A pochi giorni da quelle dichiarazioni, però, arrivano dai pendolari segnalazioni che raccontano una situazione molto meno rassicurante.
La Potenza-Melfi è tornata in esercizio il 13 settembre dopo oltre un anno di sospensione e già nei giorni immediatamente successivi sono stati segnalati ritardi e soppressioni. Il 16 settembre una lavoratrice ha denunciato la soppressione del regionale 19915 delle 14:34 da Rionero-Atella-Ripacandida, comunicata poco prima della partenza e senza una tempestiva soluzione alternativa. Il 18 settembre la stessa pendolare ha segnalato problemi al regionale 19902 delle 6:25 da Potenza Superiore, con un ritardo superiore ai trenta minuti che l’ha costretta a trovare autonomamente un passaggio per raggiungere il posto di lavoro.
Ed è proprio sui fatti che vogliamo confrontarci.
Presentare nuovi treni, annunciare nuovi collegamenti e rivendicare investimenti è certamente importante. Ma per chi ogni mattina deve raggiungere il lavoro, la scuola, un ospedale o semplicemente tornare a casa, il vero parametro è un altro: che il treno parta, arrivi in orario e che, quando questo non accade, venga garantita un’alternativa tempestiva e adeguatamente comunicata.
Dopo oltre un anno di interruzione della Potenza-Melfi, i cittadini avevano diritto a una ripartenza accompagnata dalla massima attenzione organizzativa. Le segnalazioni arrivate già nei primi giorni impongono quindi chiarimenti e interventi rapidi.
Se si sceglie di dire che “parlano i fatti”, allora bisogna ascoltarli tutti. Anche quelli che, ogni giorno, raccontano i pendolari lucani.
Così, Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)