Sabato, 17 Ottobre 2026

13 anni fa moriva Emilio Colombo: lo ricordiamo, nel giorno che cambiò la storia della Valbasento

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Il 24 giugno 2013, proprio 13 anni fa, moriva a 92 anni, Emilio Colombo, una figura importantissima della storia d’Italia del dopoguerra. Noi vogliamo ricordarlo, insieme ad Enrico Mattei, il fondatore dell’Eni, come uno dei pionieri della industrializzazione della Valle del Basento.

L’occasione non può che riportarci in mente quel 21 luglio 1961, il giorno che cambiò la storia, ma anche la geografia della Valbasento. Son passati quasi 70 anni da quella caldissima mattina di piena estate, quando nella grande piana di Sant’Angelo di Pisticci, fino ad allora coltivata prevalentemente a pascolo e a frumento - alla presenza di Enrico Mattei, accompagnato  appunto, dall’allora Ministro dell’industria, Emilio Colombo, dal Presidente del Consiglio Amintore Fanfani, dal responsabile del progetto industriale Anic, l’ing. Giuseppe Lamparelli, dall’Arcivescovo di Matera, Giacomo Palombella, dal senatore Antonio Bollettieri, dal giovane deputato materano Michele Tantalo, dal senatore Decio Scardaccione, dal segretario della DC materana Franco Salerno, dal Prefetto,  oltre  ai primi cittadini di tutti i comuni della provincia  e tante altre personalità politiche, militari e religiose - fu posta la prima pietra per la costruzione del grande stabilimento Anic che in pochi anni  avrebbe dato lavoro a migliaia  di nostri operai. E a tantissimi tecnici.

Sulle rive del Basento, per assistere a quella storica cerimonia, si riversarono migliaia di persone giunte da ogni angolo della regione, che vedevano nella iniziativa spiragli ma anche certezze, per la risoluzione dei gravi problemi occupazionali dell’epoca. Pastori, contadini, braccianti, artigiani, studenti, diplomati, laureati, per la maggior parte disoccupati, tutti si sentirono potenzialmente occupanti di una industria che di li a poco, avrebbe trasformato l’economia di una delle zone più povere del sud d’Italia, che solo da poco aveva smesso di lottare per l’attuazione della Riforma Agraria. Una grande festa di popolo che si consumò nell’entusiasmo generale e che dette il via ai grandi lavori per la realizzazione dell’industria chimica, compresa una pista di volo per aerei leggeri orgogliosamente battezzata con il nome del presidente dell’Eni Enrico Mattei che, purtroppo, solo 14 mesi dopo quella data, la sera del 27 ottobre 1962 perse la vita a bordo del suo jet personale, senza aver potuto vedere completata l’opera in Valbasento, dallo stesso fortemente voluta.

Nella seconda metà degli anni 60, grazie anche all’impegno e all’impulso dato da Emilio Colombo sempre vicino ai problemi della nostra terra, si contavano circa 6000 occupati presso l’Anic di Pisticci e tanti giovani, proprio attraverso il posto di lavoro e lo stipendio fisso, ebbero la possibilità di cambiare tenore di vita, acquistando o costruendo una casa e mettendo su famiglia, magari comprando elettrodomestici, all’epoca difficili da possedere e perché no, anche la moto e l’automobile. Un bum economico che nella Valbasento, proprio grazie a chi quell’opera l’aveva fortemente voluta, durò più o meno un paio di lustri andando di pari passo con quello nazionale, che registrò importanti conquiste da parte dei lavoratori occupati.

Agli inizi degli anni 70 il potenziamento dell’Anic di Pisticci Scalo, con l’attivazione dell’impianto Ter - Poliestere (inaugurato proprio da Colombo allora Presidente del Consiglio), la terza e la quarta linea Acn per la produzione della fibra acrilica, il potenziamento del Pam per la produzione del Nylon e la costruzione di una nuova centrale termoelettrica. Una fase positiva che, ovviamente, lasciava ben sperare per il futuro.

Poi, quasi a sorpresa, ma non tanto, i primi campanelli d’allarme, i primi scricchiolii e i primi timori sulla stabilità occupazionale. Da qui, lo sciopero generale dei comuni dell’area. Era il 1976, ma il bello (o meglio, il brutto), doveva ancora venire. Nell’autunno del 78, una grande mobilitazione dei lavoratori chimici della Valbasento che per una quindicina di giorni presidiarono piazza Barberini a Roma, sottolineava la sempre più grave crisi delle fabbriche dell’area. In sette anni, dall’81 all’87 furono firmati ben tre accordi di programma tra Governo, Eni, Regione e Asi, ma i risultati furono scarsi e le cose man mano precipitarono con una produzione a dir poco disastrosa che determinò la falcidia di posti di lavoro, la cassa integrazione straordinaria, il prepensionamento, la mobilità, anticamera del licenziamento.

Il resto, è storia recente. Una storia dolorosa che, purtroppo, ci fa ritornare in mente quel lontano caldissimo 31 luglio di 65 anni fa, legato alla presenza nella Valle del Basento, di Emilio Colombo, Enrico Mattei ed Amintore Fanfani, tre grandi personaggi che, purtroppo, non ci sono più.

Una data che nel bene e nel male, ha comunque segnato la storia della Valbasento. E della nostra regione.

nelle foto il presidente Colombo in Valbasento e sotto con il presidente Romano Prodi

Michele Selvaggi

Last modified on Mercoledì, 24 Giugno 2026 17:08

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