Martedì, 22 Settembre 2026

Segue nota a firma Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

Quale strategia guida la Regione Basilicata nelle sue scelte in tema di aeroporti? La domanda nasce dal contrasto sempre più evidente tra l’attenzione riservata agli scali delle regioni limitrofe e il destino della Pista Mattei di Pisticci Scalo, indicata per anni dallo stesso governo regionale come futuro “Aeroporto di Basilicata”, ma ancora in attesa di una gestione operativa.

Segue nota inviata in redazione a firma Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

La Pista Mattei di Pisticci rappresenta un’infrastruttura strategica per il futuro della Basilicata, ma la sua storia è segnata da incertezze e ritardi. Le recenti decisioni della Giunta Bardi in merito al Consorzio Aeroporto Salerno Pontecagnano hanno riacceso il dibattito, spingendo il Capogruppo Pd in Regione Basilicata Piero Lacorazza (PD) a chiedere maggiore chiarezza e una visione più concreta per il sistema dei trasporti regionali. Con lui abbiamo fatto il punto sulla situazione e sulle prospettive della Pista Mattei.

Consigliere, quali sono le conseguenze per la Basilicata della possibile liquidazione del Consorzio Aeroporto Salerno Pontecagnano?

I ripensamenti del Presidente Bardi mostrano una chiara mancanza di visione. Questo atteggiamento non aiuta a costruire una strategia seria per la mobilità e le connessioni della Basilicata, già penalizzata sul piano infrastrutturale. Ci ritroviamo in un contesto di isolamento, con un trasporto pubblico gestito in modo regressivo. A ciò si aggiunge la vicenda dell’aeroporto di Pontecagnano e l’incertezza sulla Pista Mattei, senza dimenticare lo stallo sull’aviosuperficie di Grumento Nova.

Ci spieghi meglio la situazione dell’Aeroporto di Pontecagnano.

È una vicenda paradossale. Nel 2022 la Giunta Bardi annunciò il recesso immediato della Basilicata dal consorzio “Aeroporto di Pontecagnano”, definendolo un errore ereditato dal governo Pittella, oggi suo alleato. Oggi, invece, la linea è completamente cambiata: durante l’assemblea del 5 agosto, un delegato di Bardi ha espresso contrarietà alla liquidazione proposta dalla Regione Campania, basandosi sui rilievi della Corte dei Conti campana. Ricordo che la Regione Basilicata possiede il 6% del consorzio, che a sua volta detiene il 5% della GESAC. Si è anche parlato di affidare proprio a questa società la gestione della Pista Mattei. Attendiamo risposte all’interrogazione che abbiamo presentato. L’impressione è che le idee siano poche e anche piuttosto confuse.

La gestione della Pista Mattei è legata a questo Consorzio? Avete dubbi sulla trasparenza di un'eventuale futura gestione?

Sì, servono chiarimenti. La posizione della Regione appare ambigua: è una scelta convinta o solo tatticismo politico? Perché la Campania ha accolto le osservazioni della Corte dei Conti mentre la Basilicata no? E soprattutto: si pensava davvero di affidare la gestione della Pista Mattei direttamente al consorzio, senza gara pubblica? Queste sono domande che ho già posto, chiedendo la convocazione del Presidente Bardi in audizione dal 4 settembre. Mi auguro che, almeno questa volta, non eviti il confronto, come purtroppo accaduto spesso in passato.

Ci sono stati, a suo avviso, errori strategici nel passato che hanno rallentato lo sviluppo della Pista Mattei?

Sì, e sono evidenti. I lavori di adeguamento e potenziamento della Pista Mattei risultano in ritardo rispetto al cronoprogramma, che prevedeva la conclusione entro il 31 dicembre 2024.
Ma il problema principale è la mancata trasmissione delle osservazioni al Piano Nazionale Aeroporti (PNA) dell’ENAC, presentato nell’ottobre 2022. Questa omissione ha di fatto escluso la Pista Mattei dalla pianificazione nazionale. Nonostante l’assessore alle Infrastrutture avesse annunciato l’invio delle osservazioni, la Regione non ha rispettato la scadenza del 21 novembre 2022. È stata una scelta o una distrazione? Serve chiarezza. Va ricordato inoltre che, nell’Accordo di Programma Quadro del 4 giugno 2020 tra Ministero dell’Ambiente e Regione Basilicata, era previsto un finanziamento di 1,7 milioni di euro per la caratterizzazione ambientale dell’area della Pista Mattei. Anche su questo punto vogliamo capire cosa sia accaduto.

Come pensate di reperire i fondi necessari (regionali, statali o europei) per il completamento dell'infrastruttura?

I fondi ci sono, ma manca la progettualità. Come detto, già nel 2020 esisteva un finanziamento di oltre 1,7 milioni di euro per la Pista Mattei. Questa è una fase storica in cui le risorse, tra PNRR e fondi europei, non mancano: il problema è l’assenza di idee e di una visione coerente.
Non è una questione di soldi, ma di capacità di programmazione.

In che modo la Pista Mattei potrà inserirsi nella rete aeroportuale del Sud senza essere ridondante?

Serve un vero Piano Strategico Regionale che definisca quale Basilicata vogliamo costruire.
Abbiamo risorse naturali importanti, come acqua e petrolio, ma restiamo carenti sul piano infrastrutturale. In questo contesto, la Pista Mattei può avere un ruolo chiave solo se inserita in un disegno di sviluppo più ampio, fondato su un nuovo patto con lo Stato e su una visione integrata della mobilità regionale.

Sul piano propositivo, quali provvedimenti bisognerebbe adottare per sbloccare la situazione e dare un futuro certo alla Pista Mattei?

Sin dall’inizio della legislatura abbiamo posto il tema, ma il Presidente Bardi continua a evitare il confronto, e dall’assessore Pepe arriva solo silenzio. Noi continueremo a insistere: la Pista Mattei deve essere parte di un piano di infrastrutturazione e mobilità completo e funzionale, con una missione chiara e una gestione trasparente. Servono più opzioni sul tavolo, da valutare in base a sostenibilità, praticabilità e utilità per il territorio. Solo così si potrà scegliere la soluzione migliore e garantire un futuro concreto a questa infrastruttura.

Michele Rutigliano

Da mesi chiediamo che la Giunta regionale affronti con serietà la crisi idrica che sta colpendo la Basilicata. Abbiamo chiesto, fin dalla primavera, l’estensione dello stato di emergenza e la nomina di un commissario ad acta per coordinare misure straordinarie, prevenire la paralisi del comparto agricolo e garantire le forniture potabili.

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