Venerdì, 23 Ottobre 2026

Riceviamo e pubblichiamo nota stampa inviata in redazione dalla consigliera Comunale e Provinciale, Maria Teresa Camardella, che tiene a fare chiarezza su alcune informazioni non veritiere che stanno circolando sui social:

Il progetto per il rafforzamento dell’offerta educativa nella fascia da zero a sei anni che il Comune di Pisticci ha candidato ad un bando del Ministero dell'Istruzione è stato finanziato per un importo di 400.000 euro.

Il sindaco Domenico Albano in merito dichiara: “In continuità con gli interventi già finanziati attraverso il PNRR, che hanno consentito la realizzazione del nuovo nido e della nuova scuola materna a Marconia, arriva un finanziamento per l’acquisto di arredi didattici innovativi destinati al nuovo nido comunale e alla nuova scuola dell’infanzia”.

Dopo la realizzazione delle strutture, prende forma anche la definizione degli ambienti educativi. L’obiettivo è di creare spazi idonei ad accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita, autonomia e apprendimento.

L’Amministrazione comunale amplia passo dopo passo l'offerta dei servizi fondamentali per le famiglie.

Contiamo, nel breve periodo, di realizzare le opere di contorno alle nuove strutture scolastiche, in modo tale da renderle quanto prima operative ed aperte alla fruizione dei nostri bimbi.

Avviati interventi di manutenzione e presentati progetti per oltre 6 milioni di euro per l’edilizia scolastica.

Sindaco Albano, Assessori, vi ricordo che oltre a salire sui palchi delle varie piazze per plagiarsi di qualche “timido” applauso per eventi, oltretutto non organizzati da parte Vostra, bensì da associazioni varie e proloco, le Istituzioni Scolastiche richiedono impegni e azioni ben precisi.

Ci dicono che la Terra si sta riscaldando sempre di più, con gli inverni che non son più quelli di una volta. In effetti, la stagione invernale fino a qualche decennio fa, la ricordiamo diversa dalle attuali e, attraverso i ricordi, anche se un po’ sbiaditi, il freddo invernale, era più rigido, con le nevicate, almeno dalle nostre parti, che si verificavano spesso e anche in modo abbondante.

Allora - erano i primi tempi dopo la fine della guerra - non esistevano i termosifoni attuali e andare a scuola, prima come scolari e poi come studenti, era una impresa, atteso che le aule erano sempre fredde e le conseguenze le subivamo sempre noi ragazzi, costretti, per ripararci dal freddo, a non togliere in classe il cappotto per attenuare un pò la rigida temperatura dell’aula.

In particolare, proviamo a ritornare scolari di quei tempi, quando puntualmente, all’ingresso della scuola di via Cantisano, esposta a nord, ogni mattina, trovavamo i bidelli come la signora Buonerba e zio Ferdinando che preparavano i bracieri pieni di carbonella accendendo il fuoco. Ma quelle fonti di calore, non erano destinate a noi scolari, bensì ai nostri maestri che il braciere acceso lo tenevano sotto la cattedra per riscaldare il proprio corpo.  Un riscaldamento a senso…. unico quindi, che, a noi scolari, non ci toccava, sperando magari in qualche breve allontanamento del maestro, per “rubare” pochi attimi di calore. Per fortuna, in classe nostra, il maestro Antonio Percaccia - la cosa la ricordiamo perfettamente e va a suo onore -  nelle giornate più rigide, posizionava il braciere acceso davanti alla cattedra ed a turno, per qualche minuto, ci permetteva di riscaldarci. Una piccola, grande cosa per noi ragazzi irrigiditi dalla temperatura bassa, che significava tanto, grazie ad un, attento, generoso educatore come il nostro maestro Antonio. Maestro Antonio, che, contrariamente agli usi scolastici dell’epoca, ricordiamo, non usava quasi mai la bacchetta quando doveva punirci, magari sgridandoci e minacciando di comunicare la nostra impreparazione, ai genitori. Ovviamente parliamo del nostro maestro, che comunque non era il solo a comportarsi così, ma anche diversi altri educatori, del plesso Cantisano, come ci informavano i nostri scolari colleghi. E la cosa faceva onore anche a questi maestri.

Finita la Scuola Elementare, si accedeva all’ Avviamento Professionale, la cui frequenza era gratis, contrariamente a chi sceglieva la Scuola Media il cui accesso era consentito col pagamento di una retta mensile.

Per quel che concerneva il problema del riscaldamento in classe, nulla era cambiato. La mattina il bidello Zio Vincenzo, preparava l’accensione dei bracieri di carbonella per il Preside (allora si chiamava Direttore) Giuseppe Cerabona e per i vari professori che si alternavano alle cattedre delle classi, secondo gli orari di lezione stabiliti. Anche in quella scuola di Avviamento, dove ancora non c’erano i termosifoni, gli studenti non avevano accesso al riscaldamento ed anche lì, i cappotti, nel periodo freddo, si tenevano sempre addosso.  All’ora di ricreazione però, sempre nelle giornate rigide, un santo protettore “veniva in nostro aiuto”. Parliamo della signorina Maria Viggiani, figlia dei proprietari di quello stabile scolastico di via XVI Agosto nel rione Matina, che, a gruppi ci faceva avvicinare al fiammante camino di casa, per regalarci qualche minuto di tepore. E per noi era tanto!

Sono trascorsi tantissimi anni da allora, ma chi ha frequentato quella scuola, ricorderà questi particolari episodi e soprattutto Maria, quella “speciale” persona che ora non c’è più, che, grazie alla sua genuina generosità, anche se per poco, ci consentiva il ristoro del riscaldamento.

La nostra storia, era anche questa. Ed è sempre bello ricordare quei difficili tempi andati.

Michele Selvagi

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