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Le posizioni, o meglio, il disprezzo dimostrato da Bardi e Cicala, dalla Meloni e da Lollobrigida nei riguardi dei produttori agricoli che rivendicano il diritto - dovere di continuare a produrre beni necessari alla vita di tutti, va condannato con fermezza da parte di tutte le forze politiche sane della società e da parte dei consumatori oltre che dalle 0.0.C.C. tradizionali; non rispondere alle legittime richieste del mondo agricolo travolto dalla crisi economica ,aggravata ulteriormente dal caro gasolio, vuol dire ostacolare la produzione di beni agroalimentari di largo consumo per le famiglie italiane accompagnati da certificati di provenienza e salubrità: una garanzia per i consumatori.
Prodotti nei quali si concretizzano esperienze, lavoro e rischi di tutti i lavoratori della terra nonostante gli insostenibili costi di produzione non ripagati dai prezzi di vendita in azienda; contemporaneamente sui mercati italiani vengono collocati prodotti equivalenti importati di dubbia provenienza e salubrità a prezzi concorrenziali sui quali si consolida la speculazione di ogni genere. E' un aspetto su cui riflettere che ha ripercussioni sulla economia in generale e sulla sicurezza alimentare per i consumatori. Continuare a tergiversare con impegni di spesa di qualche milioni di euro come ha fatto Cicala a livello Regionale e Lollobrigida a livello Nazionale è da irresponsabile e da cinismo di maniera: una offesa alla dignità di chi lavora per sé e per gli altri. La posizione di disprezzo assume carattere di portata sociale e psicologica perché oltre a colpire i produttori agricoli sempre più scoraggiati ed emarginati, va ad incidere sui consumatori già vessati e confusi da informazioni strumentali opportunamente dispiegate dalla propaganda consumistica della grande distribuzione e dell'industria di trasformazione e conservazione protetta dal Ministro Lollobrigida. Insomma una Politica che colpisce mortalmente e particolarmente il primo e l'ultimo anello della catena: l'Azienda di produzione, cioè i produttori e i consumatori finali; i primi pagano le conseguenze del Bilancio in perdita perché spendono di più di quanto incassano, i secondi spendono di più ma portano a casa meno prodotti per via del caro vita. In sostanza una Politica organizzata nella disorganizzazione e del lasciar fare e del lasciar passare tipica di quelle società in cui il lavoro dei campi è considerato una merce e che la merce che produce deve essere venduta ai consumatori a prezzi imposti dalla filiera cioè da chi controlla la circolazione dei prodotti agroalimentari e la vendita; se non è sufficiente la produzione Nazionale si ricorre a Paesi terzi così come sta avvenendo per il grano al Glifosato, per l' olio, carne, pomodoro, agrumi, ortaggi e via dicendo.
Va da se concludere che il silenzio e il disprezzo manifestati dal Governo Meloni -Lollobrigida e dal Governo Bardi-Cicala nei confronti degli agricoltori e dei consumatori sono dannosi non solo per questi ma agli interessi Nazionali e colpiscono maggiormente le comunità del Sud.
Gli agricoltori e i consumatori dicono no alle scelte politiche sciagurate della Meloni-Bardi e Lollobrigida -Cicala: e propongono l'utilizzazione delle risorse programmate per sostenere la guerra a favore degli Agricoltori e dei Consumatori.
NO QUINDI ALLA GUERRA, SI INCECE A CHI LAVORA PER LA VITA.
Così Tavolo Verde Puglia e Basilicata