
Editore Associazione Culturale Mp3. P.IVA 01187270770
Registrato presso il Tribunale di Matera n. 4/2009
Direttore Responsabile Roberto D'Alessandro. Webmaster Vittorio Ricchiuto
+(39) 328 447 4326
redazione@pisticci.com
La nostra letteratura, da qualche giorno, si è arricchita di un nuovo volume dal titolo “Il Monachicchio”, sulle credenze, riti, e magie di Pisticci. Una storia soprattutto di superstizione, credenze popolari e riti antichi che si intrecciano al mistero del “Monachiccio”.
Il libro, frutto dello impegno, della passione e della ricerca dei ragazzi della Proloco Pisticci, che, attraverso un lavoro attento e preciso, hanno raccolto storie, voci e memorie del territorio, perché non andassero perdute.
Il nuovo volume, che fa seguito al primo della serie “Il Ricettario della Pacchiana”, uscito qualche mese fa - come spiega la presidente del sodalizio pisticcese, l’artista Maria Teresa Romeo, in arte “Oemor”, coordinatrice del progetto - “è dedicato a coloro che amano ascoltare la terra dei Calanchi, i rituali, le ombre, le cose che si percepiscono nel silenzio e si respirano nei colori. A coloro che sentono che il battito del loro cuore, è regolare solo in questo luogo. Alle nonne di Pisticci che con un filo invisibile, ci legano per sempre e, con olio, acqua e un segno di croce guariscono le nostre anime. A coloro che si sono persi nella sfortuna e a chi ha perso il cappello. A coloro che hanno un lutto e non sanno piangere. A colui che mi ha insegnato l’arte dello affascino e che amerò sempre”.
Il libro, nasce soprattutto per raccogliere frammenti di un sapere che sta lentamente svanendo, ma che ancora abita le parole delle nonne, i silenzi delle case, i vicoli, i sogni.
Il Monachicchio, sempre secondo la Presidente Romeo, è la incarnazione delle magie della vita e non è soltanto una figura del folklore, ma un modo poetico di abitare la nostra terra, di guardarla con occhi diversi, di riconoscere che non tutto ciò che esiste, si lascia spiegare. Insomma, una narrazione che vive tra letteratura, memoria collettiva e antropologia poetica”.
Un centinaio di pagine in bella veste tipografica, che racconta di questo “spiritello” - appunto, il Monachicchio che in molti, dicono di averlo incontrato e, quasi tutti, raccontano di essere stati vittime dei suoi scherzi e dei suoi dispetti.Nell’identikit dello spiritello, viene precisato che non è un demonio, ma neanche un angelo. Vive nelle case, negli spazi tra le abitazioni, nelle strade, nei burroni, nei sentieri, nei vuoti. Piccolo, veloce, furbacchione, ha le orecchie a punta, indossa sempre un saio e un cappuccio rosso, capace, si dice, di cambiare la vita di chi lo incontra. E’ dispettoso e durante la notte tira le coperte e si siede sul petto di chi dorme (lui non dorme mai), disturba, non perché sia cattivo, ma perché inquieto.
Chi ha una certa età, nei ricordi da bambini, lo ricorda, come abitante del sotterraneo del Castello in Terravecchia. E lì, si intrecciavano i racconti con visioni più che fantasiosi.
Il volume ricorda episodi e personaggi legati al Monachicchio, come quella di “Ciccio Cuzzett e la febbre dell’oro”, tutta da leggere e scoprire, o l’altra di “Peppe Spaccavient e il Grano Magico”, oppure, “La Vendetta di Caterina”, o l’altra con Le Sentenze, L’affascino, La Fattura, La Testa Del Gallo, Il Dirupo e La Sua Masciara, La Naccariata, con uno spazio a parte per “Le Ciralle”.
