Domenica, 14 Giugno 2026

Bardi in aula non c’è, la crisi politica neppure, solo una regione che appare sempre più commissariata da Roma

Mercoledì, 13 Maggio 2026

La crisi politica? non c’è, così come manca il presidente Bardi in aula al consiglio straordinario richiesto dalla minoranza per discutere della situazione politica che si protrae ormai da un mese: Cicala ha votato contro il bilancio della sua stessa Giunta, un fatto senza precedenti nella storia istituzionale di questa regione, come è stato riconosciuto da più voci. Ma per la maggioranza si è trattato soltanto di “maleducazione politica”.

In aula ieri si è tentata un'operazione di contenimento del danno che ha una sua logica interna, ma che noi rifiutiamo di accettare come lettura autentica dei fatti: trasformare il voto contrario di Cicala — un atto istituzionale con motivazioni tecniche documentate e trasmesse formalmente dal Dipartimento Politiche Agricole a partire dal 15 novembre 2025 — in una questione di stile, di comportamento, un fatto personale insomma. La sostanza scompare. I 13,3 milioni di euro che Cicala aveva chiesto come soglia minima accettabile, già ridotti da lui stesso rispetto agli 80 milioni di fabbisogno reale, in spirito di collaborazione, non vengono nominati. La nota in cui l'assessore certifica che il bilancio incorpora un deficit strutturale già noto resta sullo sfondo. Ciò che rimane è soltanto la forma: il richiamo allo standing, l'esortazione alla responsabilità condivisa, la promessa di riforme future come orizzonte che dissolve ogni nodo concreto nell'aria.

Noi non siamo interessate a questa operazione. E non siamo interessate neanche al destino della poltrona di Cicala, né alle geometrie di coalizione interne al centrodestra lucano. Siamo interessate all'agricoltura, al problema di governance del consorzio di bonifica, alle tariffe che gravano sugli agricoltori, alle risorse che mancano ad ALSIA e AGROBIOS, ad un settore che è colonna portante dell'economia lucana e che in questo momento non ha un assessore nelle condizioni reali di governarlo, perché si è compromesso quel rapporto di fiducia che, necessariamente, deve legare il presidente al suo esecutivo. Questo è il problema e ha un nome: risorse insufficienti su un comparto che non può aspettare.

La maggioranza minimizza, dice che non c’è crisi politica ma è evidente una contraddizione: oggi Cicala è completamente disallineato dal partito di cui è espressione, Fratelli d’Italia, ma non viene sfiduciato perché questo centrodestra, pur di sopravvivere, è  capace anche di annichilire il significato di un gesto politico grave. Lo strappo di Cicala, infatti, è stato ricomposto non attraverso una decisione del presidente Bardi resa pubblica in Consiglio, non attraverso una risposta alle questioni sollevate da Cicala nel merito del bilancio agricolo, ma attraverso un video sui social network in cui l'assessore lucano è comparso insieme al ministro Lollobrigida: Roma ha parlato e l’assessore regionale indisciplinato richiamato all’ordine. Tutto risolto. Il presidente può permettersi di non presentarsi al Consiglio convocato per discutere di una grave frattura nella sua Giunta, perché sa che il problema è già stato riassorbito dall'alto, fuori dall'aula, fuori dal confronto pubblico, una regione commissariata non nel senso tecnico-amministrativo del termine, ma nel senso politico più profondo. Le decisioni che contano non vengono prese qui. 

Questo non è un attacco a Cicala, né una difesa della sua posizione nella Giunta. È una lettura dei fatti così come sono andati. E i fatti dicono che una regione che non è in grado di gestire autonomamente nemmeno una situazione del genere, ha perso la capacità di autodeterminarsi nelle scelte che riguardano i suoi cittadini e riguardano l'agricoltura, il sistema forestale, i consorzi di bonifica, il fabbisogno reale di un comparto che aspetta risorse da mesi.

La Giunta Bardi, nel comunicato ufficiale dell'11 aprile, ha risposto al voto contrario del suo assessore con una formula che merita di essere ricordata: "nel prossimo futuro saranno previsti ulteriori interventi a sostegno di sanità e agricoltura". Un mese dopo, quegli interventi non ci sono. Non c'è una cifra. Non c'è una scadenza. Non c'è un atto. C'è la stessa promessa vaga, riformulata in modi diversi in aula, nelle dichiarazioni di maggioranza, nei comunicati. Una promessa che equivale, nella pratica, a non rispondere. E che scarica sui cittadini lucani, agricoltori in primis, il costo di una crisi politica che la giunta non ha voluto affrontare nelle sedi e nei modi istituzionalmente corretti e la maggioranza continua a negare.

Noi continueremo a lavorare su questi temi in commissione e in aula. Non per tenere aperta una crisi che qualcuno ha già dichiarato chiusa, ma perché quella crisi, finché le risorse non arrivano, non è chiusa per nessuno tranne che per chi ha smesso di guardarla.

Così con un comunicato inviato in redazione da Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

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