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Con l’avvio del nuovo anno scolastico torna d’attualità una problematica che da tempo preoccupa numerose famiglie: il peso degli zaini degli alunni delle scuole elementari. Negli ultimi giorni, soprattutto attraverso i social network, molti genitori hanno voluto portare all’attenzione dell’opinione pubblica una situazione che, a loro dire, rischia di incidere negativamente sulla salute e sulla corretta postura dei bambini.
Secondo le segnalazioni raccolte, il peso degli zaini sarebbe aumentato progressivamente nel corso degli anni, costringendo i piccoli studenti a trasportare quotidianamente carichi ritenuti eccessivi per la loro età.
La questione è stata portata all’attenzione dell’avvocato Rocco Fuina, in qualità di Difensore Civico Regionale, da sempre sensibile alle problematiche che riguardano il benessere dei minori e il mondo della scuola.
“Nei giorni scorsi molte mamme mi hanno segnalato problemi relativi al peso degli zaini dei bimbi che frequentano le scuole elementari. È un problema non nuovo, ma che va affrontato e risolto perché il diritto allo studio non può prevaricare il diritto alla salute dei nostri figli”, ha dichiarato Fuina.
A seguito delle numerose segnalazioni ricevute, l’ufficio regionale coordinato dall’avvocato ha deciso di attivarsi formalmente coinvolgendo le istituzioni competenti. La problematica è stata infatti sottoposta all’attenzione dell’assessore regionale alla Formazione, Franco Cupparo, del dirigente scolastico regionale Anna Dell’Acquila, della Garante dei Minori Rossana Mignoli e della dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietrelcina” di Pisticci.
L’obiettivo è quello di avviare un confronto tra le diverse istituzioni per individuare possibili soluzioni che consentano di alleggerire il carico quotidiano degli studenti senza compromettere il percorso didattico.
“Nei prossimi giorni seguiranno incontri con le figure istituzionali coinvolte e forniremo aggiornamenti sugli sviluppi della vicenda”, ha concluso l’avvocato Fuina.
La questione degli zaini scolastici continua dunque a suscitare attenzione e dibattito tra famiglie, scuola e istituzioni, con la richiesta sempre più pressante di individuare strumenti e strategie capaci di tutelare la salute dei bambini garantendo al contempo il pieno diritto all’istruzione.
Alessandro Lopergolo