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I Moschettieri del Terroir Materano: Primitivo - Athos (La Forza), Malvasia Bianca – Aramis (L’Aromaticità) e il Greco - Porthos (La Freschezza)
I “Moschettieri” del terroir Materano rappresentano l’essenza della viticoltura della provincia di Matera e della denominazione Matera DOC. Se la roccia e la storia hanno modellato l’anima di Matera, sono le uve a donarle voce, profumi e sapore, trasformandosi in emozione liquida. Qui la materia viva interpreta il clima mediterraneo e i suoli in modo unico, offrendo un ventaglio sensoriale che spazia dalla freschezza e complessità aromatica alla potenza strutturata: la sintesi perfetta dell’equilibrio tra vitigno e microclima, figlia della solarità di questo territorio.
Il Primitivo del Materano: Athos (Forza solare e vellutata)
L’ampelografia di questo territorio è un mosaico unico, in cui le varietà autoctone storiche convivono con vitigni tradizionali e presenze internazionali perfettamente adattate al microclima ionico-collinare. In questo scenario, il Primitivo è senza dubbio uno dei grandi protagonisti.
Sebbene sia storicamente associato alla vicina Puglia, con cui condivide stretti legami genetici e culturali, il Primitivo trova nelle colline materane condizioni pedoclimatiche ideali. Qui il vitigno beneficia dell'intenso sole estivo, mitigato dalle brezze marine e dalle escursioni termiche notturne tipiche della collina: un equilibrio che permette di raggiungere un'elevata maturazione zuccherina conservando una buona acidità di fondo.
A suggellare questa profonda radice storica, esistono precisi documenti dedicati al celebre vino "San Bardo" di Basilicata. Il riferimento più prestigioso risale al 1887, in occasione della Prima Mostra Enologica Lucana. In tale circostanza Domenico Ridola — celebre medico, politico e archeologo materano, nonché grande esperto enologico — fu insignito di una menzione onorevole.
Il premio fu assegnato per un vino prodotto nell’area di Matera, prevalentemente da uve Primitivo, descritto dai registri dell'epoca con un colore rosso ciliegia, un profumo fragrante, una gradazione alcolica di ben 15,60% vol. e un sapore squisito assimilabile a un vino da dessert. A testimonianza di questo glorioso passato, il Museo Archeologico Nazionale di Matera custodisce ancora oggi l’etichetta originale del San Bardo, datata 1885.
Quali sono le principali caratteristiche sensoriali olfattive e aromatiche del Primitivo oggi?
Dotato di una veste cromatica interessante, il Primitivo si mostra nel calice con un rosso rubino dotato di ottima fittezza, vivido, che con l’evoluzione vira verso tonalità più calde. Al naso si distingue per un profilo intenso, complesso e avvolgente: spiccano subito i frutti rossi e neri succosi (ciliegia, amarena, ribes e fragoline di bosco), affiancati in fase giovanile da toccate di lampone e lievi note floreali di viola. Con l'influenza del terroir, emergono dettagli balsamici, spunti di macchia mediterranea e liquirizia, mentre il passaggio in legno rifinisce il quadro con spezie dolci (vaniglia, cannella) e un raffinato richiamo tostato.
Al palato il vino rispecchia la ricchezza del naso. L'espressione del Primitivo Matera DOC si fa apprezzare per l'equilibrio tra freschezza, sapidità e la morbidezza della trama tannica; la struttura è calda ma mai stucchevole, regalando un finale lungo e di grande persistenza.
A tavola predilige i piatti di terra della tradizione: fantastico con arrosti d'agnello, carni alla brace e la tipica salsiccia Pezzente della Montagna Materana, si sposa a meraviglia anche con ragù strutturati, zuppe di legumi e formaggi stagionati come pecorini e caciocavalli.
