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Riceviamo e pubblichiamo nota a firma Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)
Prendiamo atto, ancora una volta, che gli impegni assunti in Consiglio regionale rischiano di rimanere lettera morta. Nell’assestamento di bilancio approvato dalla Giunta regionale non troviamo riscontro concreto rispetto ad alcuni ordini del giorno approvati all’unanimità dall’Aula alcuni mesi fa, quindi anche con il voto favorevole della stessa maggioranza che sostiene il governo regionale.
Parliamo di temi come il contrasto al randagismo; ristori alle operatrici e agli operatori economici e turistici di Maratea danneggiati dai disagi legati alla SS18; interventi per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento dell’endometriosi, della vulvodinia e della neuropatia del pudendo; e il sostegno ai comuni costieri per lo svolgimento delle funzioni amministrative legate alle concessioni demaniali. Su ciascuno di questi punti il Consiglio regionale si era espresso chiaramente, impegnando la Giunta ad assumere iniziative precise, con risorse e tempi definiti.
Eppure, nell’assestamento, questi impegni non emergono. Non si individuano le risorse, non si evidenziano gli atti conseguenti, non si denota una reale volontà politica di dare seguito a quanto votato dal Consiglio. È un fatto grave, perché non si può chiedere all’Aula di approvare ordini del giorno, magari anche all’unanimità, per poi archiviarli pochi giorni dopo senza alcun seguito reale e concreto.
Il punto non è solo politico, ma istituzionale. Se il Consiglio regionale approva un atto di indirizzo, la Giunta ha il dovere di rispettarlo o, quanto meno, di spiegare pubblicamente perché non intenda darvi attuazione. Non è accettabile che gli ordini del giorno vengano utilizzati come strumenti per superare il momento della discussione in Aula per poi essere dimenticati nella fase in cui si scrivono davvero le scelte di bilancio.
Su nessuno degli ordini del giorno approvati abbasseremo la guardia, anzi torneremo a chiedere conto.
Il Consiglio regionale e le sue decisioni non possono essere trattati dalla Giunta come l’ora della ricreazione.