Giovedì, 14 Maggio 2026

Conclusa l'esposizione in Sant’Antonio della reliquia della terra Porziuncola dove è morto San Francesco

Lunedì, 20 Aprile 2026

Si è conclusa alle ore 12 di sabato 18 aprile, l’esposizione nella chiesa di Sant’Antonio in Piazza Umberto I°, della reliquia della terra Porziuncola dove è morto San Francesco d’Assisi.

Una memorabile tre giorni per la nostra chiesa, da sempre riconosciuta francescana e giubilare, chiamata per l’occasione ad ospitare una storica testimonianza di fede verso un Santo come San Francesco, Patrono d’Italia, molto amato e rispettato dal popolo dei fedeli pisticcesi. Un pellegrinaggio continuo, che ha onorato nel migliore dei modi, il breve periodo di ospitalità nella nostra città. 

Importante, tra le altre iniziative, ricordare, durante la tre giorni pisticcese, le varie celebrazioni eucaristiche, le visite delle classi del catechismo, le visite ad alcuni terziari ammalati, la partecipata celebrazione Eucaristica presso il Santuario della Madonna del Casale della parrocchia Cristo Re guidata da don Antonio Di Leo, la veglia di preghiera per le famiglie, l’accoglienza dei bambini della prima Comunione di Tinchi e il momento di preghiera per i cresimandi.

Nelle parole del Parroco di Sant’Antonio don Mattia Albano (che ha accompagnato direttamente la reliquia a Locorotondo) al termine della tre giorni, la soddisfazione per l’ottima riuscita dell’evento, caratterizzata dalla costante presenza di tanti fedeli e l’annuncio, sempre da parte del di Don Mattia, di un altro futuro   importante evento, nel corso del prossimo mese di maggio, che riguarda sempre la figura di San Francesco.  Da parte dello stesso, un doveroso, particolare ringraziamento inoltre, al padre francescano pisticcese don Giuseppe Castronuovo, per il suo forte impegno affinchè l’evento si verificasse.

Come è noto, ma non tutti ne sono a conoscenza, la reliquia è speciale: la terra su cui il Santo è morto, è custodita nella Cappella del Transito, all’interno della Basilica di santa Maria degli Angeli. La terra su cui il Santo muore, custodita oggi come segno di venerazione, che diventa chiave teologica e soprattutto spirituale.

Michele Selvaggi

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