24Marzo2019

 

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Agata, convegno sul tumore alla mammella: chi lo conosce può evitarlo

Secondo i dati del Registro Tumori in Basilicata (aggiornato al 2012), confermati da quelli forniti dall'Asm territoriale, il tumore alla mammella sarebbe il più diffuso nel territorio di Pisticci, in linea con il trend a livello nazionale, che ogni anno registra 48 mila nuovi casi; una vera e propria priorità sanitaria, considerato che non solo si tratta della neoplasia più frequente nella popolazione femminile (se si escludono i tumori della pelle), ma anche di quella che causa il maggior numero di decessi in tutte le fasce di età, principalmente nelle donne tra i 35 e i 50 anni.
A spiegarlo, in una Sala Consiliare gremita di gente, è Mirna Mastronardi, presidente di Agata – Volontari contro il tumore, che nel pomeriggio di venerdì 24 marzo, dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Pisticci, Viviana Verri, ha aperto i lavori del primo convegno organizzato dalla neonata associazione, "Tumore alla mammella. Fattori di rischio, diagnosi e cura: nuovi orizzonti".
Poco si è indugiato sulle paure e sullo sconforto per lasciare più spazio possibile ai temi della prevenzione e al sentimento della speranza: di cancro alle mammelle si può guarire. Lo hanno confermato tutti i relatori intervenuti, i dottori del Centro oncologico CROB di Rionero in Vulture, a partire dal Direttore Generale Giuseppe Nicolò Cugno, il quale ha ipotizzato che il tumore alle mammelle potrebbe essere il primo a scomparire.

La prevenzione primaria: sana alimentazione e attività fisica
Prima che ciò accada, le donne dovranno essere sempre più attente alla prevenzione, a partire da quella primaria. Se è vero, infatti, che sulla predisposizione genetica e sull'ereditarietà poco si possa fare, al di là dei controlli periodici in caso di familiarità, è anche dimostrato che tutti possano intervenire sulle cosiddette cause esterne, ovvero quei fattori di rischio in grado di contribuire all'insorgere della neoplasia.
Il prezioso decalogo per la prevenzione dei tumori è stato illustrato da Raffaele Ardito, Responsabile Day Hospital oncologico del Centro lucano, che ha spiegato come le abitudini, alimentari e non solo, possano giocare un ruolo importante nella prevenzione primaria. Dunque, bando al fumo, all'alcol e alla sedentarietà e attenzione alle fonti di radiazioni e alle infezioni. La dieta mediterranea – povera di grassi saturi - e un'attività fisica costante seppur dolce – passeggiate a piedi o in bicicletta, ad esempio - possono essere, invece, ottime alleate nella battaglia ai tumori che tutti, anche le persone sane, dovrebbero ingaggiare. Il tutto è avvalorato da studi scientifici che, come riportato da Aldo Cammarota, Direttore UOC di Radiologia del CROB, hanno riconosciuto alla prevenzione primaria la capacità di ridurre del 30% i casi di tumore alla mammella.

La prevenzione secondaria: l'importanza della mammografia

Di prevenzione secondaria ha invece parlato Giuseppina Dinardo, referente senologica del Polo oncologico lucano, che si è concentrata soprattutto sullo strumento dell'auto-palpazione e sull'importanza di sottoporsi a regolare mammografia. Rispetto a questo screening, gratuito per le donne di oltre 25 anni, sembra che la media regionale di risposta sia piuttosto alta, attestandosi intorno al 50%. Ma, spiega Mirna Mastronardi "a parer mio è un dato di cui non essere fieri. Perché se c'è un 50% di donne che accetta di controllarsi (gratuitamente), esiste un altro 50% che non lo fa, scegliendo di rischiare. Rischiare anche che poi sia troppo tardi. Vogliamo questo per noi stesse e per le nostre famiglie? Non controllarsi è a mio parere l'atto di più alto egoismo che possiamo riservare a noi stesse e a chi ci sta attorno. Sapere vuol dire agire e si spera anche superare. I nostri figli lo meritano, questo. E lo meritiamo noi prima di tutte. Un controllo può salvare la vita".

Le donne che hanno sconfitto il cancro
Per le donne che hanno già combattuto contro il tumore alle mammelle e lo hanno sconfitto, è fondamentale invece un monitoraggio personalizzato per almeno 10 anni. Anche per loro, ha spiegato il Direttore sanitario del CROB Sergio Maria Molinari, è importante seguire una sana alimentazione e fare attività fisica; il controllo, inoltre, deve anche considerare che le pazienti sottoposte a chemioterapia possono sviluppare malattie cardiovascolari sia durante il trattamento che a distanza di tempo.

Agata come luogo di ascolto
All'incontro, moderato dalla socia Agata Ilenia Orlando, sono intervenuti anche Mariangela Pagetta del PTS Tinchi, nonché Vice Presidente di Agata, e Andrea Morlino, referente di Chirurgia senologica presso il CROB. Non ha potuto partecipare, invece, il Presidente del Consiglio regionale Francesco Mollica, che ha inviato i suoi saluti agli intervenuti.
Al termine dei lavori, sono stati numerosi gli interventi dal pubblico. La sala consiliare di Marconia è diventata così quel 'luogo' che Agata aveva immaginato nel suo atto di nascita, un posto in cui ognuno possa sentirsi libero di dar voce ai propri dubbi, "partendo dal presupposto che il cancro non è uno scherzo e che di cancro si muore. Ma senza dimenticare che il cancro si può e si deve combattere, ma prima ancora si deve cercare di prevenirlo".

Marika Iannuzziello