Venerdì, 12 Luglio 2024

Anche alcuni componenti di una famiglia pisticcese - si disse all’epoca - doveva salire su quel convoglio ferroviario e per fortuna, causa un banale ritardo, non riuscì, quella sera, a prendere il Treno n.8107 in partenza dalla stazione di Napoli diretto a Potenza.

La nostra storia, ci ricorda un evento di tanti anni fa, con l’arrivo a Matera, ma (si disse) anche in Basilicata, del primo esemplare della Fiat 500, erede della “Topolino”.

La nostra storia, questa volta, si sofferma sulle gite scolastiche, attuali e di tanti anni fa.

La nostra storia, questa volta inizia parafrasando una delle più belle canzoni del grande Fabrizio De Andrè, “via del campo”, quando recita “dal diamante non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

I misteri di Pisticci. La nostra storia ritorna su un argomento parecchio sentito e dibattuto negli anni scorsi, ma che non ha trovato mai la soluzione che si cercava.

Si parla in questi giorni di Elisa Claps, la sfortunata ragazza potentina, scomparsa e, purtroppo ritrovata morta dopo diversi anni sul soffitto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Un evento doloroso, non solo per la famiglia della scomparsa, che noi accostiamo a quello che toccò anche alla nostra comunità colpita, qualche decennio fa, dalla scomparsa di tre persone anziane. Mai ritrovate.

Partiamo proprio da una domanda: possono tre nostri concittadini, sparire nel giro di pochi anni, senza lasciare traccia? Purtroppo, da noi la cosa si è verificata e nessuna risposta ha fatto luce su altrettanti dolorosi episodi che hanno sconvolto la pace delle loro famiglie. Un mistero! Anzi tre, atteso che sono 3 gli episodi oggetto del nostro racconto, su cui ritorniamo, per rispetto alle famiglie che tanto hanno sofferto, ma anche per tenere vivo il ricordo di 3 persone, sparite nel nulla. Storia che forse tanti, soprattutto giovani, non conoscono.

Era la sera del 5 settembre 1991, quando un’anziana donna, Vincenzina Rosano, non fece ritorno a casa dopo aver appena partecipato alla processione della Madonna di Viggiano, conclusasi intorno alle 20:00. Il mancato rientro e l’ora tardi, allarmò i familiari che con l’aiuto di amici e parenti la cercarono invano tutta la notte. Contraddittorie testimonianze, registrarono la sua presenza, dopo la processione, nei pressi della sua abitazione, ma anche nelle vicinanze della chiesa di Concezione. Più o meno alla stessa ora, altri l’avrebbero notata a Loreto e altri ancora, tutta sola, attraversare Piazza San Rocco diretta verso casa. Un vasto spiegamento di volontari e forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili Urbani e Guardia Forestale) si mobilitò alla ricerca della scomparsa o di un possibile indizio che potesse portare al suo ritrovamento. Il territorio fu setacciato ed in particolare si cercò nella zona calanchiva e nel Cimitero nelle cui vicinanze altri asserivano di averla notata quella sera. Tutto vano come vani furono altri tentativi di ritrovarla nei vicini ospedali dove si erano estese le ricerche. Zia Vincenzina, era proprio svanita nel nulla. Giallo in piena regola che interessò anche la trasmissione “Chi l’ha visto”, ma il mistero rimase.

La scomparsa della Rosano, aveva seguito di qualche tempo quello di un altro anziano pisticcese, Giuseppe D’Onofrio, conosciuto come signor “Bongiorno” del quale non si era saputo più nulla dopo essersi allontanato dalla sua casa di campagna. Ma non finisce qui, perché le misteriose scomparse di anziani del posto, registrarono ancora un altro fatto clamoroso, protagonista Domenico Lopatriello, ultraottantenne pisticcese ospite della casa di riposo Trifoglio Saggese di Ferrandina, uscito la mattina del 1° dicembre 1998 da quella struttura, per non farvi più ritorno. Un vasto spiegamento di forze setacciò campi e zone impervie intorno alla città e paesi limitrofi, senza che fosse emerso nessun segnale per il suo ritrovamento. Alle ricerche parteciparono anche i nipoti M. Maddalena e Leonardo Leone che batterono l’agro ferrandinese spingendosi fino ai confini con Stigliano, Craco e San Mauro, toccando il Monte Serra e zona Macchia. “L’avevamo incontrato solo qualche giorno prima -  nella casa di riposo - raccontarono i nipoti - e con noi aveva scherzato parecchio. Quando stavamo per andare via aveva espresso il desiderio di attraversare i calanchi a piedi per fare una capatina a Pisticci. Poi la notizia della sua scomparsa e l’affannosa ricerca, senza approdare a nulla”. Solo qualche anno dopo, ricordiamo, uno spiraglio sembrò aprirsi sul ritrovamento di Lopatriello. Da una trasmissione televisiva, qualcuno ritenne di aver riconosciuto l’anziano in una casa di riposo. Accurate le verifiche, ma quel signore risultò non essere il pisticcese scomparso.

Ovviamente, i casi ricordati, non hanno nulla in comune, se non la città di appartenenza, Pisticci, e l’età avanzata per i tre.

Null’altro, ma una sola domanda: possono tante persone sparire senza lasciare traccia? E’ quello che a distanza di anni la gente di Pisticci ancora si chiede, senza ottenere risposta. Un mistero!

Nella foto la signora Rosano e il signor Lopatriello

Michele Selvaggi

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