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La nostra città, Pisticci, dal 1975, ha un suo campo sportivo con pista di atletica, spalti e tribuna coperta, anche se da tempo, utilizzato “part time”.
Pomarico. Sono trascorso 101 anni da quel 10 gennaio 1925. Una data storica per la cittadina materana, che così dette l’addio alla vecchia illuminazione a petrolio con l’arrivo, finalmente, della luce elettrica nelle case, strade, piazze e quartieri della città.
Estate di qualche decennio fa, a Pisticci, da poco erano terminate le festività in onore del nostro protettore San Rocco. Era un primo pomeriggio e stavamo attraversando l’ultimo tratto di Corso Margherita nella parte che sporge sui rioni Tredici -Dirupo, a poca distanza da Piazza Plebiscito. Due persone addossate al muretto (allora non c’era la ringhiera), un uomo e una donna che ci fermano e gentilmente chiedono notizie su quell’ originale agglomerato di case e casette banche che spaziava sottostante, a poca distanza.
Capimmo che si trattava di due turisti in visita alla nostra città e subito ci mettemmo a loro disposizione, scoprendo presto, con nostra grande meraviglia, di avere di fronte un grande personaggio del panorama cinematografico italiano e mondiale, nientemeno che il regista, scrittore, sceneggiatore e produttore Enrico Vanzina - fratello di Carlo, altro famoso regista - accompagnato dalla moglie, per la prima volta in visita nella nostra regione.
Il piacere della conoscenza e naturalmente, da parte nostra, renderci utili fornendo notizie richieste sull’antico e suggestivo rione Dirupo, accompagnate dalla storia con il ricordo della tragica, notte di Santa Apollonia del 9 febbraio del 1688, con l’improvviso e disastroso movimento franoso che causò oltre 400 vittime. Racconto il nostro, interessante per il regista Vanzina, con riferimenti anche al sovrastante antico rione Terravecchia, luogo da cui era partita la frana, soffermandoci anche sulla presenza, nello stesso rione, di antichissime, storiche strutture, dal Castello Normanno dei Conti Acerra, ad altri edifici storici della zona come il Palazzo De Franchi, il Palazzo Salomone e Palazzo Rogges, la Torre di Bruni e la chiesa Madre, miracolosamente risparmiata da quella disastrosa frana del 1688. Un cenno anche per la vicina chiesa di San Rocco, a quell’ora chiusa, ricordando la sua progettazione da parte del famoso Architetto pisticcese, di levatura mondiale, Ernesto Lapadula, lo stesso che ai tempi dell’era fascista, anni 30, aveva progettato e diretto i lavori del Colosseo Quadrato di Roma, non senza ricordare le visite a Pisticci di Carlo Levi negli anni 50 e alcune riprese cinematografiche sul nostro territorio di “Cristo si è fermato a Eboli” e “Rocco e i suoi Fratelli”.
Per il regista, tutte notizie utili le nostre, che avevano reso più interessante il suo viaggio in Basilicata. L’occasione poi, per far conoscere alla coppia il centro della città, salendo lungo il Corso Margherita, (la foto ci ritrae di fronte alla gioielleria Siervo) per la verità a quell’ora poco affollato, con la sosta obbligata nell’ex Bar Vena di Piazza Umberto I°, per il piacere di gustare il nostro Amaro Lucano e gentilmente donare agli illustri ospiti, una confezione da portare via. Per Vanzina, una novità apprendere per la prima volta l’origine pisticcese di quel famoso liquore conosciuto in tutto il mondo e il suo punto di produzione nello stabilimento di Pisticci Scalo. Pochi minuti in Piazza Umberto I°, una breve fermata davanti al Monumento dei Caduti, poi la fine dell’incontro con il commiato e l’impegno dell’illustre ospite, di ritornare nella nostra città.
Sono trascorsi diversi anni da quel giorno, con i ricordi, naturalmente, un po' affievoliti, (per cui chiedo scusa per qualche inesattezza) sperando comunque di aver fatto cosa gradita con questo articolo - per chi, soprattutto si interessa ed è appassionato di cinema e, magari quasi ogni sera gli capita di vedere il regista Enrico Vanzina in TV, nella rubrica “Ti Racconto, quando presenta mai dimenticate e divertenti pellicole d’epoca, che hanno fatto la grande storia cinematografica italiana degli ultimi 50 - 60 anni.
Michele Selvaggi
Nella foto Michele Selvaggi con la coppia Vanzina nel Corso Margherita di frante alla gioielleria Siervo
La nostra storia ritorna al primo dopo guerra, quando si viveva di stenti, con disoccupazione altissima e miseria. Tempi duri, che risentivano ancora di quella che era stata la grande tragedia del conflitto mondiale, con le gravi conseguenza che poi ne derivarono.
La nostra storia torna indietro di diversi decenni e ci riporta al 1961 quando Pisticci, nel cineteatro Colosseo, da poco restaurato e spostato nella adiacente nuova sede, sempre del rione Piro, ospitò la rassegna radiofonica nazionale della Rai, “Il Buttafuori”, condotto dal presentatore Luciano Rispoli, ricordiamo che il noto presentatore fu ideatore e conduttore di diversi programmi, soprattutto talk show della Radiotelevisione italiana e responsabile della direzione di diversi programmi radiofonici come Bandiera Gialla, Gran Varietà, La Corrida, Dilettanti allo Sbaraglio, Chiamate Roma 3131, lanciando nel mondo dello spettacolo, tra l’altro, personaggi come Maurizio Costanzo, Gianni Boncompagni, Raffaella Carrà, Paolo Villaggio e tanti altri divenuti poi famosi.