Lunedì, 27 Giugno 2022

Primi passi per la nostra proposta di legge per l’introduzione del reddito energetico regionale che ieri è approdata in III Commissione Consiliare per la sua analisi.

Nonostante la nomina della nuova giunta l’attività politico - amministrativa regionale è ancora in piena paralisi. Le istanze dai territori sono molteplici come hanno dimostrato le manifestazioni degli ultimi due giorni di Scanzano e Potenza e fanno lasciano interdetti i selfie sorridenti di qualche esponente di maggioranza e opposizione strappati in mezzo alla folla.

Nella giornata di ieri a Potenza è stata inaugurata la sede della Direzione investigativa antimafia. Un forte segnale di contrasto alla criminalità organizzata, che negli ultimi anni ha fatto “sentire” più volte la sua pesante presenza.

A tal proposito si è espresso il Ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, presente all’inaugurazione della sede: "Siamo ancora in tempo per proteggere questo territorio": lo ha detto il Ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che poco fa, a Potenza, ha inaugurato la sede della Direzione investigativa antimafia.

Il Ministro ha preso brevemente la parola dopo il prefetto, Michele Campanaro, e il direttore della Dia, Maurizio Vallone.

 Anche quest'ultimo ha definito la Basilicata "non ancora profondamente infiltrata dalle mafie", mentre il prefetto del capoluogo ha sottolineato la necessità di contrastare il fenomeno criminale ancora considerando i flussi finanziari in arrivo con il Pnrr.

Il Ministro dell'Interno ha ricordato che "la Dia è nata dall'intuizione di Giovanni Falcone, secondo il quale serviva seguire il flusso del denaro per battere la mafia. Con la Dia a Potenza - ha concluso Lamorgese - vogliamo rendere la Basilicata ancora più sicura".

Anche il mondo dei sindacati ha ovviamente accolto la notizia con massima soddisfazione.

“L’istituzione della nuova sezione della Dia in Basilicata dota il territorio di un ulteriore strumento per il contrasto della criminalità e delle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale della regione. Il salto di qualità che si è registrato negli ultimi anni negli affari criminali e la sempre più pervasiva presenza delle organizzazioni malavitose nella vita economica della Basilicata necessitava di un gesto forte da parte delle istituzioni, così come auspicato dalle forze sociali e dalla stessa Cisl. La sezione lucana della Dia e l’attivazione del numero unico di emergenza 112 contribuiranno a rendere l’azione di contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie sempre più incisiva. Accanto al potenziamento degli strumenti penali occorre fare un investimento anche nella promozione di una vera cultura della legalità, a partire dalle scuole che rappresentano il primo avamposto di cittadinanza sul territorio”. È quanto dichiara il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo.

Questo invece il commento del consigliere regionale pentastellato Gianni Leggieri:

“L’inaugurazione della sezione operativa per la Basilicata della Direzione investigativa antimafia (Dia), alla presenza della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, è un segnale importante rispetto alla presenza di strutture ad hoc chiamate a contrastare i fenomeni mafiosi, che hanno trovato terreno fertile nella nostra regione come dimostrano diverse inchieste dell’autorità giudiziaria. Da sempre il MoVimento Cinque Stelle ha chiesto l’apertura della sezione lucana della Dia: lo dimostra, tra l’altro, una nostra mozione approvata all’unanimità in Consiglio regionale nel maggio del 2021.  Non si abbassi, dunque, mai la guardia per contrastare la criminalità organizzata.

Il direttore della Dia, Maurizio Vallone, intervenuto a Potenza per inaugurare gli uffici di via Vaccaro, ha sottolineato che la Basilicata non è ancora profondamente infiltrata dalle mafie e si può evitare la presenza endemica della criminalità organizzata. Di qui l’importanza della collaborazione con le Prefetture e le Procure della Repubblica. Un impegno molto confortante, che si innesta direttamente al tema della giustizia e dei presidi di legalità.

In questo contesto spero che la questione del Tribunale di Melfi, chiuso nel 2013, dopo alcuni scriteriati interventi che hanno rivisto la geografia giudiziaria della nostra regione, continui a rappresentare una priorità. Quasi dieci anni fa le popolazioni dell’area Nord della Basilicata sono state private del Tribunale e della Procura della Repubblica. Parliamo del territorio più popoloso della regione, a due passi dalla Capitanata, dove la recrudescenza della cosiddetta “Quarta mafia”, è sotto gli occhi di tutti e monitorata costantemente proprio dalla Dia.  Il tema della riapertura degli uffici giudiziari di Melfi rimane quindi sempre attuale.

Non sono affatto rassicuranti le indiscrezioni che si rincorrono sui quotidiani locali rispetto alla crisi in corso in Via Verrastro. Entro oggi o domani Bardi dovrebbe comunicare il nuovo assetto dell’esecutivo per giungere alla fine della legislatura.

Ci ha pensato il presidente Bardi a ravvivare un martedì grasso sottotono a causa delle varie emergenze che ormai accompagnano la quotidianità.

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