Venerdì, 22 Ottobre 2021

In una nota del presidente della Regione Vito Bardi si apprende che:

Nel complesso il ritorno a scuola dei circa 72.443 studenti lucani è stato quasi del tutto privo di problematiche. Solo alcuni docenti sono stati rimandati a casa perché sprovvisti di green pass.

Una nuova, ennesima ombra sta gettando scompiglio nelle dinamiche politico amministrative della regione Basilicata. Come rivelato da "Il Quotidiano del Sud", una maxi inchiesta è stata avviata dai pm di Potenza sulla cosiddetta mala politica lucana. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero le nomine all'ospedale San Carlo del capoluogo lucano ed i mega appalti ospedalieri, come quello riguardante l'ammodernamento del nosocomio di Lagonegro. Contestate presunte ingerenze gestionali da parte dei vertici della Regione.

Diversi sarebbero gli indagati eccellenti e le pesanti accuse al vaglio del procuratore capo Francesco Curcio e del pm Vincenzo Montemurro. Fra gli indagati, spicca il nome dell'assessore alla Sanità lucana, il dottor Rocco Leone. Sarebbero indagati anche il segretario del governatore Vito Bardi, Mario Araneo, e il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Francesco Piro.

Il presunto sistema di potere su cui indaga la magistratura potentina sarebbe ruotato attorno allo studio del noto avvocato potentino, Raffaele De Bonis che ora è agli arresti domiciliari. 

Leone: Totale fiducia nella magistratura

Intanto, l'assessore Leone, in una nota, ha espresso totale fiducia nella magistratura. “Ho totale fiducia nella magistratura, da uomo delle Istituzioni - ha dichiarato Leone - Nella mia vita non ho mai perseguito l’utile personale. Chi mi conosce sa bene che intendo, da sempre, la mia attività lavorativa come una missione e non come un’attività da cui trarre un vantaggio economico. Spero di poter essere ascoltato quanto prima dal pubblico ministero, in modo da fare chiarezza e poter rivendicare una storia personale e politica di rettitudine e legalità”.

Bardi: Farò opportune valutazioni sull'operato di Araneo

Sulla stessa lunghezza d'onda è il presidente della Giunta regionale lucana, Vito Bardi. “Da uomo delle Istituzioni - ha dichiarato l'ex generale - ho piena fiducia nelle indagini della Magistratura e al contempo sono sicuro che le persone coinvolte nell’indagine sapranno dimostrare nelle sedi opportune la propria estraneità alle ipotesi di reato. In riferimento al coinvolgimento del sig. Mario Araneo, tengo a precisare che si tratta di una persona che ha un contratto di collaborazione esterna di Segreteria. Sarà mia cura fare le opportune valutazioni dopo un approfondito confronto, nel frattempo attiverò le procedure interne. La mia vita è sempre stata all’insegna della legalità e del rispetto delle regole. Mi auguro pertanto che su questa vicenda venga fatta luce nel minor tempo possibile. I lucani meritano chiarezza e trasparenza”.

M5S: Regione Basilicata ancora una volta scossa dalle inchieste giudiziarie

Sull'argomento sono intervenuti i consiglieri regionali del M5S, Perrino, Carlucci e Leggieri:

"In una delle settimane più torride mai vissute, ci tocca prendere atto dell’ennesima lunga ombra che si allunga sulla vita politico - amministrativa della nostra regione. 

Le indiscrezioni del Quotidiano del Sud dipingono un quadro fatto di commistioni e interessi di vario genere: si parla di “reiterate ed illecite collusioni fra pubbliche amministrazioni, professionisti e imprenditori in Basilicata”. Il tutto sarebbe partito a seguito dell’inchiesta che ha coinvolto l’avvocato Raffaele Mario De Bonis Cristalli, finito ai domiciliari per corruzione. In tanti, a vari livelli, sarebbero coinvolti. Non sarebbe risparmiato neppure il dorato mondo del cinema lucano, che per tanto tempo, con i suoi "illustri" rappresentanti, spesso in giro per il mondo a spese dei cittadini, ha rappresentato una sorta di mondo fatato, mentre la Basilicata veniva devastata ed impoverita. 

Non vogliamo assolutamente esprimere condanne prima del dovuto - la presunzione di innocenza la teniamo bene a mente - anche perchè non sono ancora chiarissime le notizie che emergono dai quotidiani. Tuttavia non possiamo rimanere silenti di fronte ad una vicenda che rischia di provocare un nuovo terremoto in una Regione che solo qualche anno fa ha visto il suo ex Governatore, l’attuale Consigliere Pittella, finire agli arresti per presunti incarichi e concorsi pilotati. Una delle vicende più brutte della storia recente della Basilicata, privata per tanti mesi del suo massimo rappresentante. 

