Lunedì, 27 Giugno 2022

“La transizione energetica, uno degli obiettivi più qualificanti del Recovery Plan, ripropone la sfida della posizione geo-economica del Sud del Paese, un’area, al centro del Mediterraneo e con una naturale proiezione commerciale e strategica verso l’Africa, che può costituire quel “mercato” che è sempre mancato”.

 “Non sono certo le polemiche che in Basilicata e in Puglia sembrano aver riacceso l’interesse politico-istituzionale sulla ZES Jonica a farci recuperare il tempo perduto”: è quanto sostiene l’ing. Alfredo Cestari, presidente Camera ItalAfrica, impegnato in progetti per promuovere investimenti dall’estero nell’area appulo-lucana.

In Africa sono stati superati i dieci milioni di contagi di coronavirus. La notizia diffusa dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie del continente africano che riferisce di 10.028.508 casi registrati dallo scoppio della pandemia nei 55 Stati che fanno parte dell'Unione africana (Ua) dovrebbe scuotere le coscienze dei capi di Stato occidentali che sembrano interessati in questa fase più ai risultati della Coppa d’Africa di calcio che al Covid.

“L’annuncio del Ministro per il Sud Mara Carfagna di procedere all’innalzamento da 50 a 100 milioni di euro del tetto per il credito d’imposta a favore di investimenti da localizzare nelle Zes con l’estensione alle operazioni immobiliari è un nuovo passo avanti nel tentativo di rendere più attrattive le Zes tra cui quella Jonica (Taranto-Valbasento) su cui si concentra buona parte dei programmi di resilienza e rilancio produttivo ed occupazionale”.

Sul “tavolo” degli Stati Generali del Sud, l’ing. Alfredo Cestari, presidente ItalAfrica, ha messo a disposizione la “bussola” (Progetto Sud Polo Magnetico) per orientarsi nelle direzioni indicate dal Premier Draghi e dalla Ministra Carfagna (“spendere bene i fondi Ue”; “far partire al Sud una stagione di rinnovamento”) e alcuni strumenti tra i quali le intese già raggiunte con rappresentanti del mondo economico europeo (tedeschi e francesi in primo luogo) e della Cina, risultato di intense interlocuzioni con Camere di Commercio (Francia-Africa, Norvegia-Africa , Germania-Africa, Italia-Africa , Belgio , Svezia, Montecarlo).  Cestari – individuato come uno degli stakeholders, impegnato a costruire una prospettiva di crescita del Mezzogiorno – ha partecipato ad una delle otto sessioni di lavoro nella prima giornata di “Sud – Progetti per ripartire” indetta dalla ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna e aperta dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Una premessa: “come in campo sanitario la mancanza adeguata di medici e di infrastrutture causa la morte di migliaia di persone al giorno così in economia decisioni prese in ritardo producono la morte delle imprese. E questo bisogna assolutamente evitarlo”.
Al centro la strategia perseguita da Cestari “Sud, polo magnetico”, che in sintesi consiste nel mettere a disposizione del sistema economico, produttivo e istituzionale il prodotto delle analisi socio-economiche quale strumento di supporto alla individuazione di nuovi mercati per le imprese del Sud che si trovano davanti una realtà trasformata dalla crisi per gli effetti della pandemia e nella quale sono chiamate ad operare con maggiore competitività. In questa nuova sfida, di portata epocale per il nostro sistema economico-produttivo, Sud Polo Magnetico – ha evidenziato il presidente ItalAfrica - cerca di rappresentare un punto di riferimento per il mondo delle imprese e delle professioni operanti nel Sud del Paese mettendo a disposizione esperienze più che trentennali di imprenditori e professionisti che hanno garantito con passione civile e coscienza sociale la loro adesione a questo progetto. Un luogo, uno strumento, un nodo nella rete dello sviluppo in grado di realizzare relazioni virtuose tra gli attori dello sviluppo (istituzioni politiche e finanziarie, imprese, professionisti, ecc.).
Quanto al Recovery Plan Cestari ha sottolineato che  “bisogna prioritariamente evitare il rischio di  mettere insieme progetti di investimento, in alcuni casi anche interessanti, senza però una logica di insieme. Sarebbe un grave errore. Occorre inserire i progetti di investimento all’interno di un disegno organico di politica industriale, finalizzato ad aggredire le strozzature allo sviluppo presenti in Italia e in particolare nel Mezzogiorno. Sono fiducioso nel tentativo di Mario Draghi che in proposito ha idee ben chiare per allontanare il rischio che ho paventato, come riconosco al Ministro Carfagna il merito dell’ascolto e del confronto e la consapevolezza che con la programmazione del Recovery Fund, e l'intenzione dell'Ue di destinare molti soldi alle regioni meridionali, c’è  l’opportunità di accorciare il gap tra Nord e Sud”.
Cestari ha quindi indicato appuntamenti ravvicinati: le tappe del G20 al Sud, che oltre Matera toccheranno capoluoghi e città di Campania, Puglia e Calabria, vetrine significative per far conoscere Sud Polo Magnetico e le opportunità di investimenti e di localizzazioni di attività produttive.  Sui temi del cambiamento climatico e della cooperazione internazionale, su mio invito – ha annunciato infine Cestari – rappresentanti internazionali parteciperanno ai tavoli G20 ampliando il confronto sulle Zes in particolare di Puglia-Basilicata, Campania e Calabria. Ma attenzione: bisogna accelerare gli interventi sulla governance delle Zes del Sud per farci trovare pronti a gestire il piano Next Generation Eu che è l’occasione perché i programmi di sviluppo industriale del Nord e del Sud trovino una sintesi per il bene dell’intero Paese. “Le imprese non chiedono solo aiuti economici ma – è il monito di Cestari – soprattutto una semplificazione delle procedure normative che possa facilitare gli investimenti nel nostro Paese e l’apertura di nuove opportunità di business per le aziende italiane”.

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