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Dobbiamo dirlo con chiarezza, perché le parole tecniche rischiano di occultare la sostanza di quello che sta accadendo. Queste pre-intese non sono un passaggio procedurale neutro: sono il modo con cui quattro regioni del Nord ottengono potestà legislativa esclusiva su materie che oggi appartengono alla collettività nazionale — protezione civile, professioni, previdenza complementare, e in corso di negoziazione anche la sanità. Ogni funzione trasferita è una funzione sottratta all'uguaglianza tra i cittadini. Ogni materia ceduta è un pezzo di Repubblica che si divide in due.
Salgono a 7 le regioni italiane che hanno approvato o stanno discutendo proposte di legge sulla libertà riproduttiva: dopo Puglia, Lazio, Sicilia, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, anche in Toscana è stata presentata una proposta di legge sul cosiddetto “social freezing”, ovvero il congelamento degli ovociti a scopo di preservazione della fertilità e di tutela della libertà di scelta riproduttiva.
La mobilitazione proclamata da FLAI, FAI e UILA per il 13 aprile — con presidio davanti alla Regione destinato a diventare permanente — è la risposta inevitabile a due mesi di silenzio istituzionale. La Regione ha ignorato una richiesta di incontro avanzata unitariamente da tre sindacati di categoria e dai segretari regionali di CGIL, CISL e UIL. Non è un ritardo: è una precisa responsabilità politica del Presidente Bardi.
Riceviamo e pubblichiamo nota a firma Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)
Segue nota stampa a firma Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)