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Riceviamo e pubblichiamo comunicato a firma Michele Cornacchia, TECNO BUILDING SRL:
“Un progetto nato oltre dieci anni fa, presentato dalla Tecno Building srl passato dal TAR N00550/ 2011 REG .PROV.COLL.- N 000100/2011 REG RIC. e accompagnato da pareri favorevoli paesaggistici e di tutti gli organi supremi regionali, che rischia di diventare l'ennesima occasione perduta per il territorio
Quanto deve aspettare un progetto prima che la pubblica amministrazione decida, una volta per tutte, se può essere realizzato? A Marconia, la domanda attende una risposta da oltre un decennio.
A Pisticci, e precisamente nel territorio di Marconia, la vicenda di una struttura destinata ad accogliere anziani e a coniugare ospitalità e assistenza sembra essere diventata il simbolo di una burocrazia capace di trasformare un'opportunità in un'attesa interminabile.
La storia comincia nel 2010-2011, quando una società proprietaria di un’area edificabile in zona FAL, presentò al Comune di Pisticci un progetto per una struttura alberghiera/RSA. Il progetto non venne approvato e la vicenda approdò davanti al TAR.
Secondo quanto viene contestato negli atti della vicenda, il Comune avrebbe motivato il proprio diniego richiamando l'esistenza di “NORME DI SALVAGUARDIA”. Una circostanza che sarebbe stata poi oggetto di contestazione nel giudizio amministrativo.
Il TAR impose all'amministrazione di riprendere l'esame della questione una volta venute meno le condizioni che avevano determinato il blocco.
Il progetto riparte, poi il silenzio
Nel 2014 il progetto venne ripresentato ex novo, sempre sulla medesima area edificabile, con la firma dell'architetto Francesco Mancini conosciuto a livello di fama nazionale per le sue grandi opere artistiche uniche.
L'idea non era quella di realizzare una semplice struttura ricettiva. Il progetto puntava alla realizzazione di una struttura alberghiera/RSA destinata a diventare un servizio importante per il territorio, inserita nell'area urbanistica indicata negli atti progettuali.
Nel 2016 arrivarono ulteriori integrazioni e, secondo la documentazione della vicenda, i pareri favorevoli degli organismi regionali interessati. Poi, il silenzio.
Nel frattempo il mondo cambiava, l'economia cambiava, aumentavano le esigenze di assistenza alla popolazione anziana e i piccoli centri continuavano a confrontarsi con lo spopolamento. Ma quel progetto rimaneva lì. Sulla carta.
Il passaggio del 2023
Nel 2023 il Consiglio comunale adotta il nuovo Regolamento Urbanistico, dopo oltre vent'anni di attesa.
La documentazione ufficiale del Comune comprende, tra gli altri elaborati, la Tavola P3 relativa al Regolamento Urbanistico di Marconia, aggiornata nel novembre 2023 (si vocifera che per favorire qualcuno imparentato con chi è al potere abbiano penalizzato tutti i cittadini di Marconia). Alla base di questa ricostruzione, proprio in questa fase l'area in ZONA FAL ricettiva alberghiera/ RSA di completamento sarebbe stata stralciata dalla previsione urbanistica senza motivazione in maniera scellerata. Le osservazioni presentate nei termini sono state cestinate direttamente?
Ma la domanda è inevitabile:
che fine hanno fatto quelle osservazioni?
Sono state esaminate? Sono state accolte o respinte? E, soprattutto, quali sono le motivazioni urbanistiche che hanno portato a modificare la destinazione dell'area dopo una vicenda amministrativa durata più di un decennio?
Sono interrogativi che non possono essere liquidati con il silenzio.
Anche perché gli stessi atti ufficiali del nuovo strumento urbanistico dimostrano quanto complesso sia stato il percorso di adeguamento alle prescrizioni e ai pareri degli uffici regionali. La documentazione comunale parla espressamente di elaborati aggiornati sulla base delle prescrizioni contenute nei pareri rilasciati dagli uffici regionali nell'ambito della Conferenza di pianificazione.
La domanda resta aperta
Se un progetto attraversa anni di procedimento, arriva davanti al TAR e acquisisce pareri favorevoli, la domanda diventa inevitabile: quali regole sono state applicate e perché l'iter non si è concluso?
Un'opportunità per anziani e territorio
Pisticci ha bisogno di servizi per una popolazione anziana che merita assistenza vicino casa. Una RSA significa anche lavoro, indotto e sviluppo.
È possibilità per una famiglia di avere un proprio caro seguito vicino casa invece di dover affrontare trasferimenti e soluzioni lontane dal proprio territorio.
E sarebbe proprio questo uno dei paradossi più amari della vicenda: mentre tanti comuni cercano investimenti e strutture per creare servizi e occupazione, a Pisticci un progetto che, secondo i promotori, avrebbe potuto rappresentare una significativa opportunità per il territorio rimane impantanato in una storia amministrativa che dura da oltre dieci anni.
Un progetto innovativo
La proposta si distingueva anche per l'attenzione alla bioedilizia, con materiali come argilla, legno, paglia pietra e acciaio, puntando a unire architettura, ambiente e benessere degli ospiti.
Non si tratta quindi soltanto di stabilire se costruire o non costruire un edificio.
Si tratta di chiedersi se Pisticci abbia perso, nel corso di questi anni, una possibilità di innovazione.
Gli anziani non possono aspettare
La vicenda diventa inevitabilmente principalmente politica. Durante le campagne elettorali si parla di sviluppo, lavoro e servizi; poi, però, arrivano le carte e le attese.
Pisticci continua a confrontarsi con il problema dello spopolamento e con la necessità di creare nuove opportunità. La stessa programmazione comunale individua interventi di rigenerazione urbana e sviluppo anche per Marconia che da sempre e stata ed è trascurata.
Ma sviluppo significa anche permettere alle iniziative private compatibili con le regole di trovare risposte amministrative in tempi ragionevoli.
Altrimenti il rischio è che gli investitori vadano altrove.
E con loro vadano altrove anche posti di lavoro, servizi e ricchezza. I giovani partono. Gli anziani restano.
E troppo spesso restano senza quei servizi che una comunità moderna dovrebbe essere in grado di garantire.
Pisticci vuole ancora essere centrale?
Un tempo Pisticci aveva una forte centralità territoriale. Oggi il rischio è perdere altre occasioni. Un diniego può essere legittimo se vi sono giuste motivazioni di legge, ma non di un dispetto ad personam ma ciò che i cittadini chiedono è chiarezza, trasparenza e tempi certi.
Ora servono risposte chiare
Dopo oltre un decennio, l'amministrazione dovrebbe spiegare perché l'iter non si è concluso, quale seguito è stato dato alla sentenza del TAR, quali pareri regionali sono stati acquisiti, perché l'area è stata modificata nel nuovo strumento urbanistico e quale esito hanno avuto le osservazioni presentate.
Non si chiede un favore. Si chiede una risposta.
Perché dietro la pratica urbanistica ci sono investimenti, lavoro servizi ed in particolare il tutto e finalizzato ad una Fondazione nell’interesse della COLLETTIVITA’. E dietro una RSA ci sono soprattutto gli anziani di Pisticci e del territorio, che non possono continuare ad aspettare.
Dopo oltre dieci anni, è arrivato il momento della chiarezza”.