Sabato, 25 Maggio 2024

Il decreto che definisce e adotta il Programma di Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (cd. GOL) andrà in Conferenza Stato Regioni il prossimo 7 ottobre. Le Regioni avranno poi 60 giorni di tempo per definire e inviare il piano regionale di attuazione dello stesso. 

La Regione Basilicata rispetti gli impegni assunti e si doti di una legge regionale sull’editoria a salvaguardia del diritto all’informazione e al lavoro”

Aprirà domani 10 settembre a Matera con il ministro della Salute Roberto Speranza in piazza San Francesco la nona edizione delle Giornate del lavoro della Cgil Basilicata “Liberiamo il futuro”, dal titolo “Un mondo nuovo sostenibile”.

“Garantire ai profughi un’adeguata accoglienza e chiamare tutte le istituzioni a un impegno reale e concreto, tale da attuare un piano che dovrà proseguire oltre l’emergenza di questi giorni”. È quanto chiede il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa, al governo regionale e alle istituzioni locali rispetto all’accoglienza del popolo afghano.

L’abnormità dei tempi delle liste di attesa in Basilicata per le prestazioni sanitarie specialistiche e ambulatoriali se in parte è figlia della grave carenza di medici e di personale sanitario che interessa il nostro sistema sanitario regionale, è anche conseguenza dell’assenza di chiare linee guida che a tutt’oggi consentono di svolgere l’attività intramoenia allargata, ovvero in ambulatori esterni a quelli ospedalieri. Questo mentre in molte regioni non è ormai più possibile, segno di un progressivo adeguamento agli adempimenti normativi che ne hanno limitato il ricorso.

L’intramoenia cosiddetta “allargata”, infatti, doveva essere una pratica transitoria per dare tempo agli ospedali di adibire al proprio interno spazi adatti all’esercizio della libera professione, ma da anni la Regione Basilicata mantiene in vita il regime transitorio per tutte le strutture nonostante la gran parte, anche grazie a risorse messe a disposizione dalla Regione stessa, si sia nel frattempo adeguata.

 La giunta regionale prenda atto delle conseguenze di questa pratica in termini di efficienza minima  non raggiunta sulle liste di attesa e ponga  un argine   e, così come hanno fatto in altre regioni, si consenta l’intramoenia solo nelle strutture pubbliche ospedaliere e delle aziende sanitarie.

Allo scopo di ridurre il perdurante problema delle liste di attesa bene farebbe la Regione ad introdurre nelle linee guida regionali una condizionalità sull’intramoenia legata alla previa riduzione percentuale delle liste di attesa rese in regime istituzionale.

L’attività libero professionale deve essere uno strumento per contribuire ad integrare l’offerta istituzionale quando la ridotta disponibilità di prestazioni mette a rischio la garanzia del diritto alla salute dei cittadini.

Chiediamo che la Regione proceda con urgenza ad aggiornare le linee guida per il recupero delle liste d’attesa dei pazienti non Covid perché il diritto alla salute passa dalla effettiva esigibilità delle prestazioni sanitarie nei tempi e nelle modalità corrette.

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