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Segue nota del consigliere Vito Di Trani:
Oltre 120.000 persone in risposta ad un mio post ieri hanno detto alla Meloni che i lucani non possono essere trattati a pesci in faccia. All'arroganza hanno risposto con educazione: tutto ciò che si trova nel sottosuolo appartiene allo stato? Nessuno lo nega ma anche tutto ciò che non è sottosuolo appartiene ed è gestito dallo stato italiano! Ci chiediamo tutti esterrefatti perché pur essendo nati nella regione più ricca d'Europa sede dei giacimenti di petrolio su terra ferma più grandi occupiamo il penultimo posto della scala ISTAT per ricchezza.
Tutti a riflettere sulla assenza totale di infrastrutture in Basilicata, sui danni che ci ha causato il petrolio dal punto di vista ambientale, sulle malattie tumorali che ci stanno decimando, sulle carenze sanitarie, sulla disoccupazione galoppante che costringe i nostri giovani ad emigrare, sull'assenza di una classe politica capace di difendere la nostra terra e capace soltanto di consegnarci in maniera totale ad un manipolo di scapestrati a guida Meloni. Un primo risultato l'abbiamo raggiunto: in molti hanno riscoperto cosa significa essere lucani, in molti hanno riscoperto il brigante che c'è in noi. La Basilicata non è terra di conquista ed il suo popolo pretende di essere trattato come tutti gli italiani. Adesso in maniera rispettosa dobbiamo incontrarci e decidere come e dove manifestare il nostro dissenso. Siamo soltanto agli inizi, disposti a parlare di petrolio ma nel rispetto della nostra dignità, della qualità della nostra vita, del nostro ambiente, della nostra salute,
Lucani svegliamoci!