Giovedì, 17 Settembre 2026

Teatro dei Calanchi: una residenza artistica nel deserto dei Calanchi Lucani

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Ci sono luoghi che non chiedono di essere osservati, ma attraversati.
I Calanchi sono così.

Non offrono appigli comodi, né protezione. Costringono a rallentare, a ridefinire il passo, a negoziare continuamente con il terreno. È proprio in questa instabilità che il lavoro del Teatro dei Calanchi prende forma, anno dopo anno: non come costruzione di uno spettacolo, ma come processo che coinvolge corpo, tempo e spazio in modo indivisibile.

La nuova open call per il 2026 si inserisce in questa traiettoria, aprendo una possibilità concreta a chi sente la necessità di spostare il proprio lavoro fuori dai contesti abituali. Non si tratta semplicemente di partecipare a una residenza, ma di entrare in una condizione di ricerca dove il paesaggio non è sfondo, bensì interlocutore attivo.
Il titolo scelto per questa edizione — PANDORA — non introduce un tema da rappresentare, ma una soglia da attraversare. Più che un riferimento mitologico, è una direzione di lavoro: qualcosa che ha a che fare con ciò che si libera, con ciò che emerge quando le strutture si allentano e il controllo si riduce. In questo senso, il progetto non chiede adesione a un’estetica, ma disponibilità a mettersi in relazione con un processo aperto.

Chi partecipa entra in un tempo dilatato e preciso insieme. Le giornate sono costruite attraverso pratiche fisiche, momenti di composizione e lavoro condiviso, in un ambiente che non permette distrazioni. Il contesto è essenziale, diretto, a tratti esigente. Ma proprio per questo restituisce una qualità di presenza difficile da ottenere altrove.
Nel corso della residenza, il lavoro individuale e quello collettivo tendono a convergere. Non c’è una separazione netta tra training e creazione: ciò che accade durante il processo trova progressivamente una forma, fino ad arrivare alla restituzione pubblica nel mese di agosto, all’interno del progetto Teatro dei Calanchi.

La call è aperta a performer e artisti provenienti da diversi ambiti, senza distinzione di linguaggio. Quello che viene osservato non è soltanto la tecnica, ma la capacità di stare dentro un contesto non protetto, di adattarsi, di ascoltare e di trasformare il proprio materiale in relazione a ciò che accade.

Le candidature sono aperte fino al 22 aprile, mentre gli incontri di selezione si terranno il 2 e3 maggio. Tutti i dettagli pratici — modalità di partecipazione, calendario, condizioni — sono disponibili alla pagina dedicata: www.teatrodeicalanchi.com/opencall

Più che una selezione, è un invito a entrare in un campo di lavoro preciso.
Un campo che ogni anno si ridefinisce, ma che mantiene una stessa urgenza: togliere, sentire, trasformarsi. Chi sente che questo tipo di esperienza può incidere realmente sul proprio percorso, sa già dove guardare.
ph: Sciapichetti
act: M. Federici, S. Esposito

Last modified on Mercoledì, 08 Aprile 2026 11:13

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