Che i produttori agricoli non siano rappresentati e difesi nei vari livelli Istituzionali, centrali e periferici, è cosa risaputa da tempo; ma che venisse autorizzata la predazione dei beni da questi prodotti dalle autorità governative con omissioni e con interventi a favore dei predatori che sono l'industria di trasformazione e conservazione e il grande commercio, ivi compresa la grande distribuzione ne avevamo sentore, ma non certezza.
L'informazione del Governo, dell'industria di trasformazione e del commercio del pregiato grano duro italiano, attraverso i "Mass Media", ben foraggiati con i soldi pubblici, ci bombarda di notizie e di dati mistificatori e fuorvianti, secondo cui le attuali quotazioni del grano, oscillanti fra 20 e 25 euro, siano determinate da forze oscure e da meccanismi che non dipendono dalla volontà di chi ci governa. Non meno diverse sono quelle relative alle rese erariali della annata in corso che di fatto sono al di sotto della media della annata precedente: ovvero circa 25 quintali a ettaro. È la solita menata di chi non vuole assumersi le proprie responsabilità in materia di Politica Agraria. Gli agricoltori e i cerealicoltori in particolare dimostrano invece che le responsabilità sono tutte di chi governa la cosa pubblica italiana ed in parte europea, in modo particolare di chi gestisce la politica agraria.
Quello dell'agricoltura è il settore più colpito dalle ricorrenti crisi economiche nazionali ed internazionali; la causa principale sta nel fatto che non è adeguatamente rappresentato e difeso nemmeno da chi è pagato per farlo. Lo si vede a Bruxelles come a Roma, in alcune Regioni e in molti Enti locali dove regna incontrastato l'interesse per l'industria di trasformazione e conservazione e per il grande commercio.
Tavolo Verde Puglia e Basilicata, Comitato SS 407 Basentana, Comitato Metapontino Emergenza Idrica e Confederazione Italiana Liberi Agricoltori, invitano i produttori agricoli e la cittadinanza tutta alla manifestazione pubblica con dibattito a tema “Crisi dell’Agricoltura e prezzo del Grano”.
La qualità del grano duro italiano, per salubrità e per caratteristiche organolettiche è riconosciuta come fra i migliori al mondo per produrre pasta e pane di altissima qualità; il volume prodotto non supera gli 8 milioni di tonnellate, insufficiente per soddisfare la domanda dell'industria della pasta che esporta circa la metà del prodotto trasformato: pasta ed altri prodotti da forno. Il fabbisogno della materia prima viene colmato dall'importazione di grano prevalentemente dal Canada, Stati Uniti, e Paesi dell'America latina con circa 4 milioni di tonnellate.