In noi veramente, che abbiamo una certa età ed abbiamo vissuto quell’epoca, tra i ricordi di un tempo, occupano un posto di riguardo, proprio “I Ciralli” e non Le Ciralle, e quindi ipotizziamo che le ciralle di cui si parla a pag.67, siano qualcosa come forse le mogli, le figlie o le sorelle dei Ciralli. Parola strana, quella dei ciralli, misteriosa, che diversi decenni fa, di un’epoca ormai lontana, solo a pronunciarla incuteva timore nei bambini. Un’arma inventata al “hoc” dalle nostre mamme (ma pure loro in passato l’avevano subita) per farci stare quieti. Un espediente per costringere i minori a rimanere in casa nelle calde ore del primo pomeriggio estivo, meglio conosciute come “a contr’or”. Mai abbassare la guardia verso i ciralli, anche se nessuno era mai riuscito a vederne qualcuno. Tante le dicerie su di essi, con le nostre mamme a raccontare storie fantasiose, che lasciavano quasi sempre il segno.
Insomma tutta una letteratura (mai scritta) che comunque non ha mai spiegato quale fosse la vera specie di questi esseri arcani, che secondo i racconti di allora, li trovavi nei posti più impensati, programmando ad arte i loro misfatti e sempre più o meno alle stesse ore della giornata, nel primo pomeriggio,ovvero, alla “contr’ora”.
E’ trascorso tanto tempo da allora (sono certo che magari vi siete fatti anche una bella risata! Ma ne è valsa la pena), e per noi è stato bello ritornare indietro in una epoca bella e innocente, quando una parola, un racconto, ti condizionava a tal punto che il più delle volte, ti immedesimava in situazioni strane, brutte o belle, meno belle e certe volte al limite del grottesco.
Da quell’epoca, i tempi sono radicalmente cambiati e dei famosi “Ciralli”, non è rimasta traccia alcuna. Per intimorire i bimbi adesso, ci vuole ben altro. Loro sono fatti di altra “pasta”, più vivaci, più intraprendenti e quel che più conta, non facilmente condizionabili.
Chiudiamo la parentesi ciralliana e ritorniamo al Monachicchio che, come spiega ancora il volume, non è buono, non è cattivo, è solo inquieto. Non un’anima dannata, ma qualcosa che non ha trovato pace. E’ quel che resta quando una terra non vuol dimenticare se stessa.
Un libro che non è una raccolta di superstizioni. E’ una mappa di presenze. E’ un modo per dire che le storie non muoiono quando smettiamo di crederci: muoiono solo quando smettiamo di raccontarle.
Il prezioso lavoro, che ogni nostra famiglia dovrebbe tenere in casa, è il frutto dell’impegno, della passione, e della ricerca dei ragazzi della Pro Loco, che hanno raccolto storie, voci e memorie del territorio, perché non andassero perdute. Un grazie a Maria Teresa Romeo, ideatrice e coordinatrice del progetto e testi, Alessia Giannuzzi, che ha firmato il progetto grafico e le impaginazioni, Alessia Laviola, per la traduzione dei testi, Rocco Bianculli per ideazione e creazione immagini, Giuseppe Fittipaldi, per l’approfondimento del fenomeno superstizioso da un punto di vista psicologico, Sara Sisto, Elisea D’Alessandro, Marirosa Mastronardi, Marianunzia Quinto, Alessio Console, Francesco Vitale, Francesco Mastronardi, Simone Viggiani, per raccolta dati e fonti orali e scritte dei racconti del folklore pisticcese.
Michele Selvaggi
Sono 56 i volontari di Servizio Civile Universale con l'Ente Promozione Italia Aps presso le sedi lucane accreditate delle Pro Loco e delle associazioni affiliate alla Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps.
Si è svolta a Calvello sabato scorso l'assemblea regionale delle Pro Loco Epli lucane associate alla Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps nella suggestiva sala conferenze del Convento Santa Maria de Plano grazie all'ospitalità del Comune di Calvello.
Dalla Pro Loco Pisticci fanno sapere che la presentazione del libro di Franc Arléo in programma per domenica 29 marzo, è stata annullata per intervenuta indisponibilità dell’autore.
Alcune immagini della presentazione del volume “Il Monachicchio” realizzato dalla Pro Loco Pisticci svoltasi martedì 24 marzo 2026 presso la sede attuale in corso Margherita Pisticci.