L’intervento, preceduto dalle attività preliminari avviate questa mattina, consiste nel trasferimento di ciascun elemento di combustibile dalle capsule di confinamento in cui si trovano attualmente a nuove capsule idonee al loro inserimento nei due contenitori speciali, denominati cask, già presenti nel sito. Il combustibile sarà quindi inserito “a secco” nei due cask che, a loro volta, saranno stoccati in sicurezza nel deposito temporaneo del sito in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale, una volta disponibile.
Le operazioni si svolgeranno nella piscina dell’impianto e sotto battente d’acqua, per assicurare una naturale schermatura dalle radiazioni. Le attività saranno eseguite secondo specifiche procedure ingegneristiche definite per garantire la sicurezza durante tutte le fasi operative, e per consentire l’ispezione visiva di tutti gli elementi, finalizzata alla verifica della loro integrità strutturale. La fine delle operazioni di reincapsulamento è prevista entro la metà del prossimo anno.
Il progetto di “stoccaggio a secco” dei 64 elementi di combustibile nucleare del ciclo uranio-torio, provenienti dal reattore americano Elk River, è stato interamente pianificato da Sogin e sarà realizzato dai tecnici dell’impianto che hanno seguito uno specifico addestramento.
Questo traguardo è il frutto di un complesso lavoro tecnico e organizzativo raggiunto dalla Società attraverso una costante interlocuzione con Isin, l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione.