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Riceviamo e pubblichiamo nota inviata in redazione a firma di Giuseppe Sigismondo, presidente di Forum Democratico
Dalle candidature nel PSI e nel PD a Italia Viva, passando per l'esperienza amministrativa nella Giunta Albano, fino alla nuova lista civica. È arrivato il momento di fare chiarezza.
Il 26 ottobre 2026 Mario Petracca, ex assessore del Comune di Pisticci, annuncia la nascita di Fare Rete, un nuovo soggetto civico che si propone di partecipare alla prossima competizione elettorale amministrativa del 2027. Nel suo manifesto si parla di riscatto del territorio, partecipazione, trasparenza, rinnovamento e discontinuità rispetto all'attuale amministrazione. Petracca denuncia il degrado urbano, la situazione del centro storico, le difficoltà di Marconia e la distanza tra istituzioni e cittadini. Temi importanti, che meritano attenzione. Ma, prima di lasciarsi convincere dagli slogan, è opportuno ricostruire il percorso politico del promotore e chiedersi quali contenuti concreti si nascondano dietro questo nuovo progetto.
IL PERCORSO POLITICO DI MARIO PETRACCA: DAL PSI A FARE RETE
La storia politica di Petracca non comincia oggi. Nel corso degli anni ha attraversato diverse esperienze elettorali e politiche.
2011 – Partito Socialista Italiano (PSI) Petracca si candida al Consiglio comunale di Pisticci nella lista del PSI, all'interno della coalizione che sostiene Rossana Florio (responsabile dello sviluppo economico della Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza).
2016 – Partito Democratico (PD) Cinque anni dopo si ripresenta alle elezioni comunali nella lista del Partito Democratico, nella coalizione a sostegno di Andrea Badursi.
2019 – Lista Trerotola Presidente. Alle elezioni regionali della Basilicata partecipa nella lista Trerotola Presidente, a sostegno del candidato alla presidenza Carlo Trerotola.
2020-2021 – Italia Viva Petracca diventa coordinatore comunale di Italia Viva a Pisticci, il partito fondato da Matteo Renzi. Nel 2021 sostiene la coalizione civica guidata da Domenico Albano, contribuendo al coordinamento della lista Consenso Civico.
2021-2022 – L'esperienza nella Giunta Albano
Il 1° novembre 2021 entra nella Giunta comunale di Domenico Albano come assessore. Il 23 novembre 2022 formalizza le proprie dimissioni dall'incarico.
Le ragioni di quelle dimissioni non sono state chiarite pubblicamente in maniera esaustiva. All'epoca circolarono indiscrezioni relative a presunte criticità nella gestione dell'assessorato, ma, in assenza di riscontri documentali, tali ricostruzioni devono restare sul piano delle indiscrezioni. Resta comunque una domanda politicamente legittima: quali furono le ragioni della sua uscita dalla Giunta? E quale bilancio dell'esperienza amministrativa Petracca intende presentare oggi ai cittadini?
2026 – Nasce Fare Rete
Dopo aver continuato a criticare l'operato dell'amministrazione comunale, Petracca presenta il nuovo progetto civico Fare Rete, dichiarando di voler segnare una netta rottura con l'attuale maggioranza e con chi, a suo giudizio, rappresenta una politica incapace di rinnovarsi. Una nuova formazione, dunque, dopo diverse esperienze politiche e amministrative. Cambiare percorso politico non è una colpa. In democrazia è legittimo rivedere le proprie scelte e costruire nuove aggregazioni. Ma il cittadino ha tutto il diritto di domandarsi: quali sono le idee che uniscono queste esperienze e quali sono, invece, le novità reali che Petracca propone oggi alla città?
DALLA CRITICA AL GOVERNO: DOVE SONO LE PROPOSTE?
Nel suo intervento, Petracca parla di cinque anni bui, di assenza della Politica con la P maiuscola, di centro storico abbandonato, di Marconia trascurata e di degrado urbano. Parole dure, che richiedono risposte altrettanto concrete. Ma c'è un aspetto che non possiamo ignorare: Petracca non è un osservatore esterno che si affaccia oggi per la prima volta sulla scena politica. È una persona che ha partecipato a diverse competizioni elettorali, ha ricoperto incarichi politici e ha fatto parte proprio dell'amministrazione che oggi contesta. Per questo sarebbe opportuno che, accanto alle critiche rivolte agli altri, presentasse anche un bilancio chiaro della propria esperienza. Quali risultati ha prodotto la sua attività politica? Quali responsabilità riconosce nelle esperienze alle quali ha partecipato? Quali errori ritiene siano stati commessi e quali lezioni ha tratto da quel percorso? Non si tratta di mettere in discussione il diritto di Petracca a candidarsi. Si tratta di chiedere a chiunque aspiri ad amministrare Pisticci di dimostrare la propria credibilità.
E soprattutto: dov'è il programma di Fare Rete?
Quali soluzioni propone per il centro storico? Come intende affrontare il dissesto delle strade, la manutenzione del verde, il decoro urbano e i problemi quotidiani dei cittadini? Quale strategia immagina per Marconia e per le altre frazioni? Quali risorse pensa di utilizzare e quali priorità intende assegnare al bilancio comunale?
