Mercoledì, 12 Giugno 2024

“L’acqua, l’ambiente e le risorse naturali sono i tre pilastri sui quali il Governo Bardi è impegnato a costruire le presenti e le future prospettive di sviluppo regionale.

Fare rete per rilanciare la competitività delle aziende agricole e degli allevamenti di Campania e Basilicata: è questo l’obiettivo del contratto della filiera del latte vaccino e bufalino al quale aderiscono aziende iscritte alla Coldiretti Campania e a quella di Basilicata. Una partnership importante, illustrata nel corso di un incontro nella sede della confederazione agricola di Eboli (Salerno), che consentirà agli imprenditori delle due regioni di poter accedere a programmi di investimento integrati e rafforzare le relazioni intersettoriali lungo le catene di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Un fondo da un miliardo e 200 milioni di euro, rivenienti dal Pnrr, per la meccanizzazione 4.0, destinati ad interventi di ristrutturazione aziendale, di efficientamento energetico, progetti di ricerca e sviluppo e per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, progetti che dovranno concludersi non oltre il secondo trimestre del 2026. Una ventina le aziende lucane, per lo più localizzate nel distretto della Val D’Agri, che Coldiretti Basilicata stima possano essere tra le beneficiarie degli interventi.

“Oggi serve sinergia, la Coldiretti ha inteso abbracciare questo concetto con un player importante quale la Campania per raggiungere lo scopo di fare massa critica, aggregare i produttori avere dei mercati sicuri e competitivi avendo prezzi importanti per le aziende agricole, sostenibili che si traducono in un reddito sicuro e certo per gli imprenditori e tutta la filiera corta- hanno spiegato Antonio Pessolani, presidente della Coldiretti di Basilicata e il direttore provinciale di Potenza, Franco Carbone - non bisogna sottovalutare un aspetto importante: abbiamo risorse ingenti a livello ministeriale sul Pnrr, 1 miliardo e 200 milioni per progetti fino a 50 milioni di euro, e noi vorremmo che anche la Basilicata in partnership con  la Campania, possa portare  a casa il risultato di prendere risorse fondamentali in questo momento per l’innovazione, per la transizione energetica, per la meccanizzazione 4.0, innovazioni importanti che rappresentano un’occasione importante ed imperdibile per le aziende della nostra regione  ed in particolar modo parliamo della Val d’Agri che è un contenitore importante che a questo gruppo di filiera conferisce già 500 quintali di latte al giorno”. Una collaborazione preziosa, quella con la Basilicata, sottolineata anche dal direttore della Coldiretti di Salerno, Vincenzo Tropiano.”

Oggi mettiamo al centro la filiera del latte vaccino e bufalino con player assolutamente importanti per la distribuzione e trasformazione dei prodotti, si tratta di contratti che arriveranno a un importo complessivo stimato da 50 milioni di euro ciascuno e che consentiranno il rilancio del settore produttivo. Il contratto di filiera per il latte vaccino vede la collaborazione di Coldiretti Basilicata che rappresenta un elemento di garanzia e sostenibilità per un patto che dovrà essere realizzato necessariamente in quattro anni. La partnership con la Basilicata – ha evidenziato Tropiano - è di fondamentale importanza, il patto di filiera prevede che almeno il 15% degli investimenti complessivi debba essere fatto in altre regioni, la Campania ha bisogno della Basilicata e dall’unione di queste due forze verrà fuori un contratto di filiera forte e competitivo”. Soddisfazione per l'iniziativa è stata espressa dal direttore regionale della Coldiretti di Basilicata, Aldo Mattia. “Una iniziativa importante per gli allevatori della Basilicata e precisamente ricadenti nella fertile Val d’Agri” ha aggiunto Mattia, per il quale “in un momento di crisi Coldiretti e i suoi soci presentano progetti di sviluppo per sostenere l’allenamento zootecnico da latte lucano, al fine di attingere ai finanziamenti del Pnrr.

Fatti non parole, in un momento dove chi ha responsabilità amministrative, continua con proclami a destra e a manca, invece di scaricarle a terra i sostegni deliberati e promessi”.

“L’introduzione di un fondo di integrazione salariale potrebbe sostenere quelle famiglie a bassissima intensità di lavoro che fanno registrare la presenza di inattivi volontari (il 16,8% dei lucani di età fino a 59 anni) o le cui situazioni sono aggravate dalla presenza di una persona fragile; potrebbe evitare la deriva verso la povertà di quei lavoratori che ormai non arrivano alla fine del mese; sostenere i pensionati”.

Sono 2.009 le opere d’arte recuperate dal Nucleo Carabinieri TPC di Bari, nell’ambito delle numerosissime attività investigative avviate in Puglia, Basilicata e all’estero nell’anno 2021. Le opere recuperate, 255 di tipo antiquariale, archivistico e librario, 5 reperti paleontologici, 1.749 reperti archeologici e 107 opere d’arte contraffatte, hanno un valore economico stimato in 14.929.361 euro per i beni autentici e di 1.890.000 euro per quelli contraffatti- qualora immessi sul mercato come originali. Si tratta di beni archeologici, antiquariali e di arte contemporanea che stavano per essere definitivamente dispersi. Il traffico illecito di beni culturali, pur risentendo ancora della crisi pandemica, non ha mai smesso di proliferare, soprattutto sui canali dell’ e-commerce.

Quando si parla di Teatro dei Calanchi, alcuni riconducono questo titolo all’evento teatrale che si svolge ogni anno tra i Calanchi di Pisticci, altri invece ne hanno sentito parlare perché il luogo ha cominciato ad essere tale e ad avere vita propria oltre il periodo della manifestazione.

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