Mercoledì, 07 Ottobre 2026

Si è conclusa l’XI stagione del Teatro dei Calanchi. Le sette rappresentazioni di PANDORA hanno registrato il tutto esaurito, segnando la più alta partecipazione nella storia del progetto. Un’edizione interamente dedicata al teatro e a una sola nuova produzione, costruita nei Calanchi di Pisticci facendo di luce naturale, distanze, argilla, corpi e presenza del pubblico elementi della scrittura scenica.

Pisticci è pronta a tremare ancora una volta. Dopo sei serate sold out, sei immersioni totali nella magia dei Calanchi, sei notti in cui il pubblico ha respirato arte, visione e stupore, il Teatro dei Calanchi si avvia alla sua ultima, attesissima data: il 29 agosto.

Dall' 8 al 29 agosto, i suggestivi Calanchi di Pisticci tornano a trasformarsi nel palcoscenico naturale di uno degli eventi più affascinanti d'Italia: la 11esima edizione del Teatro dei Calanchi.

Dall’8 al 29 agosto torna a Pisticci, in Basilicata, il progetto diretto da Daniele Onorati. L’XI stagione del Teatro dei Calanchi attraversa il mito di Pandora in sette tramonti.

PISTICCI (MT) – Non c’è un edificio, non c’è un palcoscenico, non c’è una quinta che separi la scena da ciò che la circonda. Eppure, da undici anni, nei Calanchi di Pisticci si torna a fare teatro. Dall’8 al 29 agosto 2026 il Teatro dei Calanchi torna nel paesaggio d’argilla lucano per la sua XI stagione. Sette appuntamenti al tramonto e una nuova produzione originale, PANDORA, segnano un nuovo capitolo del progetto artistico.

Nato nel 2016, il Teatro dei Calanchi ha scelto fin dall’inizio una condizione precisa: fare del paesaggio non il luogo che ospita la scena, ma una delle forze che la determinano. In undici stagioni questa scelta è diventata un metodo di lavoro. Nei Calanchi non esiste una separazione netta tra ciò che appartiene allo spettacolo e ciò che gli accade intorno. La luce cambia durante la rappresentazione, il vento attraversa le voci, la temperatura muta, la terra modifica la percezione delle distanze. Non sono effetti da governare: sono condizioni con cui il teatro deve misurarsi. Da qui nasce una ricerca che negli anni ha riunito creazione scenica, residenza artistica e relazione con il territorio, scegliendo ogni volta di ripartire dagli elementi essenziali: il corpo, la voce, lo spazio, il tempo.

«Dopo undici anni tornare nei Calanchi non significa ripetere un’esperienza – afferma Daniele Onorati, direttore artistico del Teatro dei Calanchi – Significa invece esporsi ogni volta alla possibilità che quel luogo rimetta in discussione ciò che pensavamo di sapere del teatro. Non abbiamo mai immaginato di portare una scena dentro il paesaggio. Abbiamo cercato di capire cosa accade alla scena quando è il paesaggio a dettarne le condizioni.»

PANDORA, IL MITO PRIMA DELLA COLPA

È dentro questa ricerca che nasce PANDORA, nuova produzione originale dell’XI stagione, con drammaturgia e regia di Daniele Onorati. Il racconto è tra quelli che hanno attraversato più profondamente l’immaginario occidentale: una donna plasmata dagli dèi, un vaso che non deve essere aperto, il male che irrompe nel mondo. Ma prima che il mito diventi ammonimento, prima ancora della colpa, c’è un essere umano appena venuto al mondo.

È da questa soglia che prende avvio PANDORA. La figura consegnata per secoli alla responsabilità di avere liberato tutti i mali viene riportata al momento che precede il gesto: alla propria creazione, alla scoperta del corpo, al desiderio, alla

curiosità e alla possibilità della scelta. Con lei, Epimeteo, custode inconsapevole di un ordine destinato a incrinarsi, e Caos, presenza originaria che precede gli dèi. Si invocano Eros e Tanatos, nel loro duello originario. Il mito non viene trasportato nel presente. Viene riaperto.

PANDORA torna così a una storia antichissima prima che il suo esito diventi una condanna: al momento in cui un divieto incontra il desiderio, e una scelta cambia per sempre il corso delle cose. Lo spettacolo comincia prima che il sole scompaia. Durante la rappresentazione la luce naturale si abbassa, le ombre cambiano misura, i corpi e il paesaggio perdono progressivamente definizione. Il passaggio dal giorno alla notte entra nella struttura stessa della messa in scena. Il tramonto non fa da sfondo a PANDORA. Ne scandisce il tempo.

DALL’OPEN CALL ALLA SCENA

La produzione 2026 porta con sé anche il percorso che l’ha generata. Nei mesi scorsi il Teatro dei Calanchi ha aperto una call nazionale rivolta ad artisti disponibili non semplicemente a interpretare un ruolo, ma ad attraversare un periodo di ricerca e creazione nel luogo stesso in cui lo spettacolo sarebbe nato. Dal processo di selezione sono emersi Chiara Ritelli, Marco De Letteriis, Francesca Vignali, Marta Ferrarini e Matteo Magatti, coinvolti nella residenza artistica che precede la messa in scena. La residenza non costituisce una fase preparatoria separata dallo spettacolo. È parte del suo processo creativo: il tempo trascorso in natura e il confronto tra gli artisti entrano nella costruzione dell’opera.

Anche in questo senso PANDORA prosegue una delle traiettorie che il Teatro dei Calanchi ha consolidato negli anni: fare del territorio non soltanto il luogo dell’incontro con il pubblico, ma uno spazio nel quale il lavoro artistico possa essere generato.

SCRIVERE CON IL PAESAGGIO

La relazione con un ambiente fragile implica anche una responsabilità concreta. Il Teatro dei Calanchi opera secondo una filosofia di impatto zero, riducendo al minimo strutture e interventi permanenti e costruendo ogni stagione a partire dalla necessità di rispettare l’ecosistema che la rende possibile.

Anche il pubblico è chiamato a entrare in questa relazione. L’area artistica apre novanta minuti prima dello spettacolo: un tempo per raggiungere il luogo senza fretta, attraversarlo, sostare e lasciare che il proprio ritmo cambi prima dell’inizio della rappresentazione.

INFORMAZIONI

PANDORA

Teatro dei Calanchi – XI stagione

Drammaturgia e regia di Daniele Onorati

Con Chiara Ritelli, Marco De Letteriis, Francesca Vignali, Marta Ferrarini, Matteo Magatti

Calanchi di Pisticci (MT) – Basilicata

CALENDARIO 2026

8, 9, 15, 16 agosto — ore 19.30

22, 23, 29 agosto — ore 19.00

Gli orari seguono il progressivo anticiparsi del tramonto.

L’area artistica apre 90 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

La platea naturale ha una capienza massima di 200 spettatori per replica. L’accesso avviene su

prenotazione; i posti vengono assegnati secondo l’ordine cronologico di prenotazione.

Nel pre-spettacolo è disponibile l’audioguida “Calanchi di Pisticci: tra le meraviglie del deserto

d’argilla”, dedicata alla storia dei luoghi e alla natura del paesaggio.

Informazioni e prenotazioni

www.teatrodeicalanchi.com

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