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È trascorso un mese dalle piogge incessanti che si sono abbattute sul Metapontino, causando fenomeni alluvionali, campi inondati e violente grandinate che hanno distrutto intere colture.
Nei giorni successivi sembrava alta l’attenzione del Governo regionale sul problema. Non sono mancati i sopralluoghi nelle aree danneggiate da parte degli assessori Latronico e Cicala. Proprio Cicala, pochi giorni dopo, avrebbe votato contro il bilancio regionale denunciando la mancata attenzione al settore agricolo.
Erano state annunciate anche procedure rapide per la gestione dell’emergenza, a partire da una puntuale ricognizione dei danni.
Ad oggi, però, registriamo soltanto l’apertura della procedura di segnalazione attraverso la piattaforma SIA-RB, mentre sui ristori continuano a mancare percorsi chiari. La maggior parte dei danni subiti dagli agricoltori a causa di alluvioni, siccità e gelo rientra infatti nelle procedure risarcitorie del fondo mutualistico nazionale AgriCat, le cui risorse risultano insufficienti rispetto alle esigenze di una platea vastissima.
Soltanto i danni da grandine potrebbero essere coperti dalla richiesta dello stato di calamità formulata dal presidente Bardi, recentemente nominato dal Governo nazionale commissario delegato per l’emergenza maltempo. Resta però una domanda essenziale: come si tradurrà tutto questo in misure effettive per le imprese danneggiate?
Gli agricoltori chiedono risposte. Lo ha fatto nuovamente anche il Coordinamento Agricoltori Basilicata, chiedendo impegni formali, atti chiari e scadenze verificabili. Le parole e le rassicurazioni oggi non bastano più. È finita la pazienza di chi aspetta ancora i ristori per i danni causati dalla siccità del 2024 e ha perso fiducia negli iter burocratici, perché i tempi delle decisioni amministrative sono drammaticamente distanti dalla realtà di un settore produttivo sempre più colpito da rincari, avversità climatiche e assenza di programmazione.
Per queste ragioni ho presentato un’interrogazione urgente al Governo regionale per conoscere lo stato di evasione delle richieste di ristoro relative ai danni da siccità del 2024, alla luce dei gravi ritardi segnalati dagli agricoltori. Ho chiesto, inoltre, quali strumenti si intendano mettere in campo per risarcire le imprese agricole danneggiate dagli eventi climatici avversi che hanno colpito il Metapontino all’inizio dello scorso mese di aprile. Bardi e Cicala escano dal silenzio e diano finalmente risposte.