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La presentazione del progetto sportivo offre l'occasione per ripensare il ruolo dello sport come strumento di crescita sociale, collaborazione e sviluppo del territorio.
Ci sono incontri che sembrano la semplice presentazione di una nuova stagione sportiva. Poi ci si siede ad ascoltare e ci si accorge che, dietro una maglia e un pallone, c'è molto di più.
È la sensazione che ho avuto partecipando all'incontro organizzato dall'Elettra Marconia.
La società ha scelto di raccontare pubblicamente il proprio progetto, mettendo al centro i giovani. Una scelta che merita attenzione, perché investire nelle nuove generazioni significa fare molto più che costruire una squadra competitiva: significa costruire una comunità.
Negli ultimi anni abbiamo discusso spesso di come trattenere i giovani e rendere il nostro territorio più attrattivo. Quasi sempre, però, abbiamo guardato al lavoro, alle imprese e alle infrastrutture, dimenticando che anche lo sport è una vera infrastruttura sociale.
Su un campo sportivo non si allenano soltanto atleti. Si educa al rispetto delle regole, al sacrificio, al lavoro di squadra e al senso di appartenenza. Per questo lo sport non dovrebbe essere considerato una semplice attività ricreativa, ma una componente delle politiche educative, sociali ed economiche di un territorio.
Alla serata erano presenti il Sindaco, il Vice Sindaco e altri rappresentanti dell'Amministrazione comunale, che hanno espresso il proprio sostegno al progetto dell'Elettra. Un segnale importante che, proprio perché pubblico, porta con sé una domanda altrettanto importante.
Quale sarà il sostegno concreto dell'Amministrazione?
Esiste una strategia per accompagnare le società sportive che investono davvero sui giovani?
Il Comune intende continuare con la logica dei contributi distribuiti "a pioggia", che spesso assegnano un po' di risorse a tutti senza produrre un reale salto di qualità, oppure vuole diventare un vero partner dello sport?
Si pensa a impianti più moderni e meglio gestiti, servizi di trasporto per allenamenti e trasferte, supporto logistico nell'organizzazione degli eventi, convenzioni con medici dello sport, fisioterapisti e psicologi, uno sportello comunale che aiuti le associazioni a partecipare ai bandi regionali, nazionali ed europei oppure, soprattutto, a un sistema di sostegno che premi la qualità dei progetti, il numero di giovani coinvolti, l'inclusione sociale e i risultati educativi raggiunti?
La vera sfida è passare da una politica dei contributi a una politica degli investimenti.
Ma sarebbe un errore pensare che tutto dipenda soltanto dall'Amministrazione.
Le imprese possono contribuire non solo con una sponsorizzazione, ma mettendo a disposizione competenze, relazioni e opportunità. I professionisti possono aiutare le società nella progettazione, nella comunicazione e nella ricerca di finanziamenti. I cittadini possono offrire tempo, idee e volontariato.
Lo sport ha bisogno di risorse economiche, ma ancora di più ha bisogno di una comunità che scelga di sentirsi parte dello stesso progetto.
Per questo vorrei lanciare una proposta concreta.
Perché l'Amministrazione comunale non si fa promotrice della nascita di un Tavolo dello Sport del territorio? Un luogo stabile di confronto nel quale siedano le società sportive, le istituzioni, e quando necessario, anche il mondo delle scuole, delle imprese e delle professioni. Non l'ennesimo organismo burocratico, ma un vero gruppo di lavoro capace di elaborare progetti condivisi, intercettare finanziamenti, coordinare il calendario degli eventi, valorizzare gli impianti sportivi e programmare insieme il futuro dello sport. Calcio, futsal, pallavolo, basket, ciclismo, atletica, danza, arti marziali, fitness e tutte le altre discipline potrebbero confrontarsi periodicamente, condividere esperienze, sviluppare iniziative comuni e trasformare lo sport in un motore di crescita per l'intero territorio.
Perché le difficoltà che affronta una società sono spesso le stesse delle altre.
Affrontarle insieme significa rafforzare l'intero movimento sportivo del territorio.
E significa anche creare nuove opportunità economiche.
Troppo spesso continuiamo a considerare lo sport come un costo.
Le esperienze di Rimini, Jesolo e del Trentino dimostrano il contrario. Quando lo sport viene inserito in una strategia di sviluppo territoriale, diventa capace di attrarre eventi, ritiri, competizioni e migliaia di visitatori durante tutto l'anno, generando lavoro per alberghi, ristoranti, attività commerciali e servizi.
Ogni euro investito bene nello sport non produce soltanto una squadra più forte. Produce ragazzi che crescono, famiglie che partecipano, turismo, economia e una comunità più coesa.
Mi ha fatto piacere sentire che il progetto dell'Elettra punta con decisione sul settore giovanile locale.
È una scelta che condivido.
In un calcio sempre più condizionato dagli interessi economici e dalla ricerca del risultato immediato, investire nella formazione dei ragazzi significa ricordare il senso più autentico dello sport.
Non costruire campioni a tutti i costi. Costruire persone.
Vorrei chiudere con una riflessione personale.
Ho avuto la fortuna di indossare sia la maglia del Marconia sia quella del Pisticci.
Forse è anche per questo che oggi faccio fatica a guardare soltanto i colori che ci dividono.
C'è chi vede il rosso del Marconia.
C'è chi vede il giallo del Pisticci.
Io continuo a vedere soprattutto il blu che entrambe le maglie condividono.
Forse dovremmo imparare a guardare proprio quel colore.
Perché rappresenta ciò che abbiamo in comune.
Se lo sport riuscirà a diventare il luogo nel quale Pisticci e Marconia smetteranno di guardarsi come realtà contrapposte e inizieranno a sentirsi parte dello stesso progetto, avremo ottenuto un risultato che vale molto più di una promozione.
Avremo dimostrato che il futuro di un territorio non si costruisce tifando ognuno per la propria squadra, ma scegliendo, quando serve, di giocare tutti dalla stessa parte.
Così il dott. Lino Maurella con una nota inviata in redazione