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Saranno ben 65 i siti aperti in 41 Comuni Lucani, 37 nel Materano e 28 nel Potentino, in occasione delle giornate Fai di Primavera promosse dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano che si svolgeranno sabato 21 e domenica 22 marzo 2026.
Tra i comuni del materano non potevano mancare Pisticci e Marconia con l’apertura a cura del Gruppo Fai di Pisticci e della Valle dei Calanchi. Prezioso se non fondamentale il supporto degli apprendisti ciceroni provenienti dai vari istituti scolastici del territorio.
Sotto tutte le info in merito
Sulle orme di San Francesco
Pisticci: Piazza Umberto I°
Aperture a cura di: Gruppo Fai di Pisticci e della Valle dei Calanchi
Pisticci sorge sulla cresta argillosa del monte Finese, in un paesaggio dai versanti irregolari i calanchi. L’abitato urbano è dislocato sulle tre vette del monte Finese: Serra Cipolla, con il centro storico Terravecchia e Dirupo, Serra Monte antico Casale e sede di insediamenti monastici, Serra San Francesco custode del convento di Santa Maria delle Grazie. In questo paesaggio di silenzio e spiritualità si inserisce la figura di San Francesco d’Assisi, al quale Pisticci è legata da una tradizione secolare che continua a vivere nella quotidianità attraverso l’Ordine Francescano Secolare.
Il complesso architettonico dell’attuale chiesa di Sant’Antonio e degli uffici del Comune di Pisticci racchiude una storia complessa che rispecchia le vicende religiose, politiche e sociali del territorio. Verso la metà del ‘400, sulla collina di Serra San Francesco, fu eretto il convento di Santa Maria delle Grazie affidato ai frati Francescani, con l’omonima Chiesa, in seguito dedicata a Sant’ Antonio. Dopo il 1860 ci fu la confisca del convento, che fu ceduto al Municipio di Pisticci e trasformato in sede di uffici comunali. Nel 1910 l’Arc. Anselmo Pecci durante la visita pastorale minacciò di sconsacrare la chiesa e iniziò le pratiche canoniche per l’elezione della stessa in parrocchia.
Originariamente, la Chiesa era caratterizzata da una grande navata centrale coperta a volta e a destra da una piccola navata laterale; un piccolo chiostro con giardino porticato, con poche celle e un refettorio. Nei secoli successivi vi furono variazioni e ampliamenti architettonici. Nel ‘700, la chiesa fu arricchita dall’ampia navata laterale sinistra e, successivamente, da altari e opere d’arte che tutt’ora la caratterizzano. Tra questi affreschi e le tele di buona fattura, che ornano copiosamente le pareti perimetrali della Chiesa e costituiscono nel loro insieme un mistico tesoro di rara bellezza, vi è un’opera di grande dimensione e di pregevole valore che rappresenta l’Immacolata Concezione attribuita al pittore barocco napoletano Andrea Vaccaro. Armonioso il prospetto delle sue strutture architettoniche su piazza Umberto I, cuore vivo della comunità, caratterizzato da un’elegante facciata decorata da motivi geometrici in stile Romantico-fiorentino con un disegno organico e unitario. Maestosa è la cupola sul cui tamburo è stato ripristinato l’orologio solare ed elegante il campanile del 1570, fatto costruire dal signor Diotaiuti, dalla moglie e dal figlio.
Durante le Giornate FAI di Primavera a Pisticci, i visitatori potranno immergersi nella magia di un percorso narrativo, lasciandosi affascinare dalle bellezze architettoniche e artistiche del Convento di Santa Maria delle Grazie. Guidati dagli Apprendisti Ciceroni delle classi IA e IIA dell’ ITT di Pisticci ‘ IIS ‘Pisticci-Montalbano’ e dai dai volontari FAI di Pisticci, avranno l’opportunità di scoprire i segreti di questo luogo ricco di storia e spiritualità, ammirando gli affreschi e il chiostro e ascoltando racconti che legano questo gioiello dell’architettura religiosa pisticcese alla figura e al culto di San Francesco d’Assisi.
In occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo, patrono d’Italia, il percorso valorizza una tradizione che continua a vivere nella quotidianità attraverso l’Ordine Francescano Secolare.
In serata, gli Apprendisti Ciceroni delle classi IA e IIA del Liceo Classico di Pisticci ‘ IIS ‘Pisticci-Montalbano’ offriranno al pubblico la performance teatrale e coreutico-musicale ‘San Francesco, un santo per tutti’, restituendo il volto autentico del Giullare di Dio: colui che predicò la povertà in un mondo di ricchezze, la pace in tempo di crociate e la fratellanza in un’epoca di divisioni.
Un’esperienza coinvolgente che invita a riscoprire San Francesco non come un santo lontano, ma come un amico e compagno di viaggio. Una voce che parla ancora al cuore di tutti, con un messaggio sempre attuale di pace, semplicità e amore per ogni creatura. Un percorso che unisce emozione e memoria, rinnovando il legame profondo tra Pisticci e la sua secolare tradizione francescana.
