Mercoledì, 21 Ottobre 2026

Quando la politica diventa spettacolo, comparse ai danni delle comunità lucane

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La visita della Meloni di alcuni giorni fa accompagnata dal Lollobrigida, dal Presidente Bardi e dall'entourage Nazionale e Regionale lucano di Fratelli d' Italia e affini,  in quel di Policoro colpita da una dannosa tromba d'aria, segna un punto di svolta nella politica fin qui condotta dal Centro-Destra Nazionale e Regionale; la Meloni invece di impegnarsi a rimuovere le cause che hanno portato la Basilicata ad essere l' ultima Regione per reddito pro-capite, per il Sistema Sanitario, per il calo del P.I.L. e la prima per spopolamento, per inquinamento ambientale, per sfruttamento dei giacimenti di petrolio e per risorsa idrica invasata, per superfice agraria abbandonata a causa della crisi economica che investe il mono agricolo, è venuta a proporci di incrementare l' attività estrattiva petrolifera anche lungo la costa dell' arco jonico Metapontino.

La stessa proposta che fece Salvini circa due anni fa nella Val Basento dicendo che tutti gli utili del petrolio prima di tutto ai Lucani; al contrario ci troviamo a distanza di due anni con tutti i danni compreso quelli economici perché in Basilicata la benzina e   il gasolio costano di più che altrove. Insomma per la Meloni e per il Governo Regionale lucano bisogna continuare sulla strada del "Modello economico lucano" fondato sullo sfruttamento selvaggio delle proprie risorse e sul trasferimento della ricchezza, che pure esiste altrove .Non quindi una organica programmazione per la valorizzazione delle risorse ambientali, turistiche, paesaggistiche, dell' agricoltura e per il potenziamento della rete stradale e delle infrastrutture in modo che il territorio possa essere ambito da insane attività produttive anche esogene, ma sfruttamento selvaggio delle risorse umane e materiali di una terra che ha già dato tanto al Paese e all'Europa. Lo scenario quindi proposto dalla Meloni e le stesse promesse fatte al Sindaco di Policoro sul ristoro dei danni subiti dal territorio, strutture balneari e agricole e centro abitato ,senza conoscere oggettivamente l' entità economica, appare da un lato drammaticamente realistico -quello sul continuare e potenziare l’attività estrattiva- dall' altro propagandistico atteso che sino ad oggi le comunità e i settori colpiti da eventi calamitosi non sono stati mai ristoranti per i danni subiti né dal Governo ,né da Bardi a partire dall' alluvione di alcuni anni fa, dalla crisi idrica, dall'emergenza idrica, dalle grandinate, dalle gelate  e da tutti quei fenomeni avversi che hanno contribuito a mettere in ginocchio i produttori agricoli.

Per non parlare poi dei mancati interventi Regionali, Nazionali, ed Europei nella difesa del territorio a rischio idrogeologico e del comparto agricolo sull'orlo del fallimento più volte denunciato.

Fino a quando i lucani avranno la pazienza di accettare queste ingiustizie?

Una svolta si potrà avere con una nuova Classe Politica e con nuovi gruppi dirigenti a partire dagli enti locali, passando dalla Regione ed arrivare al Parlamento; gli attuali si sono dimostrati inadeguati un po' perché incapaci e un po' perché non hanno compreso dove sta andando il nuovo corso della Storia che non può essere quello dei conflitti e della sudditanza a modelli economici fallimentari per il popolo.

Così con una nota Tavolo Verde Puglia e Basilicata

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