Venerdì, 14 Agosto 2026

Annullamento del bando di Concessione di aree cimiteriali di Pisticci e Marconia: l’apoteosi degli errori amministrativi

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Riceviamo e pubblichiamo nota inviata in redazione da Carmine Radesca

Con la determina n. 962 del 27/06/2026, il dirigente del Comune di Pisticci ha disposto l'annullamento in autotutela dell'intera procedura per l'assegnazione delle aree cimiteriali edificabili, revocando la precedente delibera n. 12 del 30/01/2025 e tutti gli atti connessi.

Questo provvedimento rappresenta il culmine di una gestione fallimentare e l’apoteosi degli errori commessi in un anno da tutti gli attori coinvolti, dirigenti e componenti della commissione, senza escludere la parte politica, palesemente incapace di controllare la reale esecuzione di quanto disposto con le delibere di Giunta.

La revoca giunge infatti dopo un iter caratterizzato da profonde anomalie procedurali.

Si parte con la pubblicazione dei bandi (determine n. 138 del 01/02/2025 e n. 169 del 05/02/2025), che fin da subito hanno mostrato evidenti errori nella redazione sia dei requisiti sia delle modalità di presentazione.

Infatti, all’apertura delle buste in data 6 maggio 2025, è apparso chiaro che vi sarebbero stati problemi: su una decina di plichi aperti, circa l’80% presentava difformità rispetto al bando.

La commissione, rilevate le incongruenze, ha sospeso immediatamente l’apertura dei plichi.

A quel punto si poteva procedere in due modi: rispettare le regole ed ammettere solo le domande conformi (il rispetto delle regole ogni tanto non farebbe male), oppure fermare tutto in autotutela ed emettere un nuovo bando con regole più chiare.

L’organo amministrativo, presumibilmente d'intesa con l’organo politico, ha scelto invece una discutibile terza via: con la determina n. 1293 del 24/09/2025 ha preso atto delle cause della sospensione e ha disposto l’ammissione di tutti i plichi, compresi quelli in palese difformità con il bando.

Successivamente, con la determina n. 1470 del 23 ottobre 2025, nel tentativo di correggere il tiro, è stato disposto che ai fini della formazione della graduatoria finale si procedesse dapprima alla valutazione delle domande ritenute conformi alla disciplina originaria dell'Avviso e, solo successivamente, di quelle inizialmente escluse e poi riammesse.

In pratica, si è tentato di mettere una pezza che si è dimostrata peggiore del buco.

Gli uffici comunali hanno formulato e pubblicato le graduatorie provvisorie per ben due volte, e per altrettante due volte è stata disposta e poi rimandata la convocazione della seduta di sorteggio dei lotti tra gli assegnatari.

Una variazione delle regole a procedura aperta che ha costituito una palese violazione dei principi di trasparenza, imparzialità e parità di trattamento.

Solo dopo tutti questi passaggi – costati ore di lavoro per la redazione di atti amministrativi, apertura plichi, analisi di domande e stesura di graduatorie – il presidente di commissione, nella persona del Segretario Comunale, si è deciso a chiedere un parere all’ufficio legale.

Quest'ultimo, in data 09/06/2026, con documento acquisito al protocollo n. 19375, ha dichiarato che, sotto il profilo della tutela dell'interesse pubblico e dell’ente, risultava giuridicamente sostenibile procedere all'annullamento in autotutela dell'intera procedura.

In poche parole si dice scusate, abbiamo sbagliato tutto e non possiamo assegnare i lotti.

Si riparte da zero.
A subire il danno maggiore sono i privati cittadini che hanno agito nel pieno rispetto delle regole dettate dal bando.

Per partecipare alla procedura sono stati sostenuti costi economici reali per l'elaborazione delle domande; alcuni cittadini si sono avvalsi di tecnici professionisti pagandone le relative parcelle, oltre alle spese per i bolli statali. Il Comune rimborserà ora questi cittadini?

E poi viene da chiedersi perché non bloccare tutto quando si rilevava l'esistenza di evidenti incongruenze ed elementi di contraddittorietà contenuti nei punti 2 e 3 degli Avvisi Pubblici, e lo si fa solo dopo la redazione delle graduatorie definitive? A qualcuno non sono piaciute le graduatorie?

In questo contesto si rileva una totale assenza di vigilanza da parte dell'Amministrazione Comunale e della Giunta. Gli organi politici hanno il preciso dovere di monitorare la legittimità e l'efficacia dell'azione dei propri uffici.

Se la politica non riesce a esercitare questa azione di controllo, la struttura amministrativa finisce per prevaricare l'organo politico. In questo modo viene vanificata l'azione stessa dell'Amministrazione, che in quanto espressione della volontà popolare ha il preciso dovere di dare l'indirizzo politico e di vigilarne la corretta attuazione.

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