Domenica, 14 Giugno 2026

Il CROB nella rete europea dei centri oncologici di eccellenza. La Regione trasformi il riconoscimento in una politica strutturale per ricerca, cura e personale

Giovedì, 07 Maggio 2026

Segue nota inviata in redazione da Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

L’ingresso dell’IRCCS CROB di Rionero nella rete europea dei centri oncologici di eccellenza rappresenta un passaggio di grande rilievo per la sanità lucana e per l’intero Mezzogiorno. Non si tratta soltanto di un riconoscimento formale, ma della conferma che in Basilicata esiste una comunità scientifica e professionale capace di misurarsi con standard europei, produrre conoscenza, innovazione e qualità assistenziale.

Questo risultato nasce dal lavoro quotidiano di ricercatrici, ricercatori, medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari, personale amministrativo e di tutte le professionalità che, spesso in condizioni complesse, continuano a garantire al CROB autorevolezza scientifica e tenuta organizzativa.

A loro va il nostro riconoscimento più convinto. Il personale del CROB dimostra che anche in una regione piccola, segnata da fragilità strutturali e da una crescente mobilità sanitaria, è possibile costruire ricerca di qualità, partecipare a reti internazionali e contribuire alla lotta contro il cancro con competenza e credibilità.

Proprio per questo, però, la Regione Basilicata non può limitarsi a contemplare il risultato come un successo da esibire. Un centro di eccellenza non vive di celebrazioni, ma di programmazione, continuità, risorse e capacità di visione. La differenza tra un riconoscimento episodico e una politica pubblica seria sta nella capacità di trasformare il merito prodotto dal personale in un investimento stabile sul futuro dell’Istituto.

Non si può chiedere al CROB di stare dentro le reti europee dell’oncologia e, allo stesso tempo, lasciarlo convivere con carenze di organico, turni pesanti, difficoltà organizzative e incertezze sulle professionalità che ne sostengono ogni giorno la missione. Troppo spesso le eccellenze lucane vengono evocate come simboli, mentre chi le rende possibili è costretto a compensare con sacrificio personale l’assenza di una programmazione adeguata.

È necessario procedere con una ricognizione seria e trasparente sulle stabilizzazioni: capire quanti percorsi restino ancora aperti, quante professionalità della ricerca e del personale di supporto abbiano bisogno di continuità e quale sia il reale fabbisogno dell’Istituto per sostenere il ruolo assunto nella rete europea.

Non basta dire che il CROB è entrato in Europa. Occorre metterlo nelle condizioni di restarci da protagonista. Questo significa rafforzare gli organici, sostenere la ricerca, completare ogni percorso utile di stabilizzazione ancora necessario e costruire una strategia regionale sull’oncologia pubblica che non sia affidata all’emergenza o alla buona volontà dei singoli.

Una sanità pubblica moderna riconosce il valore del personale non solo nelle dichiarazioni, ma nelle scelte organizzative, nei contratti, negli investimenti e nella capacità di trattenere competenze.

Questo riconoscimento deve aprire una fase nuova. Il CROB può e deve consolidarsi come centro regionale di eccellenza per il Mezzogiorno, capace di attrarre competenze, progetti, risorse e sperimentazioni cliniche, riducendo la necessità per tanti cittadini lucani di cercare altrove risposte sanitarie adeguate.

Per questo chiediamo all’assessore Latronico e al Presidente Bardi di abbandonare la logica della celebrazione e di assumere quella della responsabilità. Servono una ricognizione trasparente del personale, un piano di rafforzamento degli organici e una strategia chiara per sostenere insieme ricerca e assistenza. Il CROB ha dimostrato il proprio valore. Ora tocca alla Regione dimostrare di saperlo riconoscere, apprezzare e implementare davvero.

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