
Editore Associazione Culturale Mp3. P.IVA 01187270770
Registrato presso il Tribunale di Matera n. 4/2009
Direttore Responsabile Roberto D'Alessandro. Webmaster Vittorio Ricchiuto
+(39) 328 447 4326
redazione@pisticci.com
Apprendo dagli organi di stampa la nota diffusa in questi giorni in cui si tenta di liquidare come strumentalizzazione politica ogni critica alle parole pronunciate a Bari sul tema della sicurezza energetica e della valorizzazione della produzione interna.
Non è strumentalizzazione, è allarme legittimo. Quando dall'attuale Governo nazionale si torna a indicare più estrazioni come soluzione per affrancarci dall'estero, chi vive nei territori interessati ha il dovere di reagire. Non è polemica di parte, è difesa del territorio.
Si parla di vecchio copione fatto di slogan e paure infondate. Le paure sono fondate, eccome. Sono fondate su anni di sversamenti, falde compromesse, agricoltura penalizzata, bonifiche mai completate e dati sanitari preoccupanti nelle zone dei pozzi. Dire che le estrazioni non sono nate oggi non è un'attenuante, è l'aggravante: proprio perché le subiamo da decenni senza averne ricavato sviluppo vero, non possiamo accettare che oggi vengano rilanciate come modello.
Si dice che chi ha governato prima avrebbe gestito il settore senza benefici strutturali e che oggi ci sarebbe pragmatismo. È una riscrittura della realtà. La scelta di rendere questa regione un distretto estrattivo non è stata corretta, è stata prorogata e rafforzata dall'attuale maggioranza nazionale e regionale. Nessun cambio di passo, solo continuità con una retorica più spinta.
Veniamo ai fatti, senza filtri.
Primo: si rassicura dicendo che non è stata rilasciata alcuna nuova concessione. È una mezza verità. Nessun nuovo timbro oggi, ma l'indirizzo politico è chiarissimo: riaprire le mappe, sbloccare la ricerca di nuovi giacimenti, incentivare più produzione di idrocarburi anche a mare. Si prepara il quadro normativo per trivellare di più domani, mentre intanto si rinnovano ed estendono le concessioni esistenti.
Secondo: si parla di 28 gigawatt di nuove rinnovabili e di ritmo triplicato. Sono numeri raccontati a metà. Dentro ci sono repowering, pratiche ereditate e autorizzazioni già in coda da anni. Il ritmo reale resta insufficiente rispetto agli obiettivi europei e a quanto servirebbe per abbassare davvero le bollette. Non è transizione ecologica aggiungere un po' di rinnovabili mentre si dichiara strategico estrarre più petrolio e gas. Quella è una doppia strada che ci tiene ancorati alle fonti fossili.
Terzo: si cita il dato dell'84,9% di copertura della domanda elettrica nazionale con produzione interna come prova di indipendenza e di bollette più leggere. È un dato che non ha calmierato nulla. Se quella copertura fosse sinonimo di vantaggio per le famiglie, le bollette sarebbero crollate. Invece sono aumentate, e la dipendenza dal gas estero, quella che pesa davvero, è rimasta intatta. L'autosufficienza sulla carta non si è tradotta in un vantaggio economico per nessuno.
Infine, la Basilicata e il presunto cambio di passo sulle compensazioni. Quale cambio? Un maxi-accordo spalmato su molti anni che, a fronte di miliardi di valore estratti ogni anno, rappresenta una frazione minima. Risorse spesso usate a pioggia per coprire spese correnti, non per costruire lavoro stabile, sanità, formazione, filiere agricole tutelate. Non esiste nessun fondo strutturale che abbia davvero tagliato in modo stabile i costi energetici per le famiglie lucane. Siamo la regione che estrae di più e che paga l'energia come se non estraesse nulla.
Si chiude dicendo che i lucani sono concreti e non hanno bisogno di catastrofismo. I lucani sono concreti proprio per questo non credono più alle favole del pragmatismo. Sanno che quando si parla di valorizzazione delle risorse interne si intende chiedere ancora una volta a questa terra di sacrificare acqua, terra e salute per garantire profitti che vanno altrove.
Il futuro di questa terra non è un altro pozzo. È uscire dal ricatto estrattivo.
E’ quanto sostiene in una nota inviata in redazione, Batta Marco coordinatore Regionale Fiamma Tricolore