Luogo solitamente aperto, accessibile gratuitamente
16:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
Note: Turni di visita ogni 60 minuti, gruppi max 20 persone
Visite a cura di: Volontari FAI, Apprendisti Ciceroni delle classi IA e IIA Liceo classico e IA e IIA dell’ITT di Pisticci dell’IIS “Pisticci-Montalbano”- Pisticci.
Marconia e le sue radici: dove il confino diventa comunità
Piazza Elettra
Aperture a cura di: Gruppo Fai di Pisticci e della Valle dei Calanchi
Marconia nasce come colonia confinaria fascista e si trasforma, nel tempo, in una comunità viva e accogliente. Negli anni ’30 i dissidenti e gli oppositori del regime inviati al confino contribuirono a bonificare la terra e a costruire il centro abitato, gettando le basi di una realtà fondata su resilienza e solidarietà. Oggi Marconia è una popolosa frazione di Pisticci, con circa 9.513 abitanti, luogo di integrazione culturale e di crescita continua nella piana metapontina.
Nel 1938, in pieno regime fascista, il vasto demanio di Pisticci fu ritenuto idoneo a ospitare una colonia agricola per confinati politici e internati comuni, con l’obiettivo di bonificare un’area malarica e tenere occupati gli oppositori al regime. In questo contesto nacquero la Colonia Confinaria (attuale Centro Agricolo), Bosco Salice, l’attuale Marconia, centro operativo del progetto e le case coloniche (Caselli). Costruita in stile littorio anche grazie al lavoro dei confinati, fu presentata come simbolo del fascismo nel Mezzogiorno. Divenuta frazione di Pisticci nel 1956, dagli anni ’70 Marconia si è espansa per effetto delle frane di Pisticci e dello sviluppo turistico ionico.
L’insediamento di Bosco Salice nasce in posizione strategica, all’incrocio tra via Quattro Caselli, diretta verso il mare, e via San Giovanni Bosco, collegamento con Metaponto attraverso l’Incoronata. Progettato nel 1940 da Konyedic, costituisce probabilmente il primo nucleo di Marconia ed era destinato a residenza e centro amministrativo della colonia agricola confinaria, realizzata tra il 1937 e il 1938. Attorno al borgo e al Centro Agricolo si estendevano numerosi poderi, documentati dalla presenza di 38 caselli rurali. Nello stesso anno furono realizzati piazza Elettra e alcuni edifici lungo via San Giovanni Bosco, nel rispetto dei canoni architettonici del regime fascista. Piazza Elettra, dedicata alla figlia di Guglielmo Marconi, è un tipico esempio di “piazza rurale” fascista, con spazio porticato, torre littoria ed edifici pubblici come Casa comunale, Ufficio postale e sede della GIL. Sebbene concepito come nucleo fondativo della città, lo sviluppo fu interrotto dagli eventi bellici e dall’armistizio.
A cominciare dagli anni 60, intorno al primo nucleo è sorta l’attuale cittadina, la cui forma urbana è completamente indipendente da quell’impianto primario.
I visitatori saranno accompagnati dagli Apprendisti Ciceroni in un viaggio tra storia e architettura alla scoperta di Marconia. Un racconto che ne ripercorre le origini e conduce nei luoghi simbolo della città: i Caselli, Piazza Elettra con i suoi solenni portici, la torre littoria e gli edifici che richiamano il rigore formale dell’epoca, fino a Piazza Bologna, con il Monumento al Confinato Politico, e alle storie degli uomini illustri che hanno soggiornato nella Colonia Confinaria.
Il percorso sarà arricchito dalla mostra iconografica ‘Marconia e le sue radici: dal confino alla comunità’, che accompagnerà i visitatori in un racconto visivo capace di restituire memoria e identità: il passato prende vita e si trasforma in un’esperienza coinvolgente, capace di unire memoria, curiosità e futuro.
Lo sguardo degli Apprendisti Ciceroni, infatti, non si ferma al passato, ma si apre al futuro: il racconto si arricchisce di idee e progetti pensati per valorizzare Marconia e trasformarla in un luogo sempre più curato e inclusivo, dove passato e futuro dialogano.
Luogo solitamente aperto, accessibile gratuitamente
dalle 10.00 alle11:00 primo turno
dalle 11:00 alle 12:00 secondo turno
dalle 12:00 alle 13:00 terzo turno
10:00 – 13:00 (ultimo ingresso 12:00)
Note: Turni di visita ogni 60 minuti, gruppi max 20 persone
10:00 – 13:00 (ultimo ingresso 12:00)
Note: Turni di visita ogni 60 minuti ,gruppo max 20 persone
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni delle Classi 5A e 4 A Acc.Tur. IPSEOA di Marconia I.I.S. “G.Fortunato”- Pisticci e della classe 3C della Scuola Secondaria di primo grado di Marconia -I. C. “Pietrelcina-Flacco” di Pisticci e dei Volontari di Pisticci – Gruppo FAI di Pisticci e della Valle dei Calanchi.