si è affermata come una destinazione sempre più ricercata non solo dal turismo ma anche da produzioni cinematografiche. La sua autenticità, unita alla varietà dei paesaggi, la rende un set naturale capace di competere con scenari ben più noti. Le riprese del film di Gibson, confermano un trend in crescita e rafforzano il ruolo del territorio nel panorama del cineturismo.
Sul set si muovono attori di grande rilievo. Jaakko Ohtonen, noto per The Last Kingdom, interpreta Gesù con un’intensità che ben si sposa con l’ambiente circostante. Mariela Garriga, già vista in Mission: Impossible – Dead Reckoning, veste i panni di Maria Maddalena. Accanto a loro, Kasia Smutniak nel ruolo di Maria, Pier Luigi Pasino come Pietro e Riccardo Scamarcio nei panni di Ponzio Pilato. Rupert Everett, presenza carismatica del cinema europeo, interpreta un ruolo chiave ancora avvolto dal riserbo.
La presenza di un cast così eterogeneo e prestigioso contribuisce a dare ulteriore visibilità al progetto e, di riflesso, al territorio che lo ospita.
Le riprese a Pisticci non rappresentano solo un evento cinematografico, ma un’opportunità strategica di promozione, di visibilità. Ogni inquadratura, ogni scorcio catturato dalla macchina da presa diventa un frammento di narrazione che viaggia nel mondo, portando con sé l’immagine di un territorio unico.
Il cinema, in questo senso, diventa un alleato prezioso: racconta la bellezza dei luoghi senza filtri, ne amplifica il fascino e ne stimola la scoperta.
Per la comunità pisticcese, vedere il proprio territorio trasformarsi in un set internazionale è motivo di orgoglio e partecipazione. Non è solo la curiosità di assistere alle riprese, che in pratica sono state “blindate”, ma la consapevolezza di far parte di un racconto più grande, capace di proiettare Pisticci su una vetrina globale.
I Calanchi, con la loro bellezza senza tempo, diventano così protagonisti di una nuova storia. Una storia che unisce tradizione e modernità, radici e visione, sacro e profano e che conferma ancora una volta come il cinema o il teatro, possano essere uno straordinario strumento per valorizzare l’identità di un territorio.
Per l’intero territorio si tratta di un motivo di orgoglio e di una vetrina internazionale capace di raccontare, ancora una volta, la bellezza infinita dei Calanchi e l’identità profonda di un territorio talmente suggestivo da affascinare anche il luminoso mondo di Hollywood.
Alessandro Lopergolo
Ci sono luoghi che non chiedono di essere osservati, ma attraversati.
I Calanchi sono così.