Matera Bianco DOC – Malvasia Bianca di Basilicata:
Aramis (L’Espressione dell'Aromaticità Lucana)
L’alto contenuto di calcare dei suoli marnosi esalta la naturale acidità delle uve, traducendosi in un vino bianco elegante, longevo, dotato di una spiccata sapidità e di un profilo aromatico fine e floreale.
Un sorso d’aria mediterranea, fresca e avvolgente. Varietà di straordinaria personalità — da non confondere con le altre Malvasie della penisola — la Malvasia Bianca di Basilicata è legata a doppio filo all’identità lucana. Intrigante ed estroverso, questo vino si presenta alla vista con un colore giallo paglierino luminoso e fitto, impreziosito da riflessi dorati.
Al naso seduce fin dal primo momento con note intense di fiori bianchi (gelsomino, zagara, acacia, biancospino e fiori d’agrumi) e frutta a polpa bianca come pera e pesca. Nelle versioni da raccolta tardiva la frutta vira verso tonalità più calde e solari (albicocca e pesca gialla), accompagnate da delicate sfumature di erbe di campo.
Al palato rivela un perfetto equilibrio tra la spiccata acidità e la vena sapida che richiama la vicinanza del Mare Ionio. Un sorso solare, morbido e fresco, con un finale caratterizzato dal tipico retrogusto ammandorlato che ne allunga la persistenza.
A tavola trova il suo abbinamento ideale con antipasti e primi piatti di mare, pesce alla griglia o al forno, portate a base di verdure, formaggi freschi a pasta molle e caprini delicati, dove la spiccata aromaticità del vino crea un contrasto piacevole e armonico.
Matera Bianco DOC – Greco: Porthos (La Freschezza)
Il Greco rappresenta la perfetta sintesi tra la sapidità della pietra calcare e il calore della solarità mediterranea. Questo vitigno trova sulle colline materane il suo habitat ideale traducendo il terroir in un sorso fresco, teso e vibrante che gli regala una spiccata spalla acida, avvolto dal calore e dai profumi del sole del Sud. Alla vista si presenta con un giallo paglierino di ottima vivacità, particolarmente fitto, caratterizzato da eleganti sfumature dorate.
Al naso si esprime con un bouquet ampio, intenso ed elegante, dove emergono avvolgenti note di frutta come pesca gialla matura e nespole, seguite da freschi cenni agrumati e delicate sfumature di fiori gialli ed erbette aromatiche, e note di macchia mediterranea.
Al palato il sorso si rivela fresco, verticale e dotato di una vigorosa spalla acida. La spiccata freschezza dialoga con una bilanciata carica alcolica, e una intensa sapidità marina, che sfocia in un finale persistente e piacevolmente mandorlato.
A tavola gli accostamenti ideali sono con primi piatti a base di frutti di mare, risotti con crostacei, orecchiette con le cime di rape e mollica fritta con peperone crusco, grigliate di pesce, carni bianche delicate con erbette aromatiche, formaggi freschi o a pasta filata.ù
Il Quarto Moschettiere - D’Artagnan: (Il Terroir Materano)
Ogni lettore del capolavoro di Alexandre Dumas sa bene che la storia non sarebbe completa senza D’Artagnan, il giovane e impetuoso guascone che porta la scintilla decisiva all'interno del gruppo. Nel racconto della denominazione Matera DOC, questo ruolo d'onore spetta al Terroir stesso: la roccia calcarea dei Sassi, le correnti termiche dello Ionio e l'energia indomita della terra lucana. È il terroir l'elemento dinamico che unisce Athos (Primitivo), Aramis (Malvasia) e Porthos (Greco), orchestrando la loro alchimia e trasformando tre grandi vitigni in un'esperienza enologica indimenticabile. Uniti dal celebre patto d'onore — "Tutti per uno, uno per tutti" — i Moschettieri del Materano rinnovano in ogni calice la loro promessa: tutti i vitigni guidati da un solo Terroir, un solo Terroir ad animare ogni calice.
Rubrica ACINO è poi VINO a cura di Giovanni Negro