Giovedì, 30 Maggio 2024

La Polizia di Stato di Matera ha tratto in arresto una donna, di nazionalità ucraina, regolare sul territorio italiano, per il reato ipotizzato di maltrattamenti in famiglia aggravati. Si tratta del primo arresto, operato in questa provincia, in applicazione della legge del 24 novembre 2023, n. 168, recante disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica, che prevede la possibilità di effettuare l’arresto differito in flagranza, sulla base di video relativi a condotte illecite, commesse in un momento precedente.

La Polizia di Stato di Matera ha notificato ad una donna di Altamura, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera, per il reato di atti persecutori.

Nel mese di marzo dello scorso anno, a seguito di una segnalazione al 113 pervenuta di notte, gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti in questa via Gravina, per sedare una rissa in atto. Giunti sul posto, gli operatori delle Volanti e della Squadra Mobile, hanno trovato un ragazzo con il volto pieno di sangue e, lì vicino, altri due uomini e tre donne che si stavano picchiando. Con non poca difficoltà, gli agenti sono riusciti a separare i litiganti, chiedendo poi l’intervento di personale sanitario.

La Polizia di Stato di Matera ha notificato l’Avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera, nei confronti di un 21enne napoletano, indagato per truffa aggravata. Il reato sarebbe stato commesso da due uomini, in concorso con complici non identificati, impossessatisi della somma di 5.700 euro e di diversi monili in oro, appartenenti ad un’anziana donna di Matera.

L’episodio risale al settembre del 2020, quando l’anziana (classe 1931) riceveva una telefonata da un uomo che si fingeva suo nipote, esortandola a consegnare un’ingente somma di denaro, come corrispettivo per la consegna di un pacco che sarebbe stato recapitato di lì a poco tempo. Tuttavia, al telefono non c’era il nipote ma un impostore, che l’avrebbe convinta ad aprire la porta al presunto corriere e a consegnargli 4.000 €. Dopo poco tempo, la signora veniva nuovamente contattata ed indotta a consegnare ulteriore denaro e gioielli, con la promessa della restituzione dei beni una volta che il nipote avesse saldato il debito. Così, al corriere venivano consegnati altri 1.700 € e diversi monili in oro, a garanzia dell’avvenuta consegna. Durante i fatti, la donna non riusciva a mettersi in contatto con il vero nipote, in quanto la sua linea telefonica risultava occupata, probabilmente da un altro complice della truffa.

Le indagini della Squadra Mobile hanno consentito di individuare prima uno dei corrieri, già sottoposto a procedimento penale nel 2021. L’individuazione del secondo complice, invece, ha richiesto l’analisi dei frammenti di impronte digitali rilevati dalla Polizia Scientifica sul pacco, consegnato alla donna e subito sequestrato dagli operatori delle Volanti.

Ancora una volta si ricorda di fare la massima attenzione quando si è contattati al telefono da persone che si spacciano per parenti, chiedendo denaro o altre utilità. Se avete anche un minimo dubbio, non aprite la porta di casa a sconosciuti e contattate immediatamente le Forze dell’Ordine.

Nel rispetto dei diritti della persona indagata, della presunzione di innocenza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto sopra.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto un 50enne materano, su Ordine di esecuzione per la carcerazione disposto dalla Procura della Repubblica di Matera. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di detenzione ai fini di spaccio e condannato alla reclusione di anni 5, mesi 8 e giorni 15.

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