La trasversalità politica dei nomi apparsi sui giornali in questi giorni ripropone alcune riflessioni sul consociativismo - chiamiamola pure brama di potere - che caratterizza la vita politico-amministrativa della nostra regione. In un territorio piccolo come il nostro è inevitabile conoscersi tutti, ma non è più tollerabile utilizzare queste conoscenze per raggiungere scopi in maniera illecita a scapito della collettività". 

“In un’interlocuzione con il Ministero del Sud e della Coesione territoriale, abbiamo proposto una soluzione innovativa basata su Matera: la Zona Economica Speciale di nuova generazione 4.0 destinata ad ospitare industrie culturali e creative.

Ammontano a circa 2 miliardi di euro i finanziamenti che la Basilicata dovrà gestire nei prossimi mesi per l’ammodernamento e l’efficientamento delle reti idriche lucane. Lo si è appreso nella conferenza stampa convocata oggi a Potenza dal presidente della Regione Vito Bardi per presentare ai giornalisti il nuovo amministratore unico di Acquedotto Lucano, l’ingegnere Alfonso Andretta, designato dal governo regionale ed eletto qualche giorno fa dall’assemblea dei soci.
“Ho ritenuto di indicare alla guida dell’azienda più importante della regione – ha detto Bardi - una persona con le competenze ed i giusti requisiti maturati nel tempo, un lucano che ha vissuto per tanto tempo fuori dalla Basilicata ma che ora vuole dare un contributo alla nostra terra. Sono convinto che farà bene, ha le competenze giuste, ma serve la collaborazione di tutti. Per l’Acquedotto Lucano ora inizia una nuova era, in continuità con quella precedente, che soprattutto negli ultimi anni è stata collaborativa e fattiva. Sono certo che si continuerà a far bene, con le iniziative giuste per permettere a questa azienda di essere protagonista. In bocca al lupo al nuovo amministratore, che assume un impegno non semplice e mette a disposizione la propria esperienza per il bene della Basilicata”.
Le possibili linee strategiche della nuova gestione sono state riassunte dal nuovo amministratore di AL. “Innanzitutto – ha detto Andretta - riuscire a spendere i finanziamenti ottenuti, che serviranno di portare a casa l’ammodernamento delle reti che è essenziale per il servizio idrico integrato, così come i sistemi di depurazione e di scarico nel sistema fognario. La progettazione degli interventi è l’obiettivo primario. Abbiamo tempistiche molto strette previste dal PNRR, e la necessità di appoggiarci su strutture organizzate che ci permettano di lavorare con tranquillità”.
Andretta ha inoltre sottolineato che “fra le priorità sulle quali lavoreremo c’è la nostra capacità di venire incontro alle esigenze dei cittadini, a partire dall’invio delle bollette del servizio idrico, che arriveranno a partire dalla settimana prossima con la scadenza del 31 luglio e con gli incrementi tariffati su cui sono stati spalmati gli aumenti di due anni, pari a circa 5 euro a persona. Sono state inviate con ritardo ma abbiamo previsto la possibilità di una dilazione del pagamento, e di rateizzare la cifra. Un esempio di come, a fronte di qualche inefficienza, operiamo per salvaguardare l’utenza. Lavoreremo inoltre per l’efficientamento della struttura di AL, dove ci sono professionalità elevate ma si è perso un po’ l’entusiasmo per il proprio lavoro. Vogliamo avere una impostazione industriale e suscitare l’orgoglio dei dipendenti, a breve avremo un nuovo sistema informativo di gestione dell’azienda per facilitare il lavoro e i rapporti con l’utenza”.
Sulle sinergie attivate dalla Regione con gli enti a vario titolo impegnati nella gestione delle risorse idriche si è soffermato l’amministratore unico dell’Egrib Canio Santarsiero, il quale ha sottolineato tra l’altro che “la Regione è intervenuta per affrontare la difficile situazione finanziaria di AL, caratterizzata da mancanza di liquidità, con provvedimenti che hanno permesso una riduzione dei costi di energia e personale, e con iniziative di contrasto alla dispersione, grazie alle quali il gestore ha recuperato 11 milioni di euro”.
“Oggi inizia un nuovo ciclo – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Gianni Rosa - abbiamo cercato di mettere ordine nella governance dell’acqua e non abbiamo fatto mancare il nostro sostegno all’Acquedotto Lucano, migliorando le procedure, con il recupero di 3 milioni di euro e il risparmio di 7 milioni di euro, a cui si aggiunge lo stanziamento di 2 milioni di euro che in parte mitiga l’aumento temporaneo delle tariffe. Abbiamo così contribuito al risanamento dei conti e nel PNRR abbiamo candidato opere per un miliardo e 800 milioni. AL ha le risorse per progettare gli interventi, ma naturalmente dovrà migliorare la sua gestione”.

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