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La nostra storia ci riporta indietro agli anni 50 - 60, con il ricordo di un simpatico. noto personaggio della Matera di allora, sicuramente entrato a fa parte della storia della città e che, all’epoca, anche tanti pisticcesi, soprattutto studenti (come lo eravamo noi), impiegati e altri, hanno conosciuto.
Non sappiamo quale è ora il numero dei ristoranti materani. Sicuramente tantissimi e sparsi su tutto il territorio cittadino ed anche fuori del perimetro urbano. Diversamente da come si verificava decenni addietro, quando oltre al mitico, storico ristorante “Moro” di via Ascanio Persio, con menù eccellenti e sicuramente non alla portata di tutte le tasche, in città si contava solo qualche modesto punto di ristoro tra cui uno in particolare, ubicato dalle parti di piazza Vittorio Veneto e, meglio e da tutti conosciuto come la trattoria di “Panz a credenz”. Uno spazioso e fresco locale seminterrato, che era anche una cantina, abitualmente frequentato da materani, ma anche da gente proveniente dalla provincia e in particolare rappresentata da quella schiera dei numerosi studenti esterni (viaggiatori), caratteristica categoria all’epoca, con tasca quasi sempre al…. verde. Un signor gestore, che era anche una persona parecchio robusta con pancia prominente (da qui forse il nomignolo di “Panz”); un tuttofare, che faceva da chef e da cameriere, dai modi e dall’apparenza un pò burberi che però, in fondo dimostrava di essere una brava e buona persona, capace di saper ben capire i problemi dei suoi clienti e in particolar modo dei giovani studenti, ma anche di chi altro aveva bisogno, magari, di non poter pagare al momento della consumazione, a cui spesso, non negava eventualmente il credito (“credenz”) richiesto.
Il menù, più o meno sempre lo stesso, a quei tempi ritenuto abbastanza variegato, con l’immancabile pasta e fagioli o ceci, pasta fatta in casa, ai ferri e con orecchiette, sempre conditi con ottimo, gustoso ragù, e poi, patate arrostite o fritte, carne al pomodoro, arrosto e, naturalmente non poteva mancare un quartino del buon vino che lo stesso custodiva al fresco in fondo al locale. Il prezzo, sicuramente contenut…issimo, che il più delle volte lo faceva il….cliente stesso. Alla fine tutti soddisfatti. E non solo a parole o di …convenienza.
Sono ormai trascorsi tantissimi anni, ed anche con pensieri e ricordi più o meno sbiaditi, non dimentichiamo quei tempi, quando da giovani studenti a volte avevamo la possibilità di frequentare quel locale e per noi era grande gioia.
Chissà quanti oltre a noi e ad altri frequentatori della città, ricorderanno ancora quell’antica, caratteristica trattoria che da tempo non c’è più e che sicuramente ha fatto storia nella città dei Sassi, risolvendo parecchi problemi del….mezzodì e delle tasche vuote o semivuote dell’epoca. E questo, grazie alla presenza del suo prezioso, generoso gestore tuttofare, da tutti conosciuto come “Panz a credenz”, appunto, un abile “master chef” fatto in casa, sempre pronto a preparare e servire piatti gustosi e genuini, semplicemente da far leccare i baffi. A prezzi più che stracciati. Naturalmente!!!!
Michele Selvaggi