Domenica, 14 Giugno 2026

Petrolio e rinnovabili: la Basilicata apra una nuova fase

Venerdì, 29 Maggio 2026

Serve un Fondo strategico regionale sul modello norvegese per governare il processo di decarbonizzazione e per progettare uno sviluppo reale

La Basilicata deve aprire una nuova fase nella gestione delle risorse derivanti dal petrolio, dal gas e dalle fonti rinnovabili. La recente revisione degli accordi con il Governo offre l'occasione per affrontare finalmente il nodo politico di fondo: la ricchezza prodotta dal sottosuolo lucano deve tornare al territorio con una strategia stabile, trasparente e orientata al futuro.

Da troppi anni, royalties, compensazioni e risorse collegate alle attività estrattive vengono utilizzate per coprire esigenze immediate, come tenere a galla i bilanci, finanziare misure scollegate tra loro o inseguire emergenze. Questo metodo ha prodotto dipendenza dalla rendita petrolifera, frammentazione degli interventi e risultati inferiori rispetto alle aspettative dei cittadini lucani.

La Basilicata contribuisce in modo rilevante alla sicurezza energetica nazionale — e proprio questo impegno ha avuto un costo reale, che le comunità lucane pagano ogni giorno.

Il petrolio è una risorsa finita. Ogni euro incassato oggi deve tradursi in un beneficio duraturo domani. Per questa ragione, è importante aprire immediatamente il dibattito in Consiglio Regionale e ragionare su proposte concrete, tra cui: autonomia energetica attraverso fonti rinnovabili; istituzione di un Fondo regionale con gestione separata dal bilancio ordinario, alimentato da una quota stabile delle royalties, dalle compensazioni ambientali, dalle eventuali risorse aggiuntive da negoziare con il Governo e dalla riprogrammazione dei fondi ancora disponibili legati agli accordi petroliferi e programma di decarbonizzazione.

La Norvegia ha trasformato una rendita temporanea in patrimonio pubblico di lungo periodo. La Basilicata, con le dovute proporzioni e nel quadro delle proprie competenze, deve compiere lo stesso salto politico e culturale. Le royalties usate come entrata ordinaria consumano il futuro. Risorse programmate con disciplina e trasparenza possono diventare uno strumento di maggiore autonomia regionale e di uscita ordinata proprio dal fossile. Per questo chiediamo che la Giunta porti in Consiglio regionale una relazione dettagliata sullo stato di attuazione degli accordi petroliferi, indicando risorse incassate, interventi finanziati, progetti completati, somme disponibili, criticità aperte e misure annunciate rimaste ferme.

La stessa impostazione deve valere per le fonti rinnovabili. L'eolico e il fotovoltaico che si espandono sul territorio lucano generano profitti rilevanti, spesso a vantaggio di soggetti e capitali privati ed esterni alla regione. Anche qui la logica deve cambiare: vogliamo una nuova architettura degli accordi con i grandi operatori energetici, compensazioni ambientali ed energetiche adeguate al peso territoriale dei progetti e un reale ritorno economico e occupazionale per i cittadini lucani. Le rinnovabili devono rappresentare una transizione verso un futuro più equo, non un'altra forma di sfruttamento senza reciprocità.

Chiediamo che la Regione Basilicata si doti subito di criteri di salvaguardia rigidi e che chiami i colossi dell'energia a un tavolo di concertazione serrato. Allo stesso tempo, va accelerata la pianificazione paesaggistica che tuteli il territorio dalle speculazioni nelle aree ad alta valenza ambientale e agricola, garantendo che la transizione energetica sia anche tutela dei luoghi.

La rimodulazione degli accordi deve passare dal Consiglio regionale e coinvolgere Comuni, comunità locali, parti sociali, università, associazioni e sistema produttivo. La nostra regione ha già dato moltissimo. Ora è il momento di pretendere una nuova architettura degli accordi, capace di restituire dignità politica alla Basilicata e prospettiva alle comunità lucane.

E’ quanto comunicato da Alessia Araneo e Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

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