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Caramuscio su atti vandalici a Marconia: le zone franche vanno riconsegnate alla comunità

Lunedì, 20 Giugno 2022

L’atto vandalico di pochi giorni fa subito da alcune associazioni, non è altro che la manifestazione più evidente del processo di degrado della nostra comunità.

La delinquenza minorile si rivela attraverso atti di bullismo, ricatti nei confronti di coetanei, piccoli furti, vandalismo.

Forse ragazzini che vanno capiti e aiutati o forse semplicemente educati.

In entrambi i casi credo si possa parlare di emergenza sociale.

Di certo, soprattutto a Marconia, ci sono delle zone franche dove gruppi di giovani insofferenti si ritrovano, lontano da occhi indiscreti, liberi di organizzare scorribande e dando sfogo al loro disagio.

Non parliamo solo di periferia, anche in pieno centro vi sono luoghi dove, fino a notte fonda si verificano atti vandalici tra liti, schiamazzi, consumo di alcol e rumori di motociclette lanciate a folle velocità.

Uno di questi spazi è il viottolo chiuso al traffico davanti all’alberghiero.

Per i residenti il calvario inizia in serata per finire a notte inoltrata.

Ormai non parcheggiano neanche più le auto per paura che possano essere danneggiate e vivono con le finestre chiuse per attutire i rumori e sperare in qualche ora di sonno.

In quella strada si notano tubi dei pluviali divelti, macchine dei condizionatori rovinate o addirittura sradicate e portate via.

Adolescenti che si arrampicano fin sul terrazzo della scuola per sabotare le apparecchiature, tanto che le stesse sono state nastrate alla meno peggio probabilmente per evitare di subire ulteriori danni.

Contro il dilagante fenomeno delinquenziale, bisogna reagire mettendo in campo tutte le azioni possibili.

E’necessario intervenire in modo preventivo, rendendo questi luoghi controllati, videosorvegliati, frequentabili dai cittadini, sicuri.

Non attendiamo il prossimo grave episodio solo per indignarci.

Chi ci amministra ha la responsabilità della sicurezza della comunità.

Si riaffermi la legalità senza ulteriori indugi.

Così Rocco Caramuscio di Pisticci in Comune in una nota stampa