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Segue comunicato inviato in redazione a firma Viviana Verri, Alessia Arano (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)
Il tema della crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale e al di fuori da condizioni patologiche che compromettono la fertilità è quanto mai all’ordine del giorno del dibattito politico. Mentre si discute di una norma nazionale, regioni come Puglia, Lazio, Sicilia, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana hanno adottato o stanno discutendo proposte di legge che le impegnano a sostenere questi percorsi di tutela della libertà riproduttiva con misure economiche concrete.
In Basilicata abbiamo presentato un anno fa una proposta di legge che mira a prevedere un contributo economico di 3000 euro a favore delle donne lucane che intendono accedere alla crioconservazione, ricevendo nelle audizioni che si sono tenute in commissione un sostanziale riconoscimento dell’importanza della pianificazione familiare a lungo termine per le donne che, per il dilatarsi dei tempi di realizzazione professionale e per l’instabilità delle condizioni economiche che riguardano molte giovani coppie, spesso vedono la propria fertilità calare progressivamente senza poter programmare in tempo la maternità. Quando queste condizioni, finalmente, si realizzano, le donne si trovano costrette a rinunciare alla maternità perché troppo tardi, o a ricorrere alla procreazione medicalmente assistita, che offre speranze concrete ma non garanzie di successo.
Quello della fertilità è un tema strettamente connesso anche allo spopolamento e alle politiche attive per incentivare la natalità e ha acceso, in Consiglio regionale, un dibattito che ha portato anche ad altre proposte di legge sulla promozione della salute riproduttiva.
Ci teniamo a ribadire che non basta, oggi, approvare norme che incentivano gli screening sulla fertilità, (peraltro solo femminile) che, per quanto importanti, non rispondono alla domanda che ci siamo poste proponendo il social freezing: quale strumento concreto diamo, alle donne, per tutelare la loro fertilità prima e al di là dei percorsi clinici per le patologie ad essa connesse? Non è un problema medico, è un tema politico.
Tuttavia, come per tutti i grandi cambiamenti di prospettiva, si comincia con il muovere i primi passi ed è per questo che riteniamo importante l’accoglimento, in Quarta commissione, del nostro emendamento alla proposta di legge Fazzari-Morea sulla preservazione della fertilità femminile, con il quale la Regione Basilicata si impegna a “promuovere il social freezing, ovvero la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale e per motivi sociali, personali o professionali, non strettamente legati a problematiche mediche, al fine di tutelare il diritto alla genitorialità e alla procreazione e consentire una pianificazione familiare a lungo termine”.
Chiaramente, per arrivare ad un pieno ed eguale riconoscimento di questi diritti occorrono risorse che consentano a tutti di accedere a pratiche mediche che, oggi, hanno ancora costi ingenti, ma su questa battaglia non arretreremo di un passo e continueremo a richiedere un impegno economico della regione Basilicata in occasione delle prossime manovre finanziarie, così come presenteremo un ordine del giorno perché nei percorsi di preservazione della fertilità si tenga conto anche di quella maschile.