Chiediamo che prima del Consiglio Regionale del 18 settembre, convocato su richiesta dell’opposizioni, venga ritirata la delibera su ticket e vengano convocati i sindacati.
Il Consiglio deve essere messo nelle condizioni di poterne discutere, e di farlo serenamente; tanto per la minoranza quanto per la maggioranza è necessaria questa premessa.
Dunque, si sgomberi il tavolo ritirando la delibera e si apra una discussione nel merito.
Il metodo è stato sbagliato, bisogna rimediare nel tentativo di ricucire con le parti sociali e con la comunità tutta.
Nel merito, i dati sono impattanti: 60.000 lucane e lucani rinunciano a curarsi; la mobilità passiva produce un debito di 130 milioni di euro e la Giunta sceglie di far pagare ancora le cittadine e i cittadini, tra l’altro con una misura trasversale.
Questi dati, inediti nella storia della Basilicata, assumono ancor più peso anche per il metodo, oltre che per il merito, seguito in questi anni: sottrazione al Consiglio della funzione di programmazione, pochi spazi, se non nulli, i momenti reali di confronto con i sindacati e le associazioni di categoria e tutto spostato in capo alla Giunta regionale e agli atti aziendali.
Lo steso Piano Sanitario Regionale è lo specchio di questo processo, è l’evidenza di metodo sbagliato e di un merito che lascia a desidera mettendo, come nel caso dei ticket, le mani nelle tasche dei lucani mentre sono in coda per ricevere una prestazione sanitaria.
Così con una nota congiunta i consiglieri Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri, Giovanni Vizziello