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Indimenticati personaggi della nostra terra. Pittrice e poetessa. Soprattutto una grande artista, importante punto di riferimento culturale degli ultimi cinquant’anni della storia della nostra città.
Parliamo di Teresa D’Angella Vitelli, nostra compaesana, scomparsa solo da oltre un decennio, rispettata e amata. Un'artista "speciale" con uno spiccato senso della spiritualità, sicurezza espositiva e una marcata forza espressiva, conosciuta e apprezzata anche oltre i nostri confini, dove i suoi quadri esposti nelle gallerie d'arte e nelle case di nostri connazionali, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, della popolosa comunità lucana.
Un'autodidatta del pensiero e del colore, che dipingeva in modo speciale, ma anche amante della poesia sin da quando era ragazza a cui piaceva scrivere versi con particolare riferimento alla natura e alle cose belle della vita. “I miei quadri e le mie poesie, per la mia casa, per i miei amici, ma soprattutto per i miei figli e per mio marito, la mia guida", come spesso amava piacevolmente ricordare. Un'artista che possiamo definire “di altri tempi”, e perché no, anche "moderna", vincitrice di numerosi premi artistici in tutta Italia, dei quali ne citiamo solo alcuni, tra i più importanti, come il I° Premio Targa "Roma Antica" del 1984, la Coppa "Firenze città europea" dello stesso anno, la Medaglia d'oro “Arte e letteratura di Venezia” del 1985, la prima "Coppa d'oro il Campidoglio", il I° Premio Internazionale Medaglia d'oro Città di Firenze del 1986, il I° Premio Internazionale il Diploma di Merito Città di Roma, il I° Premio per la "Pittura Arte Sacra" dell'Accademia Internazionale "Il Marzocco" di Firenze nel 1987, la Medaglia d'oro "Teatro alla Scala" di Milano, il I° Premio Internazionale "Omaggio agli Stati Uniti d'America" del 1990, e tanti, tanti altri.
Una delle sue più belle opere, fa sempre piacere ricordare, fu donata, quale segno di sincera e profonda devozione, a Papa Giovanni Paolo nel 1980, durante un'indimenticabile, udienza pontificia (foto). Gran parte delle sue preziose opere, soprattutto quelle a particolare sfondo mistico - religioso, per sua precisa volontà, sono state oggetto di dono a enti vari, parenti e amici. Tutte le altre sono gelosamente custodite dai suoi cinque figli ("i miei gioielli" come lei, amava definire, Antonio, Vittorio, Enzo, Giuseppe e Renato (questi ultimi tre, con il marito, sono con Lei in cielo), che l'hanno sempre amata e amorevolmente assistita.
Non a caso, ricordiamo un episodio tra la fine degli anni 60 e inizio anni 70, quando noi abitanti in via P.ssa di Piemonte, nei pressi della casa di sua residenza, fummo testimoni di un episodio che colpì l’intero rione Piro, con la signora Teresa gravemente ammalata e in fin di vita, per diversi giorni, che tenne in ansia l’intera comunità di quel quartiere, che la stimava e voleva bene, pregando per la sua salute. Mistica richiesta che in pochi giorni andò esaudita, con la signora Teresa che pian, piano si riprese dedicandosi alla sua arte, attività che l’ha tenuta in vita sino alla sua scomparsa. Un prezioso suo volume “Teresa D’Angella Vitelli, le mie opere e i miei pensieri, ieri, oggi, domani”, delle Edizioni Accademia Città di Roma, in bella veste tipografica, racconta la sua storia di pittrice e poetessa, con documenti fotografici di tanti suoi lavori artistici, titoli e premi assegnati alla stessa, oltre al pensiero di tanti artisti che hanno avuto il piacere di conoscerla e apprezzarla attraverso i suoi disegni, colori e toccanti versi poetici.
Michele Selvaggi