Per il momento conosciamo le critiche. Attendiamo di conoscere le proposte.
Un altro interrogativo riguarda l'identità di Fare Rete. Petracca ha attraversato esperienze che vanno dal PSI al PD, dalla lista regionale a sostegno di Trerotola fino a Italia Viva, per arrivare oggi a una nuova aggregazione civica. È legittimo costruire una lista civica senza una rigida appartenenza partitica. Ma una lista civica non può essere soltanto un contenitore elettorale costruito intorno alla figura del suo promotore. I cittadini hanno diritto di sapere quali principi ispirino il progetto, quale visione amministrativa lo caratterizzi, quali persone ne facciano parte e quali garanzie siano previste per assicurare autonomia, trasparenza e stabilità. Non basta dichiararsi alternativi alla destra o alla sinistra, né basta rifiutare le vecchie appartenenze.
La vera identità politica si riconosce nelle scelte, nelle priorità e nella coerenza tra ciò che si promette e ciò che si realizza.
C'è poi un aspetto elettorale che merita di essere spiegato ai cittadini. Pisticci supera i 15.000 abitanti e, pertanto, si applica il sistema elettorale previsto per i Comuni di questa fascia demografica. L'articolo 73 del Testo unico degli enti locali disciplina l'elezione del Consiglio comunale e prevede anche la possibilità che un candidato sindaco non eletto venga proclamato consigliere comunale. Il meccanismo, tuttavia, non garantisce automaticamente un seggio. Perché un candidato sindaco sconfitto possa entrare in Consiglio occorre che ricorrano le condizioni previste dalla legge, compreso il conseguimento di almeno un seggio da parte della lista o del gruppo di liste a lui collegato. Inoltre, per le liste non collegate al candidato sindaco che raggiunge la soglia prevista dalla legge opera, in linea generale, la soglia di sbarramento del 3%. Questo significa che una candidatura a sindaco può rappresentare anche una strada per conquistare un posto in Consiglio comunale, senza che sia necessario vincere la competizione per la guida della città. Ecco perché, nel caso di Petracca, la domanda politica è legittima: l'obiettivo di Fare Rete sarà realmente quello di conquistare il governo della città, oppure il progetto potrebbe puntare anche a ottenere una rappresentanza consiliare? Non ho elementi per affermare quali siano le sue reali intenzioni. Sarebbe scorretto presentare come certe supposizioni sulle sue ambizioni personali. È però legittimo chiedere che il progetto venga illustrato con chiarezza, affinché gli elettori possano valutarne obiettivi, credibilità e prospettive. Una cosa è certa: entrare in Consiglio comunale non equivale a ottenere il mandato per governare la città. E chi si propone come alternativa deve spiegare quale contributo intenda offrire a Pisticci, sia che vinca sia che perda.
Lino Grieco, segretario di Forum Democratico, afferma che Petracca sarebbe alla ricerca di un equilibrio politico.
Un'interpretazione che apre ulteriori interrogativi. Quale equilibrio vuole costruire Fare Rete? Quali interlocutori intende coinvolgere? Quale visione amministrativa vuole proporre? E quali garanzie offrirà affinché il progetto non si trasformi nell'ennesima aggregazione elettorale destinata a dissolversi dopo il voto? Petracca dichiara di non voler stringere accordi con l'attuale amministrazione, con le forze che la sostengono e con chi, secondo la sua ricostruzione, sarebbe legato da troppo tempo alle poltrone della politica.
Sono dichiarazioni impegnative.
Ma il rinnovamento non si misura soltanto con i veti sulle alleanze: si misura attraverso la qualità della squadra, la trasparenza delle scelte, l'autonomia delle decisioni e la capacità di mantenere gli impegni presi con gli elettori. Chi denuncia i compromessi degli altri deve dimostrare, prima di tutto, di possedere una propria linea politica chiara.
La nascita di Fare Rete merita attenzione, ma non deve essere accompagnata né da entusiasmi prematuri né da pregiudizi personali. Ai cittadini spetta il diritto di conoscere:
Non è una richiesta di parte. È il minimo che si possa chiedere a chiunque voglia amministrare una comunità. Il diritto di candidarsi è sacrosanto. Il diritto dei cittadini di conoscere, valutare e pretendere coerenza lo è altrettanto. Petracca ha annunciato Fare Rete. Ora deve spiegare quale futuro intenda costruire, con chi voglia farlo e sulla base di quali idee. Perché Pisticci non può permettersi di scegliere soltanto sulla base di slogan, promesse e dichiarazioni contro gli avversari. Il vero cambiamento non consiste nel cambiare il nome della lista o nel presentarsi con una nuova veste politica. Consiste nel dimostrare di avere idee, competenze, una squadra credibile e la capacità di assumersi responsabilità davanti alla città.
Prima di chiedere fiducia ai pisticcesi, è giusto spiegare loro perché dovrebbero concederla. Pisticci merita chiarezza. Merita programmi. Merita una politica che sappia rendere conto delle proprie scelte.