Mercoledì, 29 Maggio 2024

“La previsione dello Svimez annunciata oggi per il 2023 deve far riflettere molto. I dati parlano di rischio di una contrazione del Pil nel Mezzogiorno dello 0,4%, rispetto ad una crescita più prudente del Centro-Nord (+08%). Il Sud e in particolare la Basilicata scontano il peggioramento della congiuntura determinata dalla contrazione della spesa delle famiglie in consumi. Nella nostra regione il 2022 si chiuderà con un +2.5, ma nel 2023 si prevede una recessione dello 0.4%, in linea con i dati negativi del Mezzogiorno”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa. “A pesare nel nostro territorio è il fenomeno della precarietà persistente, tanto che nel rapporto presentato oggi si legge che i valori più elevati al Sud si registrano nelle isole e in Basilicata, dove quasi 1 occupato su 10 percepisce la propria condizione lavorativa come insicura. Un problema, quello della qualità del lavoro – aggiunge Summa – che come Cgil solleviamo da tempo, ribadendo che la flessibilità del lavoro è la nuova povertà. I dati di oggi ne sono la conferma. La strada della flessibilità praticata negli anni ’90 oggi si è trasformata in precarietà. E la precarietà, come più volte denunciato dalla Cgil, mette in discussione presente e futuro.

I numeri secondo Summa “sono sempre più allarmanti, atteso che il peggioramento della condizione del Mezzogiorno nel 2023 rischia di far registrare mezzo milione di nuovi poveri solo al Sud. Ad aggravare la percezione del rischio di collasso per la Basilicata è la condizione di povertà già evidenziata dal Rapporto annuale dell’Inps e che vede, nel nostro territorio, 2 persone su 3 in una condizione di povertà.

Bisogna porre un freno a questa tendenza negativa. Sul piano nazionale – precisa il segretario – servono una seria riforma del mercato del lavoro e provvedimenti che regolamentino percorsi pubblici e privati di stabilizzazione per le lavoratrici e i lavoratori con rapporti di lavoro precari.

Su quello regionale bisogna riportare la discussione ai tavoli di concertazione e avviare un piano di investimenti strategici necessari per salvaguardare i posti di lavoro in essere e provare a sviluppare e attrarre nuovi investimenti nella produzione della filiera dei componenti della componentistica e delle energie alternative. I dati Svimez evidenziano come a pesare sulle previsioni del 2023 sia lo shock energetico, penalizzando soprattutto le famiglie e le imprese meridionali, con inevitabili effetti sul rischio di contrazione della crescita del Pil tra Nord e Sud con il conseguente allargamento della forbice delle disuguaglianze sociali. L’obiettivo della transizione ecologica resta il tema fondamentale dove si gioca il futuro dell’Europa, dell’Italia e della Basilicata.

Da tempo come Cgil abbiamo lanciato la sfida della transizione ecologica quale condizione fondamentale dello sviluppo della Basilicata, chiedendo investimenti su politiche di decarbonizzazione, ricerca e trasferimento tecnologico, trasporto e stoccaggio, per investire sulle comunità energetiche e sulle nuove fonti di energia alternativa, con particolare riferimento al green idrogeno, al solare, all’eolico e all’idroelettrico al fine di costruire l’alternativa di sviluppo al post petrolio.

La strada indicata dal sindacato di istituire un Recovery fund regionale alimentato dalle risorse finanziarie derivanti dalla vendita degli altri milioni di metri cubi di gas non utilizzati non è più rinviabile. Un fondo – precisa Summa – necessario per la conversione delle competenze e dei settori produttivi, ma soprattutto necessario a salvaguardare l’occupazione e che dovrebbe prevedere anche una dotazione finanziaria finalizzata ad integrare la retribuzione della cassa integrazione e degli altri ammortizzatori sociali a copertura del 100% dello stipendio.

La realtà è rappresentata dai numeri, campanelli di allarme che non possono rimanere inascoltati. Il treno da prendere è adesso – avvisa Summa – Non si può pensare di saltare la corsa”.

Cgil, Cisl, Uil, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: “L’Asm Azienda Sanitaria Locale di Matera è nella più totale paralisi. Non passa giorno che non cessino dal servizio medici, infermieri e altre professionalità, sia per pensionamento, sia perché in molti abbandonano l’Azienda per trovare occupazione in altre strutture regionali o extra-regionali, che offrono maggiori opportunità economiche e di carriera.

“Come al solito apprendiamo dalla stampa, già a cose decise, che la Regione avrebbe sottoscritto il protocollo di intesa con Eni che ne autorizza le estrazioni per i prossimi 10 anni. Ancora una volta siamo costretti a registrare l’assenza di interlocuzione istituzionale e ad apprendere decisioni su questioni importanti a giochi ormai fatti”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa.

Questa mattina, Cgil, Cisl e Uil insieme a Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno organizzato un sit-in di protesta sulla strada statale 7 per chiedere alle istituzioni di attivarsi al fine di realizzare il più presto possibile un intervento concreto per il raddoppio di un’arteria sulla quale gli incidenti mortali continuano a susseguirsi.

L’ex assessore Rocco Leone, attuale consigliere regionale, avrebbe offeso pesantemente l’assessore Donatella Merra durante il voto per l’elezione del Presidente del Consiglio. La Mewrra avrebbe chiesto un consiglio medico a causa del suo mal di gola. A tale richiesta Leone avrebbe rispostyo alla diretta interessata una cosa, ma ad alcuni membri dell’assise avrebbe pronunciato: “Le ho consigliato gargarismi di pisello.”

Leone dal canto suo, intervistato dall’ANSA, avrebbe risposto: “Una battuta goliardica che non ha altri significati. Ribadisco il mio rispetto verso tutte le donne come dimostra la mia vita e la mia carriera professionale e verso il consiglio regionale della Basilicata, che è il massimo consesso democratico della nostra Regione”

La risposta all’ANSA, però non avrebbe placato gli animi infatti è unanime il grido di sdegno del mondo polito e di quello dei sindacati.

Margherita Perretti (Commissione regionale pari opportunità): “Apprendiamo, con non poco sgomento, che le operazioni di voto del Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata siano state animate da una singolare attitudine a preoccuparsi della “salute” delle colleghe dell’assise, piuttosto che dalla necessità di garantire al popolo lucano la certezza di un governo stabile e duraturo. Per una pura casualità, evidentemente. Se è difficile, infatti, condividere con le donne che offrono il proprio impegno nella vita politica, le posizioni di responsabilità istituzionale nonchè i ruoli di rappresentanza e di governo della regione, attenendosi ai numeri strettamente necessari al rispetto del livello minimo di civiltà, risulta estremamente facile,ridondante e quasi scontato, abbandonarsi in considerazioni, apprezzamenti e consigli che nulla hanno a che vedere con la civiltà che si chiede a chiunque, sia all’uomo della strada che a quello delle istituzioni. Anzi. Evidentemente il consigliere Leone ha peccato di una inedita “generosità”, chissà se connessa al suo “lavoro” di medico, confuso con gli impegni prettamente istituzionali visto che si è preoccupato di dispensare l’uso di specifici trattamenti verso la collega consigliera e assessora Merra o ha più semplicemente sconfinato nella solita e pittoresca abitudine di maschio, dimentico del ruolo che occupava, più affine ai ritrovi portuali che ad una convocazione consiliare. La CRPO, porgendo la sua solidarietà all’assessora Merra, chiede quindi, senza scendere nei particolari alquanto disgustosi che circolano addebitando alla nostra regione una nuova nota di demerito, le dimissioni immediate oltre alle pubbliche scuse del consigliere Leone.

Carlo Rutigliano (Segretario di Articolo Uno Basilicata): “Le parole di Rocco Leone sono sconcertanti. La Basilicata non può tollerare il linguaggio della miserabile offesa sessista. Si dimetta. Mi auguro che il neo rieletto Presidente del Consiglio Regionale, Carmine Cicala, non scelga di voltarsi dall’altra parte. Solidarietà, da parte mia e di tutta la comunità di Articolo Uno, all’Assessore regionale Merra.”

CGIL, CISL e UIL: il consigliere Leone, rivolgendo all’assessore Merra frasi oscene, irripetibili e inaccettabili già in un contesto “ordinario” e a maggior ragione in quella che è la massima assise istituzionale e politica della regione, ha offerto uno spettacolo indecoroso che conferma, qualora qualcuno ne avesse ancora il dubbio, la becera cultura maschilista in cui le donne chiamate a ricoprire incarichi politici e istituzionali, ma anche in altri contesti, da quello lavorativo a quello domestico, sono costrette ad operare, nonché l’inadeguatezza di molti dei rappresentanti politici e istituzionali.

A tal proposito Domani, 3 maggio, alle 12:00, Cgil Cisl Uil Basilicata terranno una manifestazione aperta alla partecipazione di tutte le forze democratiche, le associazioni, le forze civili, i cittadini, uomini e donne, per chiedere le immediate dimissioni del consigliere Rocco Leone. È il momento di dire basta ad alta voce: invitiamo i cittadini, i partiti, le associazioni, tutti coloro che ritengono inaccettabile tale cultura a partecipare domani mattina in viale Verrastro, a Potenza, davanti alla sede della Regione Basilicata per chiedere le dimissioni del consigliere Leone.

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