02Luglio2020

 

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Leone contro medici di famiglia: nuovo episodio. Le reazioni dell' Ordine di Matera e della FIMMG

Si arricchisce di una nuova puntata la serie di attacchi sferrati dall'assessore alla Sanità della Regione Basilicata, Rocco Leone, alla categoria dei medici di famiglia.

Dopo gli episodi del marzo scorso (leggi), in piena pandemia da coronavirus, Leone, che esercita l'attività di pediatra nella città di Policoro, durante la sua audizione all'interno della commissione politiche sociali del Consiglio regionale, ha nuovamente lanciato accuse ai suoi colleghi, rei, a suo dire, di non aver fatto a pieno il loro dovere durante il periodo caldo della pandemia ed accusandoli di fare del vittimismo nel momento in cui essi si lamentano del fatto di non aver ricevuto i necessari dispositivi di protezione individuali per l'espletamento delle loro funzioni. L'assessore ha dichiarato, inoltre, di "essere stato uno dei pochi medici a continuare a lavorare durante l'emergenza covid". Un auto elogio non nuovo: anche nel marzo scorso, infatti, si autoincensò vantandosi del fatto di aver ricevuto e visitato, presso il suo studio medico, una donna in preda a febbre e problemi respiratori da 15 giorni perché, a suo dire, nessuno voleva visitarla. Un atto professionale in verità molto sfrontato, duramente condannato anche dal presidente dell'Ordine dei medici di Potenza, visto che andava in barba alle disposizioni della task-force che invitava i pazienti a non recarsi presso gli studi medici qualora manifestassero sintomi riconducibili al coronavirus.
Tutto ciò per giustificare l'esclusione della categoria dei medici di famiglia dai destinatari del bonus regionale disposto per gli operatori sanitari.

Non si sono fatte ettendere le reazioni alle nuove parole di sfida perpretate dall'assessore Leone. Di seguito proponiamo la lettera, diffusa anche alla stampa, del segretario provinciale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), dottor Michele Campanaro:

Caro Assessore Leone,
prima "i medici di base hanno ceduto le armi senza combattere", dichiarazione poi smentita (in parte), infine "vede pochi eroi tra tra i medici di base", insomma più che assessore alla sanità sembra che la sua aspirazione sia quella di impersonare il generale George Armstrong Custer, di cui conosciamo il triste epilogo nella battaglia di Little Bighorn, suo e purtroppo anche quello dei suoi circa 600 uomini, guarda caso più o meno lo stesso numero dei Suoi medici territoriali. Forse ha ragione Lei, non siamo stati degli Eroi perché nel massimo periodo emergenziale non abbiamo fatto nulla di diverso dal solito: abbiamo aperto normalmente e regolarmente i nostri studi, abbiamo visitato normalmente i nostri pazienti con qualche precauzione in più, siamo normalmente andati ai loro domicili, siamo stati reperibili telefonicamente come normalmente facciamo, addirittura qualcuno avrà sicuramente anche suturato qualche ferita, messo o tolto qualche catetere ....insomma abbiamo normalmente continuato a fare i Medici...normali.. ma credo che fare il proprio dovere val meglio dell'eroismo, forse perché Eroe è chi fa il suo dovere ogni giorno, o citando Pirandello "È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre."
Per cui caro assessore, lasciamo a Lei il ruolo di Eroe anche perché non possiamo essere tutti eroi perché qualcuno deve pur applaudire mentre loro passano, ma soprattutto non abbiamo bisogno di Eroi che sacrifichino la loro vita perché per qualcuno "la vita sarà stupida, ma non abbastanza per preferirle una morte eroica".

Una replica alle parole di Leone è arrivata anche dal presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Matera, il dottor Severino Montemurro:

"Caro Assessore,

l'Ordine dei Medici di Matera, come già affermato in un precedente comunicato, ritiene ingiuste le Sue dichiarazioni sull'operato dei Medici di famiglia e in generale dei Medici durante l'emergenza coronavirus, avendo essi fronteggiato questa emergenza quasi a "mani nude" e con spirito di sacrificio e abnegazione.
Molti colleghi, tra cui anche un nostro iscritto, hanno sacrificato la vita offrendo la propria professionalità a servizio dell'intera comunità.
Ancora oggi molti medici sono sprovvisti di dispositivi individuali di protezione (DPI), tanto che l'Ordine di Matera ha stanziato una somma per il loro acquisto. Nonostante il testo convertito in legge del Decreto Cura Italia preveda la fornitura prioritaria di tali presidi ai medici, "ivi compresi quelli con rapporto convenzionale", nessun provvedimento in tal senso è stato finora adottato dalla regione Basilicata.
Dal momento che l'emergenza non è affatto finita è necessario ridefinire in questa fase i percorsi organizzativi ed assistenziali utili a fronteggiare un'eventuale seconda ondata.
Perché questo si realizzi non basta l'impegno di un singolo ma il concorso di tutte le rappresentanze del comparto sanitario: è prioritario definire delle nuove linee guida che tengano conto delle più recenti evidenze scientifiche ed avviare quanto prima una campagna di vaccinazione antinfluenzale e pneumococcica per evitare pericolose sovrapposizioni tra forme influenzali e contagi da Covid-19.
Le chiediamo di assicurare la periodica esecuzione di tamponi a tutto il personale sanitario, come dichiarato dal Dirigente Generale Dott. Esposito, nell'ambito del piano delle tre T: TESTARE, TRACCIARE , TRATTARE.
Tutto il personale sanitario, dai medici ospedalieri ai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta medici di continuità assistenziale attende da Lei comprensione, collaborazione e non attacchi alla loro professionalità.
Lei ben conosce le difficoltà quotidiane del lavoro dei medici e condividerà la necessità di un dialogo con loro per consentire di operare con serenità e in piena sicurezza a vantaggio dei